Triangolo VS Trapezio e Conflitti Geometrici su Gradi e Qualifiche

Dio-esiste.-Ma-rilassati,-non-sei-tu..jpg

Ego ingombrante?

Che l’Aikido sia una disciplina dalla profonda matrice tradizionale è piuttosto innegabile! Ai suoi albori sapete come si faceva a ricevere un grado o un titolo di merito? Il Maestro (O’ Sensei, c’era SOLO LUI!) ad un certo punto riteneva che tu lo meritassi e ti insigniva di ciò che egli riteneva più consono, PUNTO!

di MARCO RUBATTO

Quali fossero gli arcani motivi, i ragionamenti di carattere esclusivamente soggettivo che spingessero un Sensei a considerare “pronto” il proprio allievo non ci è dato di sapere: il deshi aveva massima fiducia nella capacità di giudizio del suo Maestro… quindi ciò che lui riteneva opportuno lo era automaticamente pure per l’allievo.

“Tu dici, io faccio!”, niente male il metodo tradizionale di crescere nelle arti marziali (alla Pino La Lavatrice): noi – fra l’altro – di vertice ne avevamo uno solo – Morihei Ueshiba, appunto – quindi fino a 50 anni fa non esistevano conflittualità di alcun tipo per quanto concerne i riconoscimenti che un allievo avrebbe desiderato ottenere dal proprio percorso Aikidoistico…

Questo modello, assolutamente triangolare –  in 3D potremmo immaginarcelo piramidale – basato sullo schema Sensei-senpai-kohai ha funzionato egregiamente fino a quando il Giappone è stata una terra isolata dal resto del mondo… o – almeno – fino a quando gli occidentali hanno iniziato a praticare discipline giapponesi.

continua a leggere su:
http://aikime.blogspot.it/2016/05/triangolo-vs-trapezio-e-conflitti.html

Copyright Marco Rubatto ©2016 
Ogni riproduzione non espressamente autorizzata dall’autore e’ proibita
Pubblicato per la prima volta su:
http://aikime.blogspot.it/2016/05/triangolo-vs-trapezio-e-conflitti.html

Annunci

Seminario: M. Rubatto a Genova

unnamed

Primo workshop con Marco Rubatto a Genova

1° Aikido Workshop
Marco Rubatto​ Shidoin

24-25-26 Aprile 2015
Sestri Ponente, Genova
Gym Club Genova Sestri Ponente, via Marco Redoano 19

Organizzazione: Federazione Italiana Aikido, Alessio Candeloro
Info: shuren@virgilio.it candeloroalessio@gmail.com
Web: www.federazioneitalianaaikido.it

Orari di pratica: Venerdì 24/04 19 – 21:30 (Adulti); Sabato 25/04 10 – 11 (Bambini con gradita presenza degli adulti), 11 – 13 (Adulti), 14 – 16:30 (Adulti), 16:30 in poi (Lezione per Insegnanti, Senpai, Responsabili di Dojo, ecc.); Domenica 26/04 10 – 13 (Adulti)

Quote di Partecipazione: 40 euro (stage intero), 20 euro (frazione), 10 euro (lezione insegnanti), 8 euro (bambini)

“Introduzione alla Meditazione” di Marco Rubatto

rubatto_mediazione_coverIl mio amico Marco Rubatto non è informato delle mia iniziativa di recensire il suo prezioso volumetto; non gli ho chiesto il permesso né ho concordato alcunché con lui. Era l’unica maniera per fargli una sorpresa, visto che lui si è appena indotto a recensire il mio libro: “Psicologia dell’Aikido”. Non è il sinallagma che mi muove, ma un’ispirazione autonoma che avevo da tempo, dopo che avevo avuto tra le mani il suo libro. Insomma lui mi ha dato solo una mossa…

di ANGELO ARMANO

Una delle cose che è possibile conquistare facendo Aikido, è di non separare più l’opera e l’autore; di approfondire al contrario la personalità dell’autore attraverso la sua opera. Ciò può aver senso in quanto vertiamo nel campo dell’arte e molto meno della professionalità; si può essere professionisti di qualcosa, e nel contempo non sentirsi relegati alla mera identificazione col ruolo che si interpreta, concependo la propria umanità in modo più ampio.

Normalmente per l’artista non è così, venendone la sua personalità contraddistinta in maniera ben più pregnante.

Allora il caso di Marco è quello di uno che si è votato all’Aikido, tanto da decidere di viverne, e di interpretare questa scelta con etica e deontologia, assieme a pochi come ad esempio Nino Delli Santi, e senza per questo fare

torto ad altri, comunque non molti.

Il volumetto, che dice della personalità di Marco, denota una sistematicità di approccio e logicità di esposizione, la quale non può non essere figlia anche dei suoi studi, in particolare di una laurea in ingegneria a pieni voti, conseguita nel politecnico migliore d’Italia.

Questa però è solo una base d’appoggio, il fondamento su cui si posa, inevitabilmente visto il contenuto del libro, un senso del tempo fuori dal corrente. Traspare dalle parole del libro ed è conseguenza diretta della pratica, non del libresco teorizzare.

Già Sant’Agostino si interrogava su quale fosse il tempo dell’Anima, preceduto e seguito da molti altri, in oriente e in occidente. La sensazione scorrendo le pagine, è quella di un “tempo ritrovato”, a cui pare arduo fare ombra, fosse anche solo quella “delle fanciulle in fiore”, come amava Proust.

La meditazione, nelle sue più svariate forme ed accezioni, vuole reintegrarci con il nostro essere più autentico, operazione che per l’uomo nella sua finitudine, non può essere disgiunta dal tempo; Heidegger ce lo dice in maniera magistrale.

Qualsiasi marzialista autentico, non necessariamente un aikidoista, sa della connessione tra budo e meditazione, quantomeno sul piano storico generale, ed anche attraverso casi eclatanti di personaggi sommi (Musashi, Takuan, Tesshu ed infiniti altri).

Marco sa uscire bene dal nominalismo e dalla mera casistica, per fornirci le chiavi interpretative dei diversi mezzi storicamente annoverati, al fine avvicinarci al profondo, obbiettivo estremo del marzialista spirituale. La sua ben lodata sistematicità, ha l’effetto sorprendente di un laya yoga, di dissolvere cioè le compartimentazioni, per le quali l’una cosa non può essere l’altra.

Ciò corrisponde al mio tanto amato approccio psicologico, secondo il quale l’interiorità dell’uomo è un prius rispetto agli integralismi di questa o quella disciplina (o anche scelta religiosa), che in un modo o nell’altro tramitequell’interiorità sono venuti fuori.

E più non dico, a sottolineare l’importanza di confrontarsi con il testo di Marco, che, senza esagerazioni, colloco nella biblioteca ideale non solo di ogni aikidoista, bensì di chiunque sia interessato all’argomento meditazione, e all’approccio spirituale in generale.

Marco Rubatto: Introduzione alla Meditazione, 2014 www. you can print.it

Le interviste di Ovo San – Marco Rubatto

Faccia a faccia tra due "gianduiotti" sotto alla Mole...

Faccia a faccia tra due “gianduiotti” sotto alla Mole…

Eccoci qua ! è proprio sotto la Mole Antonelliana, simbolo della Nostra Torino, il vostro Ovoreporter incontra il Maestro Marco Rubatto, che insegna a S. Mauro Torinese e anche a Volpiano e in Torino, insomma ecco “ due gianduiotti” (famosi cioccolatini tipici di Torino), faccia a faccia (virtualmente si intende). Insieme ai M° Chierchini e Branno ha organizzato e ospitato l’ Aikido Blogger Seminario…Allora M° Rubatto un po’ di Free Style prima delle 5 domande?

di OSVALDO RIGHETTO

MARCO

Vado con il free style.
Ho iniziato a fare Aikido per una combinazione assolutamente fortuita, più precisamente a causa di un incidente ad un ginocchio accaduto mentre praticavo Karate: non potevo più tirare calci per un po’, ma avevo ancora l’abbonamento pagato per un intero anno presso il Dojo/Palestra che frequentavo, quindi mi sono dato all’Aikido quasi per “tamponare” il momentaccio. L’Aiki-vocazione però è stata tardiva: sin da giovane avevo praticato alcuni stili di Kung Fu, ancor prima che il Karate. Attratto dalle cadute e dalle leve articolari, sono stato folgorato sulla via di Aiki-Damasco quel giorno ormai lontano più di vent’anni, e da allora non ho più fatto altro.

Quello che mi colpì di questa disciplina un attimo dopo che la mia esigenza di sbattacchiarmi si era un po’ calmata, era il grande spessore filosofico di questa disciplina… cosa che non avevo incontrato nei miei precedenti percorsi marziali.

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA SU:
http://www.aikidorbassano.it

Copyright Osvaldo Righetto ©2013 Osvaldo Righetto
Tutti i diritti riservati
Per le norme relative alla riproduzione consultare
https://simonechierchini.wordpress.com/copyright/

Aikido Blogger Seminar: Un Nuovo Modo di ESSERE Aikido

Insegnanti di Aikido E.T.: Vanno d'accordo fra di loro!

Insegnanti di Aikido E.T.: vanno d’accordo fra di loro!

A seguito di un’importante evento, quale è stato a Torino lo scorso Aikido Blogger Seminar di dicembre, è più che doveroso offrire on-line un rimando di come è andata, giacché questo appuntamento è nato da un’idea degli Aikidoka del Web e proprio dalla rete è stato organizzato. I coordinatori di Aikido Italia Network,  Aikime e Aikido Vivo ne sono stati i promotori, mentre ad Aikime sono spettati gli onori e gli oneri dell’organizzazione. E allora, com’è andata?

di MARCO RUBATTO, FABIO BRANNO E SIMONE CHIERCHINI

Circa 70 Aikidoka (58 adulti e 11 bambini, per l’esattezza!) si sono incontrati nel Dojo di San Mauro Torinese che solitamente viene utilizzato per gli eventi che necessitano di più spazio (vedi i passati Seminar con Patrick Cassidy Sensei o “L’Aikido Torinese Riunito” dello scorso anno).

La provenienza era più che mai varia, sia in termini geografici, che di Scuola e stile di appartenenza: per un week end hanno condiviso abilmente lo stesso tatami un grosso contingente di Aikidoka piemontesi e lombardi, ma non sono mancati anche praticanti giunti dal Trentino Alto Adige, dall’Emilia Romagna, Abruzzo, Campania, Sicilia…
Insegnanti (davvero molti gli alti gradi intervenuti, dal 4º al 6º dan!) ed allievi provenienti da Aikikai d’Italia, di Francia, dalla Scuola di Endo Sensei, dal Kobayashi Ryu, dall’Iwama Ryu, dal Tendo Ryu, dalla Scuola del Maestro Gramendola e del Maestro Grande… appartenenti ai più disparati Enti (F.I.J.L.K.A.M., C.S.E.N., U.I.S.P., F.I.T.A., A.S.C., Progetto Aiki…) sono mirabilmente riusciti a convivere con profitto e vicendevole arricchimento in quest’occasione, pensata per dire la verità… in modo un po’ inconsueto.
La stranezza è consistita nel fatto che i tre Insegnanti che si sono avvicendati a tenere le lezioni (Fabio Branno, Marco Rubatto, Simone Chierchini) hanno iniziato fra loro a COLLABORARE SUL SERIO, lasciando perdere “chi aveva il grado più elevato”, “l’esperienza più lunga”, “la tecnica più sopraffina”… “l’Aiki-verità più vera”… e considerandosi parte integrante del gruppo di PRATICANTI, sia durante la docenza, sia quando non toccava a loro di insegnare.

Leggi cioè: “Si sono divertiti a sudare, cadere… sbagliare, menare e prenderle PURE LORO”!
Questo, secondo noi ha giovato molto all’atmosfera generale, perché ha fatto sentire ciascuno parte di un evento realmente vissuto INSIEME, nel quale non è esistito un “Maestro Buddhico”… da venerare o da imitare anche nei tic facciali, ma una pratica da condividere con l’esempio, l’apertura e la disponibilità di sperimentare cose nuove.

nnnnnn

Uno per tutti, tutti per uno

Vista la grande eterogeneità dei presenti (parlando di estrazione Aikidoistica), le lezioni hanno maggiormente considerato aspetti legati ai principi dell’Arte, rispetto alla tecnica propria di ogni differente metodo (anche se non è mancata neanche quella!)…

In sostanza ci si è sfidati a trovare elementi di unione dei veri percorsi, anziché insistere a sottolineae i particolari che potevano dividere… o far arroccare in una posizione sclerotizzata.

E ci si è riusciti alla grande, anche dai rimandi dei presenti.

Si… perché un’altra delle importanti novità introdotte in questo Aikido Blogger Seminar è stata la possibilità da parte degli partecipanti di esprimersi gli uni nei confronti degli altri e quindi con gli Insegnanti che animavano le lezioni.
L’Aikido, per sua natura, ha un aspetto particolarmente piramidale e meritocratico… ma ecco come abbiamo fatto a renderlo più “orizzontale” e condivisibile:
– al termine di ogni trance di allenamento (sabato mattina, sabato pomeriggio, domenica mattina) abbiamo invitato i presenti a formare piccoli gruppi (3 o 4 persone) e a discutere fra loro di tematiche particolarmente attinenti all’Aikido ed alla sua pratica;
– in seguito a ciò, ci siamo riuniti in un grande cerchio intorno al Kamiza, nel quale ciascuno si è sentito libero di condividere cosa era emerso nel suo micro-gruppo, oltre ogni sorta di impressione, ispirazione, critica che la pratica avesse fatto affiorare in lui.

Inizialmente preoccupati che questo momento potesse non essere capito/vissuto al meglio – la prima volta di una simile proposta sul tatami per la maggior parte dei presenti – ogni cosa però è andata nel modo migliore, in quanto il rispetto personale, delle posizioni ed idee altrui ha fatto da scenario a tutti gli interventi e gli apporti del Gruppo.
Sciolti i primi imbarazzi, è emersa anzi una sana voglia di rimandare le proprie impressioni e punti di vista.
Cosa può indicare ciò?
Forse che la comunità Aikidoistica ha bisogno di “dialogare” e confrontarsi su tematiche (più o meno sempre le stesse)… che fanno sentire soli e immersi nelle problematiche, fino a quando non si comprende che altri praticanti – in altre Scuole, e luoghi del Paese – cercano le soluzioni agli gli stessi problemi!
Noi siamo partiti chiedendo ai presenti una riflessione su questi semplici tematiche:
(sabato mattina)

A1 – quali sono le motivazioni che ti hanno spinto ad intraprendere la pratica dell’Aikido?
A2 – quali erano/sono le tue aspettative rispetto a questa disciplina?
A3 – come pensi di poter in Aikido in essa i tuoi goal personali, se dipendesse da te?
(sabato pomeriggio)

mmm

Fabio Branno con Gabriele Pintaudi

B1 – quali sono le principali problematiche che incontri nella pratica dell’Aikido?
B2 – quanto pensi esse siano dovute al tuo modo di porti e quanto invece causate dall’attuale assetto della società Aikidoistica in cui sei immerso?
B3 – come penseresti di risolvere queste problematiche, se dipendesse da te?

(domenica mattina)
C1 – quali sono dal tuo punto di vista le principali prospetive future dell’Aikido?
C2 – quale sarà il tuo contributo personale al processo di evoluzione della disciplina che pratichi?

Ogni partecipante ha potuto sentirsi – giustamente ed una voltatanto – protagonista dell’esperienza che ha vissuto all’Aikido Blogger Seminar.
Sono venuti fuori rimandi piuttosto articolati ed interesanti… che però in questa sede non menzioneremo, in quanto appannaggio esclusivo di chi ha avuto il piacere di condividere insieme quegli importanti momenti sul tatami.

Una sola cosa ci viene da dire: grazie per la disponibilità con la quale tutto il Gruppo ha risposto agli stimoli offerti ed ha saputo cogliere importanti occasioni di crescita e di approfondimento della reciproca conoscienza fra i presenti.
Ci si frequenta poco, ecco perché a volte nascono barriere così difficili da buttare giù!
Se ci “toccassimo” un po’ più di frequente, anche fra appartenenti a stili/scuole/enti diversi, ci si renderebbe conto che siamo tutti praticanti in marcia verso una destinazione comune, indipendentemente dal mezzo che abbiamo scelto per avanzare.
Avere poi anche la possibilità di parlare con persone il cui contatto poteva essere frainteso o deformato dalle abitudini di pratica che ciascuno possiede, si è quindi rivelato una delle scommessi vincenti dell’Aikido Blogger Seminar!
Nessuna confusione nelle tempistiche: c’è stato tempo per sudare e divertirsi, e tempo per le chiacchiere… spesso nate sul tatami – negli appoisiti spazi previsti – e quindi continuate con i piedi sotto lo stesso tavolo a pranzo ed a cena, davanti ad una pizza ed una bibita!
L’Aikido Blogger Seminar è stato pensato a “basso impatto economico” per ogni partecipante, mirando alla possibilità di una preiscrizione on-line a prezzo agevolato, cercando di ospitare in case private ogni Aikidoka che è arrivato “da fuori” e scegliendo locali in cui è stato possibile pranzare e cenare con qualità a prezzi accomodanti.
Niente che non si riesca a fare con sufficiente organizzazione, e questa ne è stata la prova: tutti gli Aikidoka locali impegnati anche nella parte gestionale (iscrizioni, pulizie, fot, video-riprese)… gli Insegnanti che hanno optato per una sistemazione dignitosa, ma spartana e poco più che un rimborso spese per il loro contributo sul tatami.
Viaggiare e fare esperienza in Aikido anche oggi è POSSIBILE, non c’è crisi che tenga!
Un altra peculiarità: forse il fatto che gli Insegnanti hanno scelto di ritornare innanzi tutto allievi l’uno dell’altro e di ciascun Aikidoka con cui praticavano… ha permesso che non ci fossero “allievi che avevano voglia di fare gli Insegnanti”, come spesso accade a zonzo per i seminari di Aikido.

mmmm

Simone Chierchini con Alessandro Costa

Ognuno ha saputo stare semplicemente al suo posto, poiché non avvertiva alcun bisogno di proteggere i suoi spazi o invadere quelli altrui: si era semplicemente in armonia!
Pare poco: dovrebbe essere forse la norma, ma provate a girare un po’ e fate caso a quante volte capita…
Praticare in un’atmosfera semplicemente serena, rilassata e proficua è stato il principale goal che ha fatto innamorare i presenti e ripromettersi che questa non avrebbe vdovuto essere l’ultima volta insieme!
Molto probabilmente quindi… to be continued!
Ma ora lasciamo semplicemente che le gallerie fotografiche esprimano meglio le sensazioni che abbiamo provato a Torino lo scorso 15 e 16 dicembre: ne abbiamo caricate 300 nella pagina FB dell’HARA KAI (l’A.S.D. che ha patrocinato l’evento, nella quale vi chiediamo gentilmente di cliccare il vostro “mi piace”! ^__^)…
Le potete vedere cliccando QUI, dopo aver effettuato il log-in su Facebook…
e 200 (abbiamo raggiunto il limite massimo consentito) sul Flickr cliccando QUI, per chi non fosse presente sul popolare Social Network.
Giudicate voi dalle espressioni dei volti cosa vi siete eventualmente persi, o cosa avete attivamente contribuito a creare…

Ecco anche un breve report VIDEO!

Inoltre – probabilmente per la prima volta in Italia, se non nel mondo! – questo evento è andato in streaming in diretta, grazie all’amico Massimiliano Gandossi sul canale Tendo Ryu Italia.

Potrete rivedere frammenti di esso cliccando QUI (prima parte, seconda parte, terza parte)!
Non sapevamo di avere questa possibilità: la prossima volta ci organizziamo meglio e pubblicizziamo meglio la cosa… in modo che possiate seguirci da casa e proiettarvi in salotto se non riuscite ad essere con noi sul tatami!
Fabio, Simone e Marco gradirebbero ricevere, anche in forma anonima, feedback “col senno di poi” da parte dei presenti che avessero piacere di condividere le loro sensazioni a freddo.
I contributi (RISPETTOSI, indipendentemente dalle opinioni rimandate) verranno pubblicati sui Blog.

Potete scrivere direttamente nei commenti o alle e-mail che trovate on-line: vi ringraziamo sin d’ora per quanto riceveremo, che sarà per noi strumento di ulteriore miglioramento per il futuro!
We are Newtype Aikidoka!

Fabio Branno
Marco Rubatto
Simone Chierchini

Marco Rubatto e Max Gandolfi

Marco Rubatto e Max Gandossi

Uno speciale ringraziamento è d’obbligo per Marco Rubatto e i suoi allievi per essersi sobbarcata la fatica di organizzare questo evento

Streaming registrati da Max Gandossi:
CLICCA PER CONNETTERTI

Fotogalleria su Facebook:
LINK

Fotogalleria su Flickr:
LINK

Trailer di Presentazione dell’Aikido Blogger Seminar 2012
LINK

Parole e Fatti: Ecco l’Aikido Blogger Seminar 2012
Articolo di presentazione di Simone Chierchini

Parole e Fatti: Ecco l’Aikido Blogger Seminar 2012

Aikido Blogger Seminar

Ci hanno torturato a lungo, con quella solfa secondo la quale chi scrive su un blog, o chi commenta quotidianamente sulla pagina Facebook di Aikido Italia Network non sarebbe capace di far nulla se non chiacchierare… Spiacenti di disilludere gli scettici: l’Aikido Blogger Seminar 2012 è pronto al varo

DI SIMONE CHIERCHINI

Spesso si sente dire che la produzione di nuove idee nella nostra comunità va a rilento, tuttavia, se qualcosa si muove, negli ultimi anni parte del merito va certamente attribuito a dei veicoli non istituzionali, anzi, in un certo modo nati come reazione alle pecche dei reciproci sistemi da cui provengono. Aikido Italia Network, Aikime e Aikido Vivo non sono la Bibbia dell’Aikido in Italia (nè hanno mai preteso di esserlo), ma che il loro contributo a migliorare l’atmosfera generale sia un fatto reale non può più essere negato da alcuno.

L’Aikido si fa nel proprio dojo, ma nel XXI secolo si condividono le esperienze fatte nel dojo sul social network, ed è qui che ci si incontra quotidianamente per condividere la passione per il Budo, il desiderio di fare, capire, migliorare, criticare. I tre blog citati, ognuno con il proprio stile, fanno cultura dell’Aikido extra tatami, e ne hanno fatta spesso assai più di tutte le associazioni aikidoistiche italiane messe insieme, la cui produzione scientifica sui temi dell’Aikido è vistosamente assente.

Ognuno per conto suo, AIN, AKM e AV hanno camminato e continuano a camminare nella direzione di un Aikido italiano più aperto, studioso e colto, più libero, giusto e responsabile, più professionale e meno beghino e bigotto, ricco di meno privilegi e più cultura. Era inevitabile che Simone, Marco e Fabio si ritrovassero a parlare la stessa lingua, una volta che – superate le normali diffidenze derivanti dal non provenire dallo stesso ambiente – avessero iniziato a parlare. E una volta iniziato, non hanno più smesso, perché le cose che si sono detti sono quelle che chi legge i nostri blog o segue il gruppo di AIN su FB conosce a menadito: c’è bisogno di una ventata di aria nuova in Casa Aikido Italia, e noi possiamo accendere il ventilatore…

Come? Dando il buon esempio! Cioè iniziando a lavorare assieme, ma rinunciando programmaticamente alle strutture piramidali: fra di noi per cominciare, e nella proposta didattica rivolta a colleghi ed allievi pure, come ovvia conseguenza.

Da 50 anni a questa parte, quando si va ad uno stage di Aikido, normalmente cosa si vede? Chi insegna, con modello cattedratico, espone la propria verità incontestabile agli studenti (a prescindere dalla loro esperienza), i quali poi in teoria vanno a casa e studiano a memoria quello che viene proposto, e lo ripetono acriticamente. I soggetti di questo modo di imparare sono trattati come i bambini delle scuole elementari, e costruiti psicologicamente ed emotivamente per rimanere tali, per motivi che tutti i non allineati possono intuire da soli.

Questo noi nell’Aikido Blogger Seminar non lo faremo. A noi non interessa far vedere che siamo i più bravi e i più belli (sappiamo da soli di non esserlo), e non ci interessa neppure di fare un altro delle dozzine di seminari del tipo scambio-dojo, ove 2-3-4 insegnanti dei quadri intermedi mettono insieme i loro allievi, ognuno fa la sua bella dimostrazione, e tutti se ne tornano a casa a continuare come prima, senza che dallo scambio sia nato alcunché di nuovo.

L’Aikido Blogger Seminar sarà diverso, perché le lezioni tenute dagli AikiBlogger saranno tematiche, e al loro termine si parlerà di cosa si è fatto, esplorandone le valenze a livello tecnico-emotivo-didattico-relazionale, prima in piccoli gruppi di studio, poi in una sessione allargata a tutti i convenuti, ove si sviscereranno i risultati ottenuti. C’è una profonda differenza fra una dimostrazione, una lezione di tipo cattedratico e una tipo gruppo di studio: nella prima i fruitori sono spettatori senza possibilità di interazione; nella seconda sono recipienti con la sola entrata input; nella terza hanno anche l’uscita output. Questo presuppone che i relatori a loro volta siano macchine con input e output, uomini/donne aperti all’idea che dal flusso reciproco di informazioni che crea il confronto/scontro possa e debba derivare la propria crescita nell’Aiki.

A noi non interessa gente che torni a casa dopo il nostro seminar e ripeta a pappagallo le nostre tecniche perché noi siamo allievi diretti del sacro maestro. Preferiamo lavorare assieme, parlare di quello che abbiamo fatto e perché, spiegare da dove arriva e dove va, eliminare ciò che non convince e possibilmente ampliarlo grazie ai contributi ricevuti tramite l’apposito confronto. Se chi ci frequenta si mangia la nostra lasagna, è perché il piatto offerto è gustoso, non perché “Si cucina così!”.

Blocco subito i maliziosi: non ci interessa diventare direttori didattici megagalattici dell’ennesima micro-associazione, tranquillizzatevi, anche perché sono finite le sigle disponibili. Piuttosto saremmo veramente orgogliosi se ci offriste la possibilità di mostrarvi che si può studiare Aikido anche in un modo maturo, degno di una comunità che esiste sul territorio da quasi 50 anni, e che quindi richiede strumenti di lavoro aggiornati rispetto al suo crescere.

A Torino, il 15-16 Dicembre 2012, Branno-Chierchini-Rubatto (in rigoroso ordine alfabetico) proveranno a dare un primo segnale forte su quello che noi tutti possiamo fare quando ci leviamo di dosso le casacche del tifoso di calcio (Pro Aikikai, Pro Iwama, Pro Tissier, Pro Vercelli) e ci apriamo al confronto in nome di uno studio dell’Aikido sincero e progressivo.

L’augurio è che quel popolo di aikidoka italiani che ci segue con attenzione su internet (la pagina di AIN su Facebook da sola conta 820 iscritti!!), venga a fare Aikido con noi, per un fine settimana, a toccare con mano il cambiamento possibile.

Copyright Simone Chierchini ©2012Simone Chierchini
Per le norme relative alla riproduzione consultare
https://simonechierchini.wordpress.com/copyright/