Lo Strano Caso dell’Invenzione del 6°Kyu

Politica dell'Aikido e Programma di Esami...

Nell’era della tecnologia dell’informazione spesso bastano pochi click di mouse per levarsi qualche curiorisità. Oggi ci siamo divertiti con lo strano caso dell’invenzione del 6°Kyu…

di SIMONE CHIERCHINI

Noi di Aikido Italia Network abbiamo fatto una piccola ricerca e abbiamo potuto così verificare che quello che per noi era già un sospetto e di cui ora vi forniamo le prove: che gli aikidoka italiani sono soggetti ad un curioso fenomeno, manifestatosi attraverso lo strano caso dell’invenzione del 6°Kyu.
Ma andiamo per ordine.

Per soddisfare la nostra impertinente curiosità non abbiamo avuto bisogno di spulciare Wikileaks, ma è stato sufficiente consultare, per cominciare, il programma di esame dell’Aikikai Hombu Dojo, liberamente accessibile per tutti presso http://www.aikikai.or.jp/eng/gradingsystem.htm. Esso inizia con le tecniche necessarie per sostenere il Gokyu, ossia il 5°Kyu, che consistono in Shomenuchi Ikkyo, Katatedori Shihonage, Shomenuchi Iriminage, Suwariwaza Kokyu-ho; si può sostenere la prova di esame per Gokyu dopo 30 ore di allenamento. Già ci immaginiamo le facce di alcuni: ma che fine ha fatto il 6°Kyu? Non ve ne è assolutamente alcuna traccia.

Passiamo allora a dare un occhiata al programma d’esame dell’altro braccio dell’Aikikai, la scuola di Iwama, diretta per oltre 20 anni dal Fondatore in persona e, dalla sua morte fino al 2002, dal suo allievo più fedele, Saito Morihiro Sensei. Dopo la scomparsa di Saito Sensei, i suoi allievi si sono riuniti due gruppi, Takemusu Aikido Association e Iwama Shin Shin Aiki Shunrenkai; sebbene i due gruppi abbiano ben pochi motivi di simpatia reciproca, su una cosa sembrano essere d’accordo: sul programma d’esame. E cosa troviamo nei loro programmi d’esame, consultabili presso http://www.taai.it/index.php?option=com_content&view=article&id=56&Itemid=63&lang=enhttp://aikido-france.net/grade/kyu/? Abbiamo la “sorpresa” di scoprire che anche qui il primo esame nel programma è Gokyu-5°Kyu, che le tecniche sono leggermente diverse da quelle richieste nella pedagogia Hombu, ma comunque coerenti e assimilabili a quel sistema e di standard equivalente; il tempo minimo richiesto per il 5°Kyu è di 30 giorni. Tracce dell’esame di 6°Kyu? Nessuna, nuovamente.

Spostiamoci dall’altra parte del globo ed esaminiamo quale sia la situazione nelle principali e più sviluppate associazioni nazionali Aikikai occidentali.
In Francia esistono due forti organizzazioni, una tradizione e una durata di studio dell’Aikido che non ha paragoni altrove, un numero di praticanti inferiore solamente al Giappone. Le due organizzazioni sono la FFAB (French Federation of Aikido and Budō), che fa riferimento al compianto Tamura Sensei, un altro degli allievi prediletti di O’Sensei, e la FFAAA (Fédération Française Aïkido, Aïkibudo et Affinitaires), diretta da Tissier Sensei, il maestro occidentale con il più ampio seguito al mondo; comunque si valuti il loro operato, non si può prescindere dall’idea che questa è gente che ha fatto la storia dell’Aikido recente. Anche fra i suddetti due gruppi non scorre particolare armoniosa energia, ma dal 1995 hanno deciso di regolare assieme almeno la questione degli esami attraverso l’Union des Fédérations d’Aïkido. Cosa rivela una visita al website della FFAAA presso http://www.aikido.com.fr/Exemple-de-progression-pour-les? Rivela che anche da loro, ma guarda un po’,  il programma d’esame inizia dal 5°Kyu, ottenibile seguendo un programma tecnico che ricalca alla lettera quello dell’Hombu Dojo.

Il programma d'Esame dell'Aikikai Hombu Dojo

Altra verifica: l’Aikikai Deutschland, che lavora con Asai Sensei, ed è in essere dagli albori dell’Aikido europeo. Indovinate un po’ cosa scopriamo sul loro website presso http://www.aikikai.de/mitglieder/index.php?w=pordnung.php? Il programma tecnico parte dal 5°Kyu e si appoggia quasi integralmente su quello dell’Hombu Dojo per scelta di tecniche e tempi fra i rispettivi esami.

Cambiamo continente? Stessi risultati consultando, ad esempio, il sito dell’Aikikai Brasile, ma stessi risultati anche controllando cosa succede in Canada, Australia, Malesia e Hong-Kong… Il 6°Kyu non esiste.

La stragrande maggioranza del mondo aikidoistico Aikikai e collegato sembra avere le idee alquanto chiare su come strutturare la propria pedagogia e dove rivolgersi per ottenere il programma d’esame che a questa pedagogia si riferisce, cioè il programma tecnico della propria scuola centrale, l’Aikikai Hombu Dojo e/o il Dojo Ibaraki di Iwama.

Sembrerebbe una scelta tanto logica, quanto ecumenica, ma noi per primi sappiamo che ecumenica non lo è. Le eccezioni mondiali di rilievo alla regola sono quelle dell’Aikikai d’Italia, della British Aikido Federation e dell‘US Aikido Federation.
Qui gli allievi non solo devono iniziare a fare gli esami dal 6°Kyu, il che potrebbe sembrare solo un piccolo passo in più, ma inoltre i tempi necessari per sostenere ciascun esame sono decisamente più lunghi. Lo strano caso dell’invenzione del 6°Kyu non sembrerebbe essere altro che l’emblema di un atteggiamento generale diffuso e sistemico. Conseguenza di questo atteggiamento è che per ottenere lo stesso grado Dan, certificato con lo stesso diploma, emesso dallo stesso ente, l’Aikikai Hombu Dojo, italiani, inglesi e americani che lavorano sotto le rispettive organizzazioni nazionali Aikikai riconosciute, devono metterci alcuni anni in più di tutti gli altri.
Sarebbe come se uno studente universitario, per ottenere la stessa laurea in medicina, confermata dallo stato italiano e valida su tutto il territorio nazionale per esercitare la stessa professione, se fosse iscritto a Padova potesse cavarsela laureandosi dopo un corso lungo 5 anni, mentre per lo stesso corso fatto a Pavia o a Milano gli ci volessero 8-10 anni. Che questa sia un’assurdità e una palese ingiustizia balza immediatamente all’occhio di chiunque abbia un minimo di senso logico.

Allora, ci chiediamo, come si spiega lo strano caso dell’invenzione del 6°Kyu nei paesi in cui esso è presente e manifesta una comprovata tendenza del sistema a rallentare la carriera degli studenti?
Forse gli aikidoka italiani, inglesi e americani sono più stupidi, o più lenti, o più ignoranti, forse essi sono fisicamente e moralmente inferiori alle loro controparti giapponesi, francesi, tedesche, brasiliane, cinesi, australiane e via dicendo?
Sono stati i loro Shihan residenti ad essere meno capaci nel metodo di insegnamento?
E’ forse l’aria che si respira in queste nazioni a nuocere al corretto e pronto apprendimento dell’Aikido?

A voi l’ardua sentenza, seppur con l’ausilio di una piccola ma utile informazione: le nazioni ove si è verificato lo strano caso dell’invenzione del 6°Kyu presentano tutte un fattore comune, cioè quello di avere uno Shihan di riferimento di forte personalità.

Rivolgete dunque a loro senza paura le vostre eventuali domande sul perché il progresso di un aikidoka italiano, inglese o americano all’interno di una scuola che deve rapportarsi alla realtà cui appartiene sul piano mondiale, da decenni proceda a passo di lumaca. Chiedete a loro come mai la pedagogia dell’Hombu Dojo sia stata alterata, e quella di Iwama ignorata, e per quali scopi.

Probabilmente i suddetti, troppo persi nel loro empireo personale, non si degneranno di rispondervi; ma il loro seguito di lacchè magari vi dirà, come si fa con dei bambini indisciplinati, petulanti e un po’ duri di comprendonio: “E’ per il vostro bene…”

Copyright Simone Chierchini © 2011-2012Simone Chierchini
Per le norme relative alla riproduzione consultare
https://simonechierchini.wordpress.com/copyright/

Annunci