Postilla a “E’ O-Sensei Realmente il Padre dell’Aikido Moderno?”

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Il Fondatore tra i due “padri” dell’Aikido?

Commentiamo un classico del giornalismo dell’Aikido, che a suo tempo ha suscitato un finimondo, rivelando l’irrivelabile: ossia che O’sensei non è affatto il Fondatore dell’Aikido che noi pratichiamo

di SIMONE CHIERCHINI

L’articolo di Stanley Pranin E’ O-Sensei Realmente il Padre dell’Aikido Moderno? è un post da incorniciare nel dojo, da chiedere agli esami di kyu accanto a ikkyo e shihonage. Il suo pregio principale è quello di aver avuto il coraggio – per la prima volta – di togliere il coperchio dal Vaso di Pandora delle origini dell’Aikido moderno, svelando quella che alla fine si rivela un’illusione (al meglio), o peggio ancora un’operazione di marketing al limite del plagio.

Qual è il succo dello scritto di Pranin?

“(…) la comune immagine che la diffusione dell’aikido dopo la guerra abbia avuto luogo sotto la diretta supervisione del Fondatore è sostanzialmente errata. Tohei e l’attuale Doshu (Kisshomaru Ueshiba, 1921-1999, NdR), e non il Fondatore, hanno avuto il ruolo preminente. Significa, inoltre, che O-Sensei Morihei Ueshiba non era seriamente coinvolto nell’insegnamento né nell’amministrazione dell’Aikido negli anni dopo la guerra. Si era ritirato già da lungo tempo ed era molto concentrato sulla sua pratica personale, sulla sua crescita spirituale, sui suoi viaggi ed attività sociali.”

Pranin passa poi a utilizzare i risultati della propria argomentazione per dimostrare, seguendo una sua linea di ragionamento personale e fornendo anche alcune prove documentali (non conclusive) a sostegno di essa, che l’unico tra gli allievi del Fondatore che ne abbia in realtà perpetrato idee e didattica in tempi moderni sia Morihiro Saito.

Abbiamo già disquisito in passato su queste colonne della meravigliosa eredità lasciata ai praticanti di Aikido da Saito sensei sotto la forma dell’Iwama Ryu. E’ assolutamente non interessante continuare a fare propaganda al “vero” Aikido, come alcuni di noi hanno fatto e/o continuano a fare. Basti dire che il sistema Iwama/Takemusu è uno dei più strutturati e validi tra quelli esistenti. Tuttavia, c’è chi lo ama, e c’è chi lo detesta, de gustibus non est disputandum. Di certo non è l’Aikido originale, perché esso non esiste, come non esiste nulla di originale in ciò che è in continuo movimento, in divenire. Quello che è valido (“vero e originale”) oggi, non può esserlo più domani, quando le condizioni che lo generano sono mutate.

Dal mio punto di vista, l’articolo di cui sopra non è di fondamentale importanza perché serve a rivendicare la preminenza di una scuola sull’altra, o meno che mai perché sembra fornire carburante al già fin troppo infiammabile sport dello sfogare i propri rancori verso questo stile di Aikido o quell’altro.

Le tesi di Pranin, piuttosto, ci dicono chiaramente chi siamo e da dove veniamo. O’Sensei, cui si fa il saluto nei dojo di tutto il mondo, non ha un granché a che fare con l’Aikido che dopo vi si pratica – bello o brutto che sia. Tutti lo citano a vanvera, tutti pensano di esserne in qualche modo dei continuatori, ma in realtà specie chi fa un Aikido prevalentemente tecnico, è quasi sempre continuatore di Koichi Tohei e Kisshomaru Ueshiba.

Morihei Ueshiba è la figura più sfruttata e citata a sproposito nel mondo del Gendai Budo.

Lo sviluppo di un Aikido altro da quello del Fondatore è oggi un fatto accertato e incontrovertibile a livello mondiale. Dal punto di vista numerico, la massa di aikidoka che pratica in modo del tutto indipendente e diverso da quello che immaginava Morihei Ueshiba è assolutamente preponderante, ma questa massa lo fa in modo inconsapevole. Il fatto è che non veniamo da O’Sensei, nonostante la propaganda pluridecennale dell’Aikikai a questo proposito abbia fatto breccia nell’immaginario generale, e tutti siano convinti di possedere certificati dell’associazione di O’Sensei… E qui casca l’asino. Associazione e O’Sensei sono un ossimoro…

Non è di una classifica di “vericidità” del proprio stile di Aikido che abbiamo bisogno, perché questo è impossibile, ma soprattutto è puerile. A noi tutti serve una sempre maggiore consapevolezza di cosa facciamo e da dove veniamo, nella speranza che essa un giorno partorisca il frutto della consapevolezza della validità del nostro lavoro sul tatami in tutta autonomia, a prescindere da superate legittimazioni tecniche e morali da parte di associazioni “madre” o matrigne che siano.

 

Copyright Simone Chierchini ©2016 Simone Chierchini
Per le norme relative alla riproduzione consultare
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Lettera di Dimissioni di Koichi Tohei dall’Aikikai Hombu Dojo

La lettera originale di dimissioni

L’originale della lettera di dimissioni

Un’eccezionale documento che rivela i motivi della fuoriuscita di Koichi Tohei dall’Aikikai Hombu Dojo e che dimostra ancora una volta – se ce ne fosse bisogno – che l’aikipolitica nel suo senso più deteriore non è un prodotto di scarto tutto italiano, ma si annida anche nelle pieghe più riposte della casa madre

Carissimi,

il 1° maggio 1974 ho deciso di lasciare il quartier generale dell’Aikido diretto dal Sig. Kisshomaru Ueshiba e creare lo Shin Shin Toitsu Aikido, che è l’Aikido con la Mente ed il Corpo Coordinati.
Eccetto per quattro anni trascorsi sul campo di battaglia durante la guerra, negli ultimi trent’anni ho cercato con tutte il mio cuore di ripagare la gentilezza del Maestro Morihei Ueshiba, che ha fondato l’Aikido e me lo ha insegnato.
Ho divulgato l’Aikido negli Stati Uniti ed ho sostenuto il Secondo Doshu,Kisshomaru Ueshiba, sin dalla morte del Fondatore.
Ma ora le circostanze non mi lasciano altra scelta, e con profondo rammarico lascio la Sede Centrale dell’Aikido.
Vorrei spiegarvi le ragioni e i sentimenti che stanno dietro la mia decisione.

Su invito dell’Hawaii Nishikai, nel febbraio 1953, mi sono recato alle Hawaii per la prima volta da solo per adoperarmi per la diffusione dell’Aikido in America. Dr. Katsuo Nishi, Fondatore e Presidente della sede Nishikai in Giappone, un’organizzazione dedicata al miglioramento della salute, mi aveva consigliato la sua filiale dell’organizzazione alle Hawaii.
Non fui inviato dalla Sede Centrale dell’Aikido.
A quel tempo, il Quartier Generale dell’Aikido era tale solo di nome. A causa dei bombardamenti durante la guerra, il tetto e le pareti della Sede Centrale erano sul punto di cadere ed all’interno non c’erano neanche i tatami nel Dojo.
Il Secondo Doshu Kisshomaru Ueshiba stava lavorando per ricevere un salario dalla Osaka Shoji Company Ltd., una società per azioni. Presso la sede c’erano solo pochi studenti che praticavano solo un’ora al giorno.
Alle Hawaii nessuno aveva ancora sentito parlare di Aikido, ma anche nello stesso Giappone, solo una manciata di persone conosceva il nome dell’Aikido. Queste furono le circostanze che mi trovai dinnanzi e nelle quali ho dovuto superare molte sfide provenienti da altre Arti Marziali e sport. Ma da ottobre del 1953 creai Dojo di Aikido in tutte le isole dello stato delle Hawaii. Da allora nel corso degli ultimi venti anni ho visitato diciotto stati in America, inclusi California, Illinois, New York e Washington, ed ho fatto molto per diffondere l’Aikido negli Stati Uniti, così come lo è in questo momento.

Gozo Shioda

Gozo Shioda

Mentre stavo facendo un secondo viaggio negli Stati Uniti nel 1955, il Sig. Gozo Shioda, uno degli studenti di più alto grado del Maestro Morihei Ueshiba, si separò dalla Sede Centrale dell’Aikido per avviare un nuovo Dojo, che chiamò Sede Centrale Yoshinkan. Raccogliendo uomini ricchi, politici, scrittori, ecc, egli fu in grado di fare un debutto di successo.
D’altra parte con le condizioni esistenti presso laSede Centrale dell’Aikido descritte in precedenza, per questa non era possibile competere con lo Yoshinkan. Il pericolo di un Quartier Generale dell’Aikidofatiscente era molto reale e vicino. Ero consapevole di questo, mentre ero alle Hawaii. Dopo aver spiegato il problema ai miei studenti sul luogo, ho ricevuto circa 1500,00 $ (circa 1.200,00€, corrispondenti a circa 80.000 € odierni n.d.t.) da loro ed ho inviato questo denaro in Giappone. Con esso la Sede Centrale dell’Aikido ha riparato il Dojo ed acquistato nuovi tatami.

Dopo il mio ritorno in Giappone, ho prima accantonato lo Yoshinkan Aikido e lavorato sodo per aumentare il prestigio della Sede Centrale dell’Aikido in tutto il mondo. Con questo proposito e la richiesta di Kisshomaru Ueshiba, ho accettato la posizione di Capo Istruttore della Sede Centrale dell’Aikido.
Dopo aver appreso Daitoryu Jujitsu dal maestro Sokaku Takeda, Morihei Ueshiba, infine originò l’Aikido mediante l’introduzione del principio del Ki nelle tecniche di Daitoryu Jujitsu. Così èKi ad essere l’essenza dell’Aikido. E’ dal Ki che l’Aikido prende il nome e la sua forza, ed è per questo che Morihei Ueshiba è chiamato il Fondatore dell’Aikido.
Senza il principio del Ki, l’Aikido ritorna nient’altro che l’originale Daitoryu Jujitsu.
Così dopo la morte del Maestro Morihei Ueshiba, il 26 aprile 1969, ero convinto che il modo migliore per ripagare la sua gentilezza e conservare l’Aikido vero per i posteri era quello di stabilire i principi del Ki con fermezza presso la Sede Centrale dell’Aikido. Ho compiuto sforzi continui per fare questo. Ma purtroppo il Secondo DoshuKisshomaru Ueshiba non ha accettato la mia prospettiva e ha affermato: “Non è necessario allenarsi Ki. Il Ki viene da sé durante la pratica dell’Aikido”.
Ostacolato nel solidificare i principi delKi in Aikido presso la Sede Centrale, avevo paura che con la mia morte questi principi sarebbero andati persi per il mondo intero. Quindi, dopo averne discusso con il Secondo DoshuKisshomaru Ueshiba, ho ottenuto il suo consenso ad insegnare i principi del Ki in un altro luogo al di fuori della Sede Centrale. Ma prima di fare questo, ho mi sono volontariamente auto-imposto le seguenti cinque condizioni. Il Secondo Doshu volentieri concordò con esse.
1. Non userò mai il nome di Aikido.
2. Non potrò mai insegnare le tecniche diAikido.
3. Non userò mai l’edificio della Sede Centrale dell’Aikido.
4. Non userò mai il denaro della Sede Centrale dell’Aikido.
5. Non cercherò mai di sottrarre gli studenti della Sede Centrale.

Non solo intendevo tramandare i principi del Ki, ma allo stesso tempo sostenni la Sede Centrale dell’Aikido. Questo è il motivo di queste cinque condizioni, con le quali mi sono guardato dal violare la Sede Centrale in qualsiasi modo.
Dopo aver insegnato esclusivamenteAikido per trent’anni, ora senza utilizzare il nome di Aikido o insegnare le sue tecniche, ho dovuto insegnare solo i principi del Ki. Forse si può comprendere ed apprezzare le difficoltà e gli inconvenienti che ho affrontato.

Kisshomaru Ueshiba

Kisshomaru Ueshiba

Su richiesta del Secondo Doshu di rimanere Capo Istruttore della Sede Centrale, ho continuato ad insegnare le tecniche di Aikido nei miei corsi presso la stessa. Nel frattempo ho organizzato la Ki No Kenkyukai (Ki Society) ed ho l’insegnamento le seguenti materie:
1. Unificazione Mente e Corpo (coordinamento della mente e del corpo nella vita quotidiana).
2. Metodi di respirazione (respirazione per unificare mente e il corpo durante uno stato di rilassamento).
3. Ki No Seiza Ho (meditazioneKi per insegnare la calma nell’azione e l’azione nella calma).
4. Esercizi di sviluppo del Ki (coordinamento di mente e corpo in azione).
5. Kiatsu Ho (pressioni e guarigione con il potere del Ki).

Ai miei studenti all’estero ho suggerito, oltre alle normali lezioni di Aikido, di partecipare a classi di Ki una volta alla settimana ed insegnare agli altri come rilassarsi, come coordinare mente e corpo, come dormire bene la notte, e altre cose di valore pratico per la nostra vita quotidiana.
Queste classi Ki sarebbero state l’ideale per gli anziani, i malati, i deboli, o per chi non vuole proiettare o essere proiettato da qualcun altro e che vuole conoscere il Ki.
Coloro che hanno seguito il mio consiglio, hanno acquisito nuovi studenti che sono venuti a imparare il Ki, ma non l’Aikido, ed i loro Dojo sono cresciuti sempre più. Di conseguenza a ciò, mi hanno ringraziato molto.
In Giappone non vi era alcun conflitto tra Società del Ki e Sede Centrale dell’Aikido, e non sono sorti problemi.
Tuttavia Mr. Yoshimitsu Yamada, 6° dan Istruttore di Aikido inviato a New York dalla Sede Centrale, si è opposto
alla Società del Ki sin dall’inizio dello scorso anno.
Ha volutamente distorto la realtà della situazione ed ha detto: “A cosa appartieni, alla Società del Ki o all’Aikido? Se appartieni alla Società del Ki, da ora non puoi più praticare Aikido. Koichi Tohei è stato rimosso dalla posizione di Istruttore Capo della Sede Centrale”.
Negli ultimi venti anni ho propagandato solo Aikido negli Stati Uniti.
Non sapendo esattamente che fosse la Società del Ki e di conseguenza alle cose che ho insegnato loro solo con l’Aikido, il pubblico e gli studenti, naturalmente, avrebbero scelto l’Aikido se interrogati secondo la modalità di Mr. Yamada. E’naturale.
Il Signor Yamada accortamente e maliziosamente ha approfittato del mio desiderio di proteggere laSede Centrale
dell’Aikido e la mia promessa di non utilizzare il nome di Aikido e le sue tecniche nella Società del Ki. Naturalmente si può praticare sia Aikido che Ki se lo si desidera, e naturalmente non ero stato rimosso come Capo Istruttore.
Il Signor Yamada ha fatto questo a causa di un rancore che aveva nei miei confronti. Quattro anni fa, senza alcun potere o diritto di farlo, ha proclamato se stesso presidente della Federazione di Aikido degli Stati Uniti in un articolo e ha cercato di prendere il controllo dell’Aikido di tutti gli Stati Uniti. Nello stesso articolo ha anche scritto: “Il presidente della Federazione di Aikido degli Stati Uniti deve essere giapponese, e il Quartier Generale dell’Aikido nominerà il presidente direttamente”.
Al momento vi erano quattro Federazioni negli Stati Uniti – Hawaii, Western State, Midwest e Costa Orientale -. Dal momento che agivano tutti in modo indipendente l’uno dall’altro era opportuno che queste quattro Federazioni si organizzassero in una (unica) Federazione di Aikido degli Stati Uniti, dopo essersi vicendevolmente consultate. Dopodiché esse avrebbero potuto eleggere il presidente.

Yoshimitsu Yamada e Kisshomaru Ueshiba

Yoshimitsu Yamada e Kisshomaru Ueshiba

Alla luce di ciò, ero preoccupato che se un giapponese avesse provato ad assumere il controllo senza il consenso di ogni singola Federazione (già esistente) ciò avrebbe potuto creare i presupposti per molti problemi in futuro.
Sarebbe stato meglio se ogni Federazione avesse eletto il suo presidente. Così ho bloccato il tentativo del Sig. Yamada di diventare il presidente. A causa di questo egli serbava rancore contro di me nel suo cuore. Quando ho avviato la Società del Ki, egli pensò che quella fosse una buona occasione per tornare a me. Diffuse documenti che parlavano male di me in giro per gli Stati Uniti e programmò di allontanarmi dall’Aikido negli States. Naturalmente era di là del suo potere fare ciò.
Poi quest’anno con la scusa di celebrare il decimo anniversario delNew YorkAikikai, il SignorYamada pianificò di invitare il Secondo Doshu in America, con l’autorevolezza del nominativo di Presidente della Federazione di Aikido degli Stati Uniti. Se il Secondo Doshu avesse accettato questo invito, sarebbe (unanimemente) stato riconosciuto come presidente il Signor Yamada. Ho detto al Secondo Doshu Kisshomaru Ueshiba che questo era ciò che il Signor Yamada voleva e che aveva in mente di controllare tutti gli Stati Uniti. Chiedendo ripetutamente al Doshu di non accettare l’invito del Signor Yamada, ho suggerito che se egli avesse voluto recarsi negli Stati Uniti, avrebbe dovuto informare ogni Federazione direttamente dei suoi progetti. Io lo avvisai che se si fosse recato all’invito del Signor Yamada, sarebbe certamente sorto un grosso guaio.
A rigor di logica, era giusto che il Secondo Doshu riprendesse il Signor Yamada per la auto-nomina a Presidente. Ma il Doshu non fece altro che dire a me: “Non ho mai riconosciuto il Signor Yamada come presidente della Federazione di Aikido degli Stati Uniti”. E anche dicendo questo, si recò negli Stati Uniti secondo la pianificazione fatta dal Signor Yamada.
A New York, Boston e Los Angeles il Secondo Doshu ha visitato Dojo nei quali la mia foto era stata tolta dai muri. In una grande manifestazione a Los Angeles alla quale il Doshu ha partecipato, il Signor Yamada è stato introdotto come Presidente della Federazione di Aikido degli Stati Uniti di fronte a circa 2000 persone.
Quindi, accompagnato dal Sig.Yamada di New York, Mr. Kanai di Boston, il Signor Akira Tohei di Chicago, tutti coloro che sono stati spediti dal Quartier Generale, e il Signor Francis Takahashi di Los Angeles, il Secondo Doshu si è recato alle Hawaii, dove per molti anni mi sono dedicato alla costruzione e alla diffusione dell’Aikido.
Al ricevimento del Doshu fui completamente ignorato in presenza di molti dei miei studenti di Aikido. In allegato (alla presente) c’è una copia della lettera di protesta inviata al Dott. Yorio Watatake, il Presidente dell’Hawaii Aikikai, dal rappresentante di ciascuna delle isole Hawaii dopo la festa.

Ho imparato Aikido dal Fondatore Morihei Ueshiba per due anni, e per trent’anni ho fatto del mio meglio per la Sede Centrale dell’Aikido. Dopo la morte del Fondatore, ho cercato di sostenere il secondo Doshu. Ma questa volta a causa dell’azione del Secondo Doshu, i miei sforzi per seguire e diffondere la vera via dell’Aikido per trenta anni in tutto il Giappone e gli Stati Uniti, stavano per venire vanificati. C’è una grande differenza tra l’Aikido con Ki come ho insegnato e Aikido senza Ki. Non posso ignorare che ciò sia evidente. Ora non solo devo andare per la mia strada, ma allo stesso tempo devo proteggere gli studenti che mi seguono. Oltre a questo devo preservare la via dell’universo e lasciarla per i posteri.
Ho fatto il mio proposito di separarmi dalla Sede Centrale dell’Aikido, e il 19 aprile presso il ricevimento per il Doshu alle Hawaii, ho annunciato le mie intenzioni e pensieri per il futuro. Ho dichiarato: “Offro le dimissioni dalla mia posizione di Capo Istruttore del Quartier Generale dell’Aikido e da tutti i doveri corrispondenti, così come dal 30 aprile 1974 avrà inizio la mia “Shin Shin Toitsu Aikido”, Aikido con Mente e Corpo Coordinato”. Alla fine del mio discorso ho detto: “Da ora infrangerò le cinque condizioni che feci per il mio rispetto e desiderio di sostenere la Sede Centrale dell’Aikido. Vi chiedo di decidere voi stessi se seguire “Aikido con Mente e Corpo Coordinato”, o “Aikido senza Mente e Corpo Coordinato”, cioè “Aikido conKi” o “Aikido senza Ki”, non se si seguire la Società del Ki o l’Aikido. Ma se non mi seguite, per favore non insegnare le cose che vi ho insegnato. Vi prego di non insegnare le quattro regole fondamentali che sono:
1. mantenere un certo stabile
2. rilassarsi completamente
3. mantenere il radicamento
4. estendere il Ki

Si prega di non insegnare il braccio che non si piega, il corpo che non si può sollevare, e così via. Non insegnare queste cose perché il Fondatore Morihei Ueshiba non le ha insegnate, ma io le ho scoperte da solo. A riprova di ciò in passato il Secondo Doshu ha dichiarato: Questo è lo stile di Tohei. Non imitate il suo stile, mio padre (il Fondatore Morihei Ueshiba) non ha insegnato queste cose, infatti, se altri Istruttori insegnano queste cose presso la Sede Centrale, verranno ripresi”.

Il 29 aprile sono tornato in Giappone dalle Hawaii, e il giorno dopo accompagnato da Mr. Shinichi Suzuki, vice presidente dell’Hawaii Aikikai, sono andato a incontrare il Secondo Doshu Kisshomaru Ueshiba. Hanno accettato le mie dimissioni come Capo Istruttore, come membro del Consiglio di Amministrazione, e da tutti i doveri del Quartier Generale dell’Aikido. Hanno anche riconosciuto e accettato il fatto che vorrei iniziare “l’Aikido con Mente e Corpo Coordinato” e rilasciare le mie promozioni autonome dan e kyu. Fin dalla mia giovinezza, ho allenato la mia mente ed il mio corpo. Ho praticatoMeditazione Zen sotto il Maestro Josei Ohta, il Presidente delTempio Daitokuji a Kyoto, e Misogi, che è un rituale Shinto per purificare e disciplinare la mente ed il corpo, sotto il Maestro Tetsuji Ogura ed il Maestro Tesso Hino. Mi sono anche allentato nell’unificazione della Mente e del Corpo con il Maestro Tempu Nakamura. Anche ora sono dedito al mio allenamento personale che continuerà finché vivrò.
E’ con il cuore che desidero realizzare le verità universali. Intendo condividerle con il prossimo in tutto il mondo e preservarle per coloro che verranno dopo di me. Se condividete il mio pensiero ed i miei ideali, mi auguro che vi unirete a me nella scoperta e nell’insegnamento dei principi del Ki e delle verità universali.

Tohei-signatureSinceramente vostro,
Koichi Tohei
Presidente, Società del Ki
Fondatore dell’Aikido con Mente e Corpo Coordinati

Fonte: http://aikime.blogspot.it/2012/06/tohei-sensei-lascia-laikikai-per-la.html
Si ringrazia Marco Rubatto e Aikime per aver autorizzato la pubblicazione su Aikido Italia Network

Acquista la versione originale in inglese su http://members.aikidojournal.com/public/koichi-toheis-1974-letter-of-resignation-from-the-aikikai-hombu-dojo/

Intervista a Koichi Tohei – Parte 2

Koichi Tohei

Tohei Sensei in azione nelle Hawaii poco dopo il suo arrivo

Arriva la seconda parte dell’intervista a Koichi Tohei Sensei con cui Aikido Italia Network ha avviato la sua prestigiosa collaborazione con Aikido Journal di Stanley Pranin, una collaborazione/scambio che aprirà per noi e i nostri lettori gli sconfinati archivi di AJ. in questa intervista Koichi Tohei rivela numerosi aspetti inediti della personalità di Morihei Ueshiba

di STANLEY PRANIN

PRANIN
Quando pensa che il Maestro Ueshiba abbia imparato a padroneggiare “l’arte del rilassamento?”

TOHEI
Penso che probabilmente sia stato quando viveva ad Ayabe ed era profondamente coinvolto con la religione Omoto. Ueshiba Sensei ha spesso raccontato la storia di come un giorno, mentre si stava lavando presso un pozzo dopo l’allenamento, improvvisamente si fosse accorto che il suo corpo era diventato perfetto e invincibile. Disse che in quel momento era in grado di capire con singolare chiarezza il significato dei suoni degli uccelli e degli insetti e di tutto il resto che lo circondava. Apparentemente tale stato durò solo per circa cinque minuti, ma credo che sia stato allora che si impadronì dell’arte del rilassamento.
Purtroppo, ha sempre parlato di questa esperienza religiosa con espressioni che sono state più o meno incomprensibili agli altri.
Prima della guerra O’Sensei insegnò presso il  Collegio Militare della marina, ove tra i suoi allievi ebbe il principe Takamatsu, fratello minore dell’imperatore Showa. In una occasione il principe puntò il dito verso Ueshiba Sensei e disse: “Provate a sollevare quel vecchio.” Quattro forti marinai fecero del loro meglio per sollevarlo lui, ma non riuscirono a farlo.
In relazione a quella occasione, il Maestro raccontò: “Tutti gli spiriti divini del Cielo e della Terra entrarono nel mio corpo e diventai immobile come una pietra pesante.” Tutti lo presero alla lettera e gli credettero. Ho sentito dire cose di questo genere centinaia di volte.
Per parte mia, non ho mai avuto esseri divini che entrassero nel mio corpo. Non ho mai dato molto credito a questo tipo di spiegazione logica.

Tohei Insegna ai militari statunitensi

Una volta, quando ero con Sensei alle Hawaii, ci fu una manifestazione in cui si supponeva che due forti studenti hawaiani dovessero cercare di tirarmi su. Sapevano già che non potevano farlo, così non si stavano impegnando più di tanto. Allora il Maestro, che era fuori a guardare da una parte si alzò in piedi e disse: “Basta, è possibile sollevare Tohei, lo potete sollevare! Basta, fateli smettere! Questa dimostrazione non vale niente!”.
Vedete, la sera precedente io ero stato fuori a bere fino alle tre del mattino, e Sensei sapeva in che condizioni ero tornato a casa. Egli disse: “Certo che gli dèi non hanno intenzione di entrare in un ubriacone come te! Se lo facessero diventerebbero del tutto brilli!”. Ecco perché pensava che sarebbero stati in grado di sollevarmi.
In realtà questo tipo di cose non ha niente a che fare con dei o spiriti. E’ solo questione di avere un basso centro di gravità. Io so che è così, e questo è ciò che insegno a tutti i miei allievi. Non significherebbe nulla se solo certe persone speciali potessero farlo. Cose del genere che devono essere accessibili a tutti se vogliono avere un senso.
Le persone con i cosiddetti “poteri soprannaturali” di solito sono le uniche che possono fare qualunque cosa sia essi sostengono di poter fare. Gli altri non possono fare quello che essi fanno e loro non possono insegnare quello che fanno, perché quello che fanno non è reale: è falso. Chiunque può fare le cose che io insegno. Esse sono vive nelle ​​tecniche di Aikido così come sono. Tutto quello che bisogna sapere è come farle correttamente, e vedere esse come la risultanza di poteri soprannaturali che richiedono la presenza di un dio o quello che vi pare è un grosso errore. Io considero mia responsabilità di insegnare correttamente.

La personalità di Morihei Ueshiba

PRANIN
Nel 1940 o 1941 c’erano personalità notevoli nel dojo, qualcuno che poi sarebbe diventato famoso?

TOHEI
Quando io ho iniziato non c’era nessuno. Non vi erano allievi e quasi nessun uchideshi.

PRANIN
Quali sono state le sue più forti impressioni  del Maestro Ueshiba?

TOHEI
Lui mi sembrava come un buon vecchio. Sorrideva, capisci cosa intendo. Per molti versi aveva una personalità molto infantile.

PRANIN
Abbiamo non pochi documenti su O-Sensei, ma per noi è ancora difficile avere un quadro su di lui nella sua vita quotidiana. Parlava di cose ordinarie, di soggetti di tutti i giorni? Dalle registrazioni che abbiamo di lui mentre parla, sembra quasi come se fosse venuto da un altro pianeta.

TOHEI
Sì, so cosa vuoi dire. Certamente parlava in quel modo.

PRANIN
Ho sentito dire che a volte aveva delle improvvise esplosioni di rabbia.

TOHEI
Sì, questo succedeva spesso. Era gentile con le donne, però. L’ho mai visto arrabbiarsi una donna. Curiosamente, la sua rabbia non è mai stata specificamente rivolta alla persona con cui era presumibilmente arrabbiato. Era come se lui fosse solo furioso con se stesso, incapace o non desideroso di dirigere la rabbia verso il suo oggetto.
Una volta ad un giovane studente di nome Kurita era capitato di notare come Sensei si fosse un po’ spostato sulla sua sedia e decise di muoverla per sistemargliela meglio. Sensei esplose contro di lui, e voleva sapere cosa stasse facendo. Il poveretto non aveva idea di che cosa stesse succedendo fino a quando gli spiegai che il Maestro aveva scambiato la sua azione per una qualche sorta di malizia.

PRANIN
Quale fu l’atteggiamento di O-Sensei quando lei iniziò a basare il suo insegnamento intorno ai principi del ki?

TOHEI
Era geloso e disse alla gente di non ascoltarmi. Diceva, “L’Aikido è mio, non di Tohei. Non ascoltate ciò che Tohei dice”. Arrivava nel dojo e diceva cose del genere, soprattutto quando insegnavo un gruppo di donne. In quelle occasioni era come un bambino nella sua immediatezza e mancanza di sofisticazione, era molto spontaneo e innocente.
Diverse persone collegate con varie religioni venivano al dojo e gli estraevano del denaro adulandolo con nomi come “Morihei Ueshiba, il kami dell’Aikido”. Non spese quasi mai soldi per sé stesso, ma sembrava essere sempre a corto di denaro perché continuava a darlo via a gente di quel genere.

Koichi Tohei in azione

Il Conferimento del Decimo Dan

Io fui il primo ad essere ufficialmente promosso decimo dan. Originariamente ottavo dan era il grado più alto, ma Gozo Shioda dello Yoshinkan iniziò a promuovere un sacco di gente. Kisshomaru Ueshiba e il signor Osawa decisero che sarebbe utile per stabilire con maggiore fermezza l’Hombu Dojo se avessimo nominato un nono dan , e lo offrirono a me. Io dissi che pensavo non fosse necessario creare gradi superiori a quelli che avevamo già, ma insistirono sul fatto che avrebbe contribuito a rafforzare l’Hombu Dojo, così alla fine ho accettato. Abbiamo festeggiato il nuovo grado a Ginza, il quartiere dei divertimenti. Sia Gozo Shioda che Kenji Tomiki erano presenti.
Mentre ero via negli Stati Uniti, tuttavia, altre cinque persone erano state promosse a nono dan, e cercarono di farsi che io non lo venissi a sapere. Pensai che non c’era niente da fare – cose così sarebbero sempre accadute con un maestro del genere -, quindi decisi di non preoccuparmi.
Quando tornai a Tokyo fui sorpreso di trovare il Maestro Ueshiba che mi aspettava per salutarmi in aeroporto, la sola e unica volta che egli abbia mai fatto nulla del genere. Quando siamo arrivati ​​a casa lui mi fece bere un paio di drinks e dopo un po’ io iniziai a sorridere e a sentirmi allegro. Sembrava contento di questo e si alzò persino per fare una sorta di danza tradizionale che lo divertiva. Tutto questo, naturalmente, era perché pensava che io potessi essere turbato dal fatto che egli aveva promosso altre cinque persone a nono dan dopo avermi detto che io sarei stato l’unico. Quando si rese conto che io non ero affatto irritato il suo spirito si sollevò.
Due o tre giorni dopo cominciò chiedermi di accettare il decimo dan. Io gli dissi: “Sensei, per favore non chiedetemi di farlo. Si immagina che storia ne verrà fuori se lei mi nomina decimo dan?” Egli accettò la mia richiesta e quindi rimasi temporaneamente nono dan. Circa tre anni dopo, tuttavia, proprio prima che prendesse il cancro, me lo chiese di nuovo. Mi disse: “Koichi-chan, la prego di accettare il decimo dan”. Mi sono sentito obbligato ad accettare, perché sarebbe stato irrispettoso rifiutare nuovamente e mettere lui nelle condizioni di pregarmi di accettarlo.
Non ci volle molto prima che ci fossero persone che andavano in giro dicendo che non ero il solo ad aver ricevuto il decimo dan. Per evitare fastidi offrii di restituire il grado, ma il signor Osawa intervenne e fece si che il mio certificato venisse registrato come numero “1”, per verificare che esso, e non altri, fosse ufficiale. Ci fu anche una grande festa all’Akasaka Prince Hotel per festeggiare la promozione.
Fino a quando non mi sono separato dall’Aikikai nessun altro ha assunto il rango di decimo dan, ma non appena ho lasciato tutti iniziato a riceverlo.

PRANIN
Lei ha detto che quando lei iniziò a basare il suo insegnamento sui principi del ki, O-Sensei era geloso e diceva a tutti di non ascoltarla. D’altra parte, egli vi promosse decimo dan. Quali erano quindi le sue intenzioni? Era un riconoscimento si o no?

TOHEI
Penso che mi riconoscesse e accettasse. Era ben consapevole che allora non c’era nessuno che fosse al mio livello e probabilmente sentiva che se non promuoveva me, non sarebbe in grado di promuovere gli altri. Ma poiché aveva a volte quell’atteggiamento quasi infantile, non vedeva l’ora di farlo e andò avanti e lo fece lo stesso.

PRANIN
E Kisshomaru Ueshiba come affrontò il problema?

TOHEI
Kisshomaru originariamente aveva intenzione di mantenere una certa distanza dall’Aikido. Egli diceva: “Mio padre e le persone come il signor Tohei sono venute su questo mondo per fare Aikido. Anche se io sono nato in questa famiglia e con il ruolo di assistente, preferirei di gran lunga una casa su una collina da cui io possa andare a lavorare la mattina e ritornare la sera”. Aveva sperato di assumere un ruolo più amministrativo come direttore generale dell’organizzazione, piuttosto che essere al centro dell’insegnamento. Quando Ueshiba Sensei morì, il signor Nao Sonoda si fece avanti con la proposta di nominare Kisshomaru Direttore Generale e me secondo Doshu. Tuttavia, il Maestro Ueshiba mi aveva chiesto di fare quello che potevo per Kisshomaru, così feci ogni sforzo per far sì che assumesse un ruolo che lo mettesse  al centro sia dell’insegnamento che dell’amministrazione, che è come alla fine successe.
Io ho avuto il privilegio di essere al fianco del Maestro durante le sue ultime ore. Lui mi disse: “Koichi-chan, sei tu? Vorrei chiederti per favore di fare quello che puoi per mio figlio”. Gli risposi che fino a quando avessi avuto la situazione sotto controllo, non aveva niente di cui preoccuparsi. “Va bene … te lo chiedo”, disse, e chiuse gli occhi. Poco dopo esa lòil suo ultimo respiro.
Il signor Sonoda suggerì più volte che io divenissi Doshu, ma io ero determinato a mantenere la mia promessa. Per consentire Kisshomaru di assumere un ruolo stabile, spinsi l’idea che lui potesse essere sia Doshu che amministratore delegato. Kisshomaru allora espresse la sua gratitudine per i miei sforzi, ma dopo circa un anno il suo atteggiamento cambiò. Fu proprio in quel periodo che andò negli Stati Uniti e iniziò a far levare la mia foto dalle pareti dei dojo lì.

Separazione dalla Aikikai

PRANIN
Intorno a quello che anno era?

TOHEI
Circa tre anni dopo che il maestro Ueshiba morì, nel 1971 o 1972. Prima di allora quasi tutti i dojo americani esponevano la foto del Fondatore e la mia, ma Kisshomaru cominciò a fare levare la mia e farla sostituire con la sua.

PRANIN
Sembrava che nel periodo immediatamente successivo alla morte di O-Sensei aveste buon rapporto. Perché tale rapporto successivamente finì per deteriorarsi?

TOHEI
Nel 1971, io proposi di insegnare specificatamente il concetto di ki nell’Aikikai. Pensavo che continuando semplicemente a praticare tecniche muovendosi avanti e indietro su una superficie piana non sarebbe risultato in Aikido, perché l’Aikido è basato sul ki. Ho suggerito al signor Osawa la creazione di una lezione sul ki e di far sì che le persone vi studiassero come base per il loro Aikido. Egli respinse l’idea in nome dell’Aikikai, dicendo che l’Aikido dell’Aikikai era l’Aikido di Kisshomaru, e che pertanto gli insegnamenti di Kisshomaru avrebbero dovuto costituire il nucleo dell’allenamento. Capii che non c’era spazio per me per insegnare in quell’ambiente e chiesi se sarebbe stato possibile per me di perseguire il mio suggerimento al di fuori del dojo. Mi dissero che andava bene, così uscii e creai una classe che non si concentrava sulle tecniche di Aikido, ma sull’insegnamento del ki.
Penso che il mio insegnamento del ki abbia contribuito molto alla crescita dell’Aikido. La semplice pratica delle tecniche di Aikido avanti e indietro per il tatami va bene per gli studenti e chi è giovane, ma le persone anziane con minore capacità di resistenza dopo un po’ tendono a smettere. I miei insegnamenti sul ki sono stati ben accolti da vari tipi di persone, compresi i gruppi di più alto livello di dirigenti d’azienda, manager e presidenti e gente del genere. Tuttavia, sia il signor Osawa che Kisshomaru vedevano quello che stavo facendo come qualcosa di rimosso dall’Aikido.
Negli Stati Uniti capivano quando mi riferivo all’Aikido con espressioni come “una questione di mente.” In Giappone, invece, l’Aikido era semplicemente Aikido, così decisi che fosse necessario stabilire il concetto di ki anche in Giappone.
Il signor Osawa era un uomo molto buono e ascoltava quello che avevo da dire. A quel tempo, però, stava facendo degli sforzi per sostenere Kisshomaru e cercò di impedire alla gente di partecipare alle mie lezioni.
Avevano rifiutato di farmi insegnare ki all’interno dell’Aikikai, ma mi avevano detto che ero libero di fare quello che mi è pareva all’esterno. Con questa convinzione iniziai le mie lezioni presso il Centro Olimpico. Esse si dimostrarono essere molto popolari ed entro tre mesi si erano iscritti un centinaio di allievi.  Quando ne sentì parlare, Osawa fu sorpreso  e venne a chiedermi se mi sarebbe interessato tenere una lezione all’interno della Aikikai! Ero molto irritato e gli dissi che pensavo che fosse un po’ tardi per questo.
Nessuna delle persone che veniva alla mia lezione di ki sapeva nulla di Aikido e non erano realmente interessati a impararlo, dato che non era quello che erano venuti a imparare. Questo non sarebbe successo se fossi stato in grado di creare dall’inizio una lezione sul ki per quelli dell’Aikikai. Data la posizione in cui si trovava, so che Osawa dovette rifiutare la mia richiesta, ma io penso che dentro a questo proposiito si sentisse sempre a disagio. Quando nel 1990 fu costruita la sede centrale della Ki no Kenkyukai (Ki Society) nella Prefettura di Tochigi, Osawa mi contattò privatamente e inviò anche un piccolo contributo.

Koichi Tohei negli USA negli anni settanta

Storie dalla Scena Aikidoistica del Dopoguerra 

PRANIN
Che tipo di persone entrò a far parte dell’Aikikai dopo la guerra?

TOHEI
Io ho insegnato a molte delle persone che adesso sono insegnanti… Tada, Arikawa, Yamaguchi, Okumura, Yamada, Chiba. Yamada ancora mi viene a trovare, di tanto in tanto.

PRANIN
Lei ha delle particolari storie di allenamento da ricordare da quel periodo?

TOHEI
Beh, niente di così interessante.
Una volta che mi ero preso una sbornia,  mi stavo allenando con Tamura, che ora è in Francia. Gli dissi: “Guarda, qualche volta ho intenzione di tirare duro, quindi fai attenzione”. Probabilmente doveva aver sottovalutato il mio consiglio, perché quando lo proiettai sfrecciò attraverso il dojo e ruppe il vetro della finestra con un braccio. Avrebbe dovuto solamente fermarsi, ma invece provò a tirare fuori immediatamente il braccio e finì per ferirsi sui bordi taglienti. Quando vidi cosa aveva fatto, mi arrabbiai e senza pensarci gli urlai addosso per non aver aspettato fino a quando non avesse potuto estrarre il braccio in modo sicuro. Me pentii subito e mi resi conto che era crudele urlare contro di lui in quel modo dopo che si era fatto male. Decisi allora di portarlo fuori per una notte brava in città quella sera.
Un’altra volta presi con me Tamura e Chiba per una dimostrazione in Hiratsuka. Perché questo avvenne durante l’occupazione militare americana, le dimostrazioni di arti marziali di quasi tutti gli stili erano ancora vietate. L’autorizzazione per una dimostrazione di Aikido invece era stata concessa, e noi tenemmo una dimostrazione davanti al comandante della guarnigione in quella zona. La nostra spiegazione del principio di non-competizione in Aikido fu ben accolto e sembrò trovare simpatia nel pubblico.
Durante la dimostrazione feci una tecnica in cui spazzai via i piedi di Chiba con un jo. Lui si sistemò da solo in modo da ricevere il mio movimento, ma io odio quando le persone fanno volutamente cadute inutili come queste, così gli dissi di smettere di fare cose inutili e lo proiettai a terra con tutte le mie forze. Si ribaltò completamente a testa in giù e atterrò quasi sulla sua testa. Per un momento temetti di avergli fatto qualcosa di terribile e fui sollevato nel vedere che in qualche modo era atterrato in sicurezza.
Una volta un mio allievo si iscrisse all’Aikikai e fu elogiato perchè era bravo nelle ukemi e spesso accompagnava il Maestro Ueshiba. Una volta lo presi come mio uke durante una manifestazione presso lo Hibiya Kokaido (sito della All Japan Aikido Demonstration nei primi anni prima che si iniziasse a usare il Budokan NdR), ma iniziò a cadere da solo anche prima che avessi proiettato. Allora gli ho detto: “Che diavolo stai facendo? Perché cadi ancora prima che ho cominciato a proiettarti!? Vattene!” Erano presenti un sacco di spettatori , e penso che furono tutti piuttosto sorpresi, ma è stata anche un’opportunità inattesa per loro per rendersi conto che le tecniche di Aikido non sono false o pre-arrangiate.
Quando avevo 49 anni anni feci un film didattico sull’Aikido in cui appaiono come miei uke aikidoka del calibro di Masando Sasaki e Seishiro Endo. Endo è apparso anche in un libro called Shinshin Toitsu Aikido che è per lo più immagini. Ho insegnato anche a gente come Saotome e Ichihashi, una volta o l’altra.

PRANIN
Ha qualche aneddoto interessante del periodo successivo alla sua uscita dall’Aikikai?

TOHEI
Circa dieci anni fa in Francia venne a trovarmi un gruppo di studenti di Tamura. A quanto pare Tamura pensava che, a causa della mia età, io probabilmente non potevo più fare Aikido e che stavo lavorando solo con il ki. Pare che essi fossero venuti a vedere con i propri occhi se ciò fosse vero, e credo anche per avere un assaggio di un decimo dan di Aikido. Ho scelto otto o nove di loro e li mi feci attaccare nel randori. Tornarono a casa dicendo: “Beh, sembrerebbe che Tamura si fosse sbagliato!”

Tohei a Ki no Sato nella Prefettura di Tochigi, 1995

Iluminazione da una singola dichiarazione di Nakamura Tempu 

PRANIN
In che modo il suo Shinshin Toitsu Aikido è diverso da quello del Fondatore Morihei Ueshiba?

TOHEI
Quando sono andato alle Hawaii e ho cercato di utilizzare le tecniche che avevo imparato da Ueshiba Sensei, ho scoperto che molte erano inefficaci. Ciò che Sensei diceva e quello che faceva erano due cose diverse. Ad esempio, nonostante il fatto che lui era molto rilassato, diceva ai suoi allievi di fare tecniche taglienti, potenti. Quando sono arrivato alle Hawaii, tuttavia, c’erano dappertutto ragazzi forti come Akebono e Konishiki. Non c’era proprio nessun modo di usare la forza la potenza fisica per prevalere contro il loro tipo di forza.
Quando uno è saldamente bloccato o controllato, le parti del suo corpo che sono direttamente interessate semplicemente non possono muoversi. Tutto quello che puoi fare è iniziare un movimento con quelle parti che è possibile spostare, e l’unico modo per farlo con successo è il relax. Anche se il tuo avversario ti ha preso con tutte le sue forze, è ancora possibile mandarlo in volo se sei rilassato quando esegue la proiezione. Questo è qualcosa che ho vissuto in prima persona durante quel viaggio alle Hawaii, e quando tornai in Giappone e ripresi a osservare il  maestro Ueshiba, mi resi conto che egli effettivamente applicava le sue tecniche da uno stato molto rilassato.
Mentre ero con Ueshiba Sensei sono stato anche a studiare sotto Nakamura Tempu. Lui è stato il primo che mi ha insegnato che “la mente muove il corpo.” Quelle parole mi colpirono come un fulmine di energia elettrica e aprirono gli occhi all’intero regno dell’Aikido. Da quel momento ho cominciato a rielaborare tutte le mie tecniche di Aikido. Ho buttato via le tecniche che andavano contro la logica e selezionato e riorganizzato quelle che ritenevo fossero utilizzabili.
Ora il mio Aikido è composto per circa il trenta per cento delle tecniche del Maestro Ueshiba e il settanta per cento delle mie.
Probabilmente si può dire che è stato alle Hawaii dove ho fatto gran parte del mio apprendistato importante (shugyo). Il motivo originale per cui sono andato lì,  tra l’altro, è stato un invito del Nishikai, un gruppo dedicato al Metodo della Salute di Katsuzo Nishi . Le loro intenzioni, però, avevano qualcosa a che fare con il mettere a confronto le mie capacità nelle arti marziali e quelle di alcuni lottatori professionisti locali e con il ricavato della manifestazione costruire la loro sede centrale. Io di questo non ero a conoscenza fino a poco prima della mia partenza, quando era troppo tardi per rifiutare, così mi sono rassegnato e sono andato lo stesso.
Gli hawaiani erano abbastanza schietto nell’esprimere le loro prime impressioni di me. Hanno detto: “Accidenti, Sensei, sei giovane e carina, vero?” Allora gli dissero: “Accidenti, Sensei, sei abbastanza piccolo ….” Poi arrivato al punto e disse: “Maestro, sono Sei sicuro si può veramente fare? “Ho pensato che l’unica cosa da fare era mostrare loro cosa avrei potuto fare e far vedere loro per loro stessi. Dopo di che tutti gli artisti locali marziali e lottatori divenne miei studenti.

Gli hawaiani erano abbastanza schietti nell’esprimere le loro prime impressioni su di me. Mi dicevano: “Accidenti, Sensei, sei proprio giovane, eh?” Altri mi dissero: “Cavolo, Sensei, sei davvero un piccoletto…”
Poi arrivato al momento cruciale mi chiesero: “Maestro, sei davvero sicuro di potercela fare? “Ho pensato che l’unica cosa da fare era mostrare loro cosa avrei potuto fare e lasciare che vedessero con i loro occhi. Dopo di che tutti i praticanti di arti marziali e i lottatori locali divennero miei allievi. L’Aikikai Hawaii è stata fondato otto mesi dopo, e fui anche nominato capitano onorario a vita delle locali forze di polizia. Ueshiba Sensei non fu mai testato in quel modo in tutta la sua vita.

PRANIN
Vorremmo chiederle qualcosa a proposito delle tecniche di armi. Presso l’Aikikai Hombu Dojo ci sono alcuni Shihan che affermano che l’Aikido moderno non ha tecniche di armi. D’altra parte, ci sono insegnanti come Morihiro Saito che integrano queste con l’insegnamento delle tecniche a mani nude (taijutsu). Secondo lei le tecniche di armi sono parte dell’Aikido o no?

TOHEI
Dire non ci sono tecniche con le armi in Aikido è ridicolo. La gente dice così perché non le conoscono. Vieni a vedere quello che facciamo con le armi presso la Ki society. Inoltre c’è anche tutto sul nostro video didattico. Che l’Aikido abbia tecniche di armi è solo buon senso, ed è un peccato che la gente debba dire il contrario. Mi chiedo, devo andare io laggiù e insegnargli? Yoshio Sugino (Dojo-cho della sezione Aikikai di Kawasaki e decimo dan di Katori Shinto Ryu) una volta partecipò ad una delle nostre prove di allenamento fisico. Vedendo le tecniche di armi dei nostri studenti, li lodò: “Vedo che hai decine di aspiranti O-Sensei qui.”

PRANIN
Tohei Sensei, la ringrazio per averci concesso così tanto tempo per parlare con noi.

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Ogni riproduzione non espressamente autorizzata dall’autore e’ proibita
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Intervista a Koichi Tohei – Parte 1

Koichi Tohei Sensei

Koichi Tohei Sensei

Con questo articolo Aikido Italia Network avvia una prestigiosa collaborazione con il piu’ famoso sito web al mondo per quanto concerne l’Aikido, quell’Aikido Journal diretto dal mitico Stanley Pranin, che ha accettato una collaborazione/scambio con il nostro blog, aprendo per noi i suoi sconfinati archivi che contengono materiale di altissima qualità, data la storia personale e le connessioni di Stanley. Iniziamo a scavare tra i tesori di cultura aikidoistica di Aikido Journal riproponendovi una intervista dell’11 luglio 1995, mai pubblicata prima in italiano, con il compianto Koichi Tohei Sensei, recentemente scomparso

di STANLEY PRANIN

L’Aikido è cresciuto in modo esplosivo dalla seconda guerra mondiale in poi. Koichi Tohei, un notevole contributore di questo sviluppo, è forse uno di quelli più qualificati a parlare della storia dell’aikido. La maggior parte degli Shihan di Aikido (anche 7 ° dan e oltre) attivi oggi  nel mondo hanno avuto come insegnante, in un momento o in un altro, Tohei.

Sentendo fortemente che le future generazioni dovessero decidere del proprio destino, Tohei ha scelto di parlare molto poco nel corso degli anni. Alla fine, a condizione che noi si rappresenti le attività della sua organizzazione e il suo pensiero così come sono, Tohei Sensei ha finalmente acconsentito a questa intervista esclusiva con l’Aikido Journal. Essendo l’unico allievo di Morihei Ueshiba che ha ufficialmente ricevuto il 10 Dan, ed essendo una figura di importanza centrale nel mondo dell’Aikido del dopoguerra, Tohei ha colto l’occasione di parlare francamente con noi sulle sue opinioni ed esperienze.

I Principi del Cielo e della Terra e il Mio Approccio alla Vita
PRANIN
Sensei, ci parli del suo approccio all’Aikido.

TOHEI
Nel momento in cui stiamo per entrare nel ventunesimo secolo, il mondo in cui viviamo è sempre più relativo. dato che c’è un davanti, c’è anche un dietro. Siccome vi è un su, vi è anche un giù. All’interno di questo mondo relativistico, nulla è assoluto nella sua correttezza. Non è possibile, per esempio, che nord sia corretto mentre a sud non lo è. Entrambi sono semplicemente “fatti”.
L’unico modo sicuro di essere assolutamente corretto è quello di evitare di essere presi nel vortice di questi cosiddetti fatti del mondo relativistico e invece essere in accordo con i principi assoluti del Cielo e della Terra. Quando si tratta di criteri di giudizio, ciò che è in accordo con i principi del Cielo e della Terra è corretto, mentre ciò che non è non è corretto.
Un’azione decisiva nasce da una comprensione di ciò che è in accordo con i principi del Cielo e della Terra. Una mancanza di questa comprensione porta ad uno “sforzo irragionevole”, o Muri, il significato letterale del quale è “mancanza di principio”, e dovrebbe essere evitato. Questo è sempre stato il mio modo di pensare e la ragione per cui ho evitato scrupolosamente di agire in modi che coinvolgano questo sforzo irragionevole o che vadano contro questi principi.
L’Aikido è essenzialmente un percorso per essere in accordo con il ki del Cielo e della Terra. Molti di coloro che sono coinvolti nel budo, tuttavia, tendono a parlare di cose che sono illogiche e coinvolgono sforzo irragionevole, cose che sono impossibili. Il mio modo di vivere, invece, è quello di evitare di fare tutto ciò che non è in accordo con il principio.

Mito e realtà: Quello che ho imparato dal Maestro Morihei

Tohei in Hawaii, circa 1953

Tohei in Hawaii, circa 1953


PRANIN
Qual è stata la cosa più importante che ha imparato da Morihei Ueshiba?

TOHEI
Di questi tempi il modo in cui la gente parla di ki  per lo più tende verso l’occultismo, ma voglio dire che non io ho mai fatto niente che neanche lontanamente coinvolgesse l’occulto. Molto di ciò di cui Ueshiba Sensei ha parlato, d’altra parte, suona come occulto.
In ogni caso, io cominciai a studiare Aikido perché avevo visto come il Maestro Ueshiba avesse veramente imparato a padroneggiare l’arte del rilassamento. Era perché era rilassato, infatti, il motivo per cui poteva generare tanta potenza. Diventai suo allievo con l’intenzione di apprendere questo da lui. A essere onesti, non ho mai ascoltato la maggior parte delle altre cose che diceva.
Le storie a proposito di Ueshiba Sensei che si muoveva alla velocità della luce o che sradicava pini da terra roteandoli poi in aria tutto intorno sono tutte storie, appunto. Ho sempre invitato gli aikidoisti ad evitare di scrivere cose del genere. Purtroppo molte persone non sembrano ascoltare. Invece, si limitano a ridurre le dimensioni del pino della storia da un colosso di albero ad uno di una sola decina di centimetri di diametro. In realtà, è piuttosto difficile estrarre dal suolo anche una singola radice di bardana, quindi come sarebbe mai possibile che qualcuno possa sradicare un albero di pino con un tronco di dieci centimetri, soprattutto quando questo è sorretto dal suo intero sistema di radici? Queste cose non sono altro che esagerazioni del genere spesso usato dai cantastorie di altri tempi.
Le storie poi sono diventate alquanto incredibili da quando Ueshiba è morto, e ora c’è gente che va raccontando che si spostava istantaneamente e ricompariva improvvisamente ad un chilometro di distanza e sciocchezze simili. Io sono stato a lungo con Ueshiba Sensei e posso dire che non possedeva poteri soprannaturali.

PRANIN
Sensei, lei sembra in ottima salute per un uomo che sta per compiere settantasei anni. È sempre stato così?

TOHEI
In realtà, da bambino ero piuttosto fragile. Mio padre disse che dovevo diventare più forte e mi ha fatto iniziare Judo, con il quale aveva connessioni presso la Keio University. Mi allenai duramente e alla fine diventai più forte, ma dopo essere entrato nel programma pre-college alla Keio un attacco di pleurite mi costrinse a prendere un anno sabbatico. La forza che avevo guadagnato con tanta fatica improvvisamente iniziò a sparire di nuovo.
Incapace di sopportare il pensiero di perdere quello che avevo lavorato tanto per guadagnare, Sostituii il Judo con altre forme di allenamento, come lo zazen (sedute di meditazione Zen) e il misogi (purificazione). Giurai che non avrei permesso che la mia forza si deteriorasse nuovamente anche se questo mi avesse portato alla morte. Preoccuparmi per la mia salute e vivere come un mezzo invalido non sarebbero serviti a nulla per aiutarmi nel mio recupero, per cui ho semplicemente detto “al diavolo, tanto vale che mi butto nell’allenamento, anche se mi ammazza. Anche l’Aikido faceva parte di quell’allenamento. Mi sono concentrato sul potenziare la mia forza, e ad un certo punto i raggi X mostrarono che la pleurite era del tutto scomparsa. Sorprendentemente, ero guarito.
Anche se le mie idee erano ancora alquanto vaghe in quel momento, ebbi la sensazione che la mia mente e il mio spirito (Kokoro) avessero motivato il mio corpo. Capii che il modo in cui si mantiene la propria mente è importante. La malattia fisica è ok (anche se non auspicabile), ma è inaccettabile consentire che la malattia si estenda alla propria mente o ki.
In giapponese, quando il corpo funziona a dovere in quale che sia modo, noi chiamiamo questo yamai, o byo, che significa semplicemente “malattia”, ma quando il malfunzionamento si estende anche al ki, lo chiamiamo byoki. Quindi, anche se il mio corpo può essere afflitto da una qualche malattia, non devo permettere che essa si estenda al mio ki. Se la mente è sana, il corpo la seguirà.
Dopo la mia guarigione sono tornato al mio club di Judo, ma io non riuscivo a riprendere l’allenamento con l’entusiasmo precedente. Uno dei motivi è che il Judo sottolinea inevitabilmente l’allenamento fisico del corpo prima di passare alle questioni della mente. Continuavo a pensare che era la mente a muovere il corpo, e che qualsiasi cosa si pensasse nella propria mente, si dovrebbe essere in grado di farla con il corpo.
Inoltre, essendo stato lontano dal Judo per quasi due anni, nel momento in cui ricevetti il mio secondo dan, tutti gli altri avevano già conseguito il quarto o quinto dan. Persino molti dei terzi dan avevano progredito così tanto da potermi facilmente proiettare a loro piacimento. Questo non fu particolarmente interessante e neppure molto divertente.
Nella speranza di rinforzarmi, andai a casa e iniziai a tirare leggeri calci contro i pilastri di sostegno dell’edificio. Dopo averlo fatto un paio di migliaia di volte al giorno, però, i muri cominciarono a crollare. Mia sorella maggiore non fu molto contento di questo e mi mandò a praticare fuori in giardino, invece. Dopo alcune settimane riuscii così ad ottenere di muovere i piedi con la stessa agilità e destrezza delle mie mani. Tornai al dojo e mi scoprii in grado di proiettare chiunque.

L’incontro con Ueshiba Morihei

Tohei con il Fondatore nel 1953 (da "Aikido: The Arts of Self-Defense")

Tohei con il Fondatore nel 1953 (da "Aikido: The Arts of Self-Defense")


PRANIN
Quando entrò a far parte dello Ueshiba Dojo ?

TOHEI
Penso che sia stato nel 1940. Kisaburo Osawa arrivò circa una settimana dopo. Avevo pensato che fosse un brutto segno se dopo essermi allenato da solo per un paio di settimane ero stato in grado di tornare e atterrare tutti nel dojo di Judo. “Perché perdere tempo con un’arte marziale del genere?” pensai. E’ stato allora che ho incontrato il Maestro Ueshiba. Shohei Mori, uno degli allievi anziani del club di Judo che aveva lavorato con le Ferrovie della Manciuria, mi aveva parlato di un insegnante dotato di una forza fenomenale e mi aveva chiesto se mi sarebbe piaciuto incontrarlo. Mi dette una lettera di presentazione e io andai.
Quando arrivai al dojo,  Ueshiba Sensei era fuori e venni ricevuto da un uchideshi chiamato Matsumoto. Gli chiesi di spiegarmi cosa fosse l’Aikido. Egli rispose: “Dammi la mano e ti faccio vedere.” Sapevo che avrebbe fatto qualche mossa su di me, così tirai fuori la mano sinistra al posto della mia destra. Essendo destrimane, volevo tenere la mia mano più forte di riserva. Mi afferrò il polso e mi fece un potente nikyo. Io non aveva rafforzato quella parte del mio corpo per nulla, così fu straziante. Sono sicuro di essere sbiancato, ma non avevo intenzione di lasciarlo prevalere su di me, così sopportai il dolore fino a quando potei. Poi gli detti un pugno con la mano destra e lui si scompose e mi lasciò andare.
Stavo iniziando a pensare che se questo era l’Aikido potevo anche dimenticarmelo e tornare a casa. Prprio allora ritornò il Maestro Ueshiba. Gli mostrai la mia lettera di presentazione e lui disse: “Ah, sì, dal signor Mori …” Poi, come dimostrazione, iniziò a proiettare uno degli uchideshi di più grande statura in giro per il dojo.
La mia impressione fu che fosse tutto falso,  fino a quando Ueshiba Sensei mi disse di togliermi il cappotto e attaccarlo. Assunsi una guardia di Judo e si mossi per afferrarlo. Con mia grande sorpresa, mi proiettò con tale morbidezza e velocità che non riuscii neppure a capire cosa fosse successo. Capii immediatamente che questo era quello che volevo fare. Chiesi subito il permesso di iscrivermi e dalla mattina seguente cominciai andare al dojo ogni giorno.
Scoprii che l’allenamento era molto strano e misterioso, e morivo dalla voglia di sapere come si facevano le tecniche. Quando qualcuno usa la forza fisica per proiettarti, c’è sempre qualcosa che puoi fare per reagire o contrattaccare. Ma è una storia diversa quando la persona non fa nulla in particolare, e tu finisci comunque proiettato. Pensai: “Wow, this is the real thing!

All’inizio non avevo idea di quello che stava succedendo. Anche gli studenti di scuola secondaria riuscivano a buttarmi a terra senza problemi. Trovando che questo fosse piuttosto strano, io cercavo di afferrarli con ancora maggiore forza, ma ovviamente venivo proiettato ancora più facilmente.
Nello stesso periodo stavo continuando il mio allenamento presso la Ichikukai [vedi l’intervista con Hiroshi Tada in AJ101 per ulteriori informazioni, NdR]. Diverse volte rimanevo durante la notte a praticare zazen e misogi. La pratica era focalizzata sulla realizzazione di una sorta di stato di illuminazione in cui il corpo e la mente diventano totalmente senza condizionamenti. Era estenuante, e dopo andavo di corsa all’allenamento di Aikido, già stanco morto. Con mia sorpresa scoprii che in quella condizione, la gente che prima poteva sempre proiettarmi era completamente incapace di farlo! D’altra parte io riuscivo a proiettare loro senza molta fatica. Tutti pensavano che fosse strano e continuavano a dire cose come: “Come è la storia con Tohei? Lui salta la pratica e torna più forte che mai! ”
E’ molto più difficile per chiunque proiettarvi se lasciate andare la forza fisica, e diventa anche molto più facile buttare a terra il vostro avversario. Pensai a  Ueshiba Sensei e mi resi conto che era veramente rilassato quando faceva il suo Aikido. E’ stato allora che ho improvvisamente capito il vero significato di “relax”.
Il mio Aikido continuò a progredire mentre io continuavo con il mio misogi e zazen. Dopo circa sei mesi fui inviato a insegnare in posti come l’accademia di polizia militare a Nakano e la scuola privata (Juku) di Shumei Okawa. A parte Ueshiba Sensei nessuno  riusciva ad atterrarmi. Mi ci volle solo un anno e mezzo per essere in grado di raggiungere quel grado di abilità, quindi penso che quando ci vogliono cinque o dieci anni è troppo lento.
Anche oggi molte persone si impegnano più che possono ad imparare le tecniche, mentre io fin dall’inizio mi dedicai a imparare il ki.

Fine della Prima Parte
Leggi la Seconda Parte 

Profilo di Koichi Tohei

Nato 1920 a Tokyo, si trasferì giovanissimo nella Prefettura di Tochigi, dove ha trascorso la sua giovinezza. Il suo precario stato di salute durante l’infanzia lo costrinse a visitare l’ospedale di frequente. Su insistenza del padre, iniziò a fare judo. Dopo essere riuscito a rinforzare il suo corpo, a quindici anni fu promosso cintura nera e a sedici anni entrò a far parte del programma preparatorio della Keio University. Continuò a praticare judo con entusiasmo, ma contrasse una pleurite a causa dell’eccessivo allenamento e fu costretto a ritirarsi dalla scuola per un anno. Durante questo periodo si dedicò alla auto-formazione attraverso misogi kokyuho, Zen e altri tipi di disciplina.
A 19 anni incontrò Morihei Ueshiba e divenne suo allievo. Nel breve volgere di un anno e mezzo diventò rappresentante del fondatore (Dairi) e, non avendo ancora ricevuto alcun grado ufficiale in aikido, fu inviato a insegnare presso l’Accademia di Polizia di Nakano e la scuola privata di Shumei Okawa.
A 23 anni fu richiamato in servizio militare sotto il fuoco nemico imparò il segreto di dirigere il ki in un unico punto nel basso addome (seika no Itten). Tra il 1953 e il 1971 visitò gli Stati Uniti in quindici occasioni, insegnando e diffondendo l’Aikido e i principi del ki. Tohei ricevette il decimo dan di Aikido nel 1969. Ha lavorato come Direttore degli Shihan (Shihan Bucho) e Direttore (Riji) dell’Aikikai fino a quando lasciò l’organizzazione nel 1974.
Tohei fondò la Ki Society (Ki no Kenkyukai) nel 1971 (riconosciuta come organizzazione non-profit nel 1977), che egli ha presieduto fino alla sua morte, avvenuta nel mese di maggio di quest anno. La Ki Society è l’unica organizzazione in Giappone specializzata nell’allenamento del ki ad aver ottenuto il riconoscimento come organizzazione senza scopo di lucro da parte del Ministero del Pubblic Welfare.

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Ki Society HQ: Messaggio Dopo la Scomparsa di Tohei Sensei

Koichi Tohei Sensei

Koichi Tohei Sensei

Riportiamo in forma leggermente modificata questo messaggio inviato dal Quartier Generale della Ki Society:

“Caro Dojo-cho,
Siamo spiacenti di informarvi che Koichi Tohei Sensei e’ morto alle 9:14 di questa mattina. Aveva 91 anni.
Due settimane fa, aveva avvertito dolori al petto e gli era stata diagnosticata un’infiammazione dei polmoni, Che era stata conseguentemente trattata. Si e’ recato per due volte presso un’unità di terapia intensiva ed entrambe le volte è tornato al reparto generale con la sua forza di Ki, tuttavia questa mattina il suo cuore si e’  indebolito a poco a poco, e si e’ spento.
La sua famiglia ha deciso che i funerali si terranno in forma privata per i membri della famiglia, tra cui Shinichi Tohei Sensei, mentre il funerale ufficiale per tutti i membri si terrà a Tokyo qualche settimana più tardi e sara’ aperto a tutti quelli che vorranno essere presenti.
La data e il luogo del funerale formale verranno annunciati a tutti voi appena una decisione al proposito sara’ stata raggiunta. Siamo molto spiacenti per l’inconveniente, ma gradiremmo la vostra comprensione per quanto sopra esposto.

Cordiali saluti,

Wataru Hatakeyama
Overseas Division
Ki Society H.Q.
(inviato a nome di Shinichi Tohei Sensei)

Fonte: http://www.kaizenkidojo.com/

By RedazioneRedazione Aikido Italia Network

Aiki-Backgrounds 3: Koichi Tohei Sensei

Aiki-Backgrounds 3: Koichi Tohei Sensei

Aiki-Backgrounds 3: Koichi Tohei Sensei

Non pensavamo di dover pubblicare l’Aiki-Background di Koichi Tohei Sensei per una cosi’ triste occasione, ma forse e’ una maniera come un’altra per ricordarlo: un piccolo segno di rispetto e un ricordo carico di gratitudine che ci guarda dal desk-top del nostro computer

Koichi Tohei Sensei
20/01/1920-19/05/2011
RIP

Lutto Nel Mondo dell’Aikido:Muore Koichi Tohei Sensei

By Redazione