36 Anni ed E’ Ancora un Gran Divertimento – Intervista a S. Chierchini

Y. Fujimoto & S. Chierchini

Yoji Fujimoto & Simone Chierchini sul tatami (Coverciano, 1987)

36 anni dopo l’inizio da bambinetto nel dojo di Tada Sensei a Roma, passando poi al periodo adolescenziale con Hosokawa Sensei nel Dojo Centrale Aikikai a Roma, continuando a crescere a Milano con il suo principale mentore, Fujimoto Sensei, maturando nel modo più duro in Irlanda, ove fonda la sua organizzazione e ottiene riconoscimento diretto dall’Aikikai Hombu Dojo… sono passati 36 anni ma è ancora un gran divertimento! Il figlio di Chierchini Sensei, Luke, 10 anni, assistito da nonna Carla, la prima donna italiana a conseguire il Nidan in Aikido, chiede al suo papà il perché in occasione del conseguimento del 5 Dan (2008)

English Version

di LUKE CHIERCHINI & CARLA SIMONCINI

LUKE:
Ciao Sensei, tutti i miei amici della lezione dei bambini vorrebbero sapere da dove vieni.

SENSEI: Sono di Roma, in Italia. Mi sono trasferito in Irlanda soltanto 12 anni fa.

LUKE:
Perché hai deciso di venire in Irlanda?

SENSEI: Perché era bella e verde e piena di gnomi felici come te! Sto scherzando, sono venuto qui perché all’epoca mi piaceva. E tu cosa ne pensi dell’Irlanda?

LUKE:
Mi piace, a parte il tempo. Mi piace vedere tutta l’erba verde intorno e la vista delle colline da casa mia. Che età avevi quando hai iniziato Aikido?

SENSEI: Avevo 8 anni e andavo a lezione con tuo nonno Danilo.

LUKE:
Tuo padre faceva Aikido come te?

Chierchini father & son in 1969 (Rome)

SENSEI:
Sì, mio padre è stato uno dei principali maestri del Dojo Centrale di Aikido di Roma. Non mi ricordo molto di quel periodo a parte il fatto che sul tatami ero un gran rompiscatole! Ho un chiaro ricordo di una particolare lezione quando mio padre dovette interrompere il seiza iniziale per dire: “Se riesco a trovare ‘sto merlo gli sparo sul posto”, perché io stavo fischiettando per conto mio, completamente a mio agio nei miei zufolamenti… mi ricordo che mi piaceva molto di stare con gli adulti e di viaggiare verso altri luoghi in occasione dei seminari.

LUKE:
Quale è il nome del tuo maestro di Aikido?

SENSEI:
Ho avuto più di un insegnante. Da bambino ho fatto il mio 10° Kyu con Tada Sensei, che è probabilmente un record mondiale! Poi per un po’ sono stato nel gruppo dei bambini di Hosokawa Sensei, sempre a Roma. Era appena arrivato dal Giappone e all’inizio capiva poco l’italiano. Di solito lo facevamo diventare matto, povero sensei! Una volta persino credette che un ragazzino se la fosse fatta sotto nel keikogi. Invece questo bambino aveva nascosto una tavoletta di cioccolato nei calzoni e durante le tecniche di riscaldamento questa si era squagliata…

LUKE:
Come facevate a capire quello che il maestro diceva, se a mala pena parlava l’italiano?

SENSEI:
Non capivamo una parola! Anche perche’ eravamo troppo impegnati a ridere tutto il tempo invece di osservare quello che stava succedendo. Man mano il povero sensei miglioro’ nella sua comprensione della lingua italiana e ce la fece pagare per essere stati dei fastidiosi marmocchi rompendoci la schiena con tonnellate di esercizi in stile carcere militare…

LUKE:
Hai detto che hai avuto altri insegnanti. Chi erano? Erano italiani o giapponesi?

SENSEI:
Entrambi. Inizialmente, da ragazzo, ho imparato molto da due maestri italiani del Dojo di Roma, Roberto Candido alias Bob Rock e Ivano Zintu o l’Aikido bulldozer. Come suggeriscono i loro soprannomi, erano aikidoisti con cui era meglio non discutere. Purtroppo lo ho dovuto fare, spesso e volentieri. Per costituzione sono sempre stato leggero e flessibile e mi hanno sempre chiamato per fare ukemi durante lezioni o manifestazioni. Anche Hosokawa Sensei lo ha spesso fatto, aggiungendo pena su pena a quella punizione retroattiva di cui ti ho parlato prima… Quando avevo 20 anni, fresco di Shodan mi sono trasferito a Milano, dove sono rapidamente diventato molto vicino a Fujimoto Sensei. Lui e’ stato il mio modello come insegnante di Aikido per lungo tempo e anche se io ora seguo la mia strada, gli sono molto grato per tutti i suoi insegnamenti e per il bellissimo periodo che ho trascorso durante i miei 10 anni milanesi.

LUKE:
Che Dan sei adesso, Sensei?

SENSEI:
Recentemente sono stato promosso a 5° Dan da Tada Sensei, che era l’insegnante di Aikido di mio padre e mia madre tanto tempo fa, prima ancora che tu e la maggior parte degli allievi adulti del nostro dojo fossero nati. Lo ho seguito più o meno per tutta la mia vita nell’Aikido, ma solo a una certa distanza, perché il mio Aikido è più centrato sulla costruzione di una forte relazione interpersonale piuttosto che su una qualche ricerca spirituale non troppo ben identificata. Non mi piace la religione organizzata, in particolare sui tatami dell’Aikido. Questo è forse un po’ troppo difficile per te, mio caro pupotto. Che Kyu sei, Luke?

Luke & Simone Chierchini a Sligo (IRL), 2005

LUKE:
Io sono 7°Kyu. Ho fatto gli ultimi esami a giugno di quest’anno.

SENSEI:
Ottimo, complimenti! Da quanto tempo ti alleni?

LUKE:
Ho iniziato a fare Aikido quando avevo 3 anni, quindi significa che mi alleno già da 7 anni. Tu quando hai iniziato?

S. Ho iniziato nel 1972, quando avevo 8 anni. Mi ci sono voluti 36 anni per diventare 5° Dan! Sarei stato fuori di prigione prima se avessi ucciso JFK…

LUKE:
Perché ci e’ voluto così tanto per arrivare al 5° Dan?

SENSEI: In primo luogo perché proprio come te ho iniziato molto giovane, in secondo luogo perché il mio papà è stato il presidente dell’Aikikai d’Italia e quindi a me nessuno ha mai fatto uno sconto. I miei maestri da sempre mi hanno reso molto difficile la vita e mi hanno anche bocciato un paio di volte agli esami. Il motivo principale però e’ che l’Aikikai, la nostra scuola, ha un sistema di promozione ai gradi superiori alquanto ingiusto. La maggior parte degli insegnanti anziani somiglia a quei ragazzini bulletti che non vogliono mai passarti la palla in una partita di calcio, non importa quanto sei bravo…

LUKE:
Oltre all’Aikido hai mai praticato qualche altra arte marziale?

SENSEI:
Sì, ho praticato per un bel po’ il Ken-jutsu dello stile Katori Shinto Ryu, che è una delle più famose scuole di spada in Giappone. Ho un Shodan del Sugino Ryu, anche se non seguo più la scuola. Il Ken-jutsu mi ha fortemente aiutato a sviluppare il mio Aikido negli ultimi 12 anni, più che seguire i Sensei di Aikido. Quando ero un bambino ho fatto anche un po’ di Judo.

LUKE:
Perché hai deciso di smettere di fare Judo e continuare con l’Aikido, invece?

SENSEI:
Mio padre era un ottimo insegnante di Judo. Un giorno ha sentito parlare dell’ Aikido, ma al tempo non c’era ancora nessun maestro di Aikido residente in Italia. Poi ha avuto fortuna, perche’ nel 1964 un amico della federazione di Judo lo presentò a un giovane giapponese di nome Kawamukai che era un 3° Dan di Aikido. Insieme fondarono il primo Dojo di Aikido italiano all’interno del Dojo di Judo di mio padre, il Monopoli Judo Club di Roma.

Con Kisshomaru Ueshiba e Yoji Fujimoto a Karlsrue (D), per i World Games 1989

Pochi mesi dopo i due invitarono ufficialmente il Maestro Tada a insegnare in Italia. Mio padre divenne pazzo per l’Aikido e il Judo spari’ dalla scena tanto per lui quanto per me.

LUKE:
Ti sei mai infortunato gravemente facendo Aikido?

S. Ho avuto un paio di brutti infortuni, ma fa parte del business se si sta sul tatami per 36 anni, non è vero? Tu pensi che l’Aikido sia pericoloso?

LUKE:
No, ma può esserlo se non si sta molto attenti e non si seguono le istruzioni del maestro.

S. Esatto!! Ben detto Luke.

LUKE:
Qual è la cosa più importante nell’Aikido?

SENSEI:
Uuuuuuuh! Ora, questa si che è una domanda … Qual è la cosa più importante nel gelato? Tu cosa ne pensi? Secondo te quale e’ la cosa più importante nell’Aikido?

LUKE:
Penso che le cose più importanti dell’Aikido siano la respirazione e fare movimenti morbidi.

SENSEI:
Un buon punto di vista, sicuro. Ricorda però che per ogni allievo di Aikido la cosa più importante è diversa. Quindi, questa deve essere la cosa più importante dell’Aikido

Pubblicato la prima volta su Aikido Organisation of Ireland Newsletter, Issue 15 – Summer 2008

Copyright Simone Chierchini ©2008-2011Simone Chierchini
Per le norme relative alla riproduzione consultare
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36 Years on and it is Still Great Fun – Interview with S. Chierchini

Y. Fujimoto & S. Chierchini

Yoji Fujimoto & Simone Chierchini playing on the mats (Florence, 1987)

36 years since the beginning, as a little child in Tada Sensei’s class in Rome, passing next to Hosokawa Sensei’s years in Rome Aikido Central School as an adolescent, continuing to grow in Milan with his main mentor, Fujimoto Sensei, maturing the hard way in Ireland, starting up his own organisation, going his own way and receiving Hombu Dojo recognition… 36 years on and it is still great fun! Chierchini Sensei’s son, Luke, assisted by Grandma Carla, the first Italian woman to reach Nidan, asks his dad why

Versione Italiana

 

 

by LUKE CHIERCHINI & CARLA SIMONCINI

LUKE:
Hi Sensei, all my friends from the kids class would like to know where are you from.

SENSEI:
I am from Rome, Italy. I only came to Ireland 12 years ago.

LUKE:
Why did you decide to come to Ireland?

SENSEI:
Because it was lovely and green and crowded with happy leprechauns like you! Only kidding, I came here because at the time I liked it. What do you think about Ireland yourself?

LUKE:
I like it apart from the weather. I love to see all the green grass around and the view of the hills from my home. What age were you when you started Aikido?

SENSEI:
I was 8 years old and I used to go training with my dad.

LUKE:
Was your dad doing Aikido as well as you?

Chierchini father & son in 1969 (Rome)

SENSEI:
Yes, my dad was one of the main teachers of Roma Aikido Central School. I don’t remember much about that time apart from the fact that I was a nuisance on the mats! I have a clear memory of one particular class when my father had to stop the seiza and say: “If I can manage to find that blackbird I’ll shoot him on the spot!”, because I was whistling along, all happy with myself… I remember enjoying being with the grown-ups and travelling to other places for courses.

LUKE:
What is the name of your Aikido teacher?

SENSEI:
I had more than one teacher. As a child I did my 10th Kyu with Tada Sensei, which is probably a world record! Then for a while I was in Hosokawa Sensei’s children’s class, always in Roma. He had just arrived from Japan and at the beginning had very little Italian. We used to drive him crazy! Once he thought that a boy had done his jobbies in his suit. Instead this boy had hidden a chocolate bar in its bottoms and it had melted during the warm-ups…

LUKE:
How did you understand what he was saying if he had little Italian?

S. We did not understand a word! Also we were too busy laughing all the time to notice what was going on. The poor Sensei eventually became more fluent and he made us pay for being brats by breaking our backs with tonnes of prison-style exercises…

LUKE:
You said that you had other teachers. Who were they? Were they Italian or Japanese?

SENSEI:
Both. Earlier on, as a teenager, I learned a lot from two Italian teachers of the Roma Dojo, Roberto Candido aka Bob Rock and Ivano Zintu or the Aikido Bulldozer. As their nicknames suggest, these were guys you didn’t want to mess with. Unfortunately I had to, all the time. I happened to be light and flexible and they always called me for taking ukemi during class or demonstrations. Hosokawa Sensei did too, adding up to that retroactive punishment that I mentioned with you before… When I was 20 and Shodan, I moved to Milan, where I quickly became very close to Fujimoto Sensei. He has been my role model as an Aikido teacher for a long time and even though I now follow my own path, I am very grateful to him for all his teachings and for the good time I had in my 10 Milano years.

LUKE:
What Dan are you now, Sensei?

SENSEI:
I have been recently promoted to 5th Dan by Tada Sensei, who was my mum and dad’s Aikido teacher a long time ago, even before you and most of the adult students of our dojo were born. I have been following him on and off for my entire Aikido life but only loosely, as my Aikido is more centred on building up a strong relationship with people than on some not too well identified spiritual research. I don’t like religion, especially on the Aikido mats. That’s maybe a touch too difficult for you, my dear baba. What grade are you, Luke?

Second and third generation Chierchini in Aikido: Luke & Simone in Sligo (IRL), 2005

LUKE:
I am 7th/6th Kyu. I graded in June this year.

SENSEI:
That’s very good, congratulations! How long have you been training for?

LUKE:
I started when I was 3, so that means I have been training for 7 years now. How long have you been training?

S. I started in 1972 when I was 8. It took me 36 years to become 5th Dan!!! I would have been out of jail earlier if I had killed JFK…

LUKE:
Why did it get you so long to get to 5th Dan?

SENSEI:
Firstly because just like you I started very young, second because my dad being the chairman of the Italian Aikikai I got no discounts. My teachers always made it very hard for me and failed me a few times. Most of all, it depended on the fact that the Aikikai, our school, has a very unfair grading system. Most senior teachers are like those bully boys who never want to pass you the ball in a football match, no matter how good you are.

LUKE:
Apart from Aikido did you ever do any other martial art?

SENSEI:
Yes, I have been practicing Ken-jitsu of the Katori Shinto Ryu style for quite a while; that is one of the most famous sword schools in Japan. I have a Shodan of the Sugino Ryu even though I don’t follow the school anymore. Ken-jitsu has greatly helped me to develop my Aikido in the last 12 years, more than following any Aikido Sensei. When I was a young child I did a bit of Judo too.

LUKE: Why did you decide to stop Judo and do Aikido instead?

SENSEI:
My dad used to be a very good Judo teacher. One day he heard of Aikido but there was no Aikido teacher in Italy yet at the time. Then he got lucky when a Judo friend introduced him with a young Japanese named Kawamukai who was a 3rd Dan of Aikido. They started together the first Italian Aikido Dojo in my father’s Monopoli Judo Club in Rome.

With Kisshomaru Ueshiba & Yoji Fujimoto in Karlsrue (D), World Games 1989

A few months later they called Tada Sensei to teach in Italy. My dad became Aikido mad and Judo was gone for both of us.

LUKE:
Were you ever badly injured doing Aikido?

SENSEI:
I had a couple of injuries all right but that is part of the business if you are on the mats for 36 years, isn’t it? Do you think that Aikido is dangerous?

LUKE:
No, but it can be if you are not very careful and don’t follow the instructions.

SENSEI:
That’s it, very well said Luke.

LUKE:
What is the most important thing about Aikido?

SENSEI:
Uuuuuuuh! Now, that’s a question… What is the most important thing about ice cream? What do you think?

LUKE:
I think the way you breathe and soft movements are the most important things in Aikido.

SENSEI:
That’s a good point. Remember though that for each Aikido student the most important thing is a different one. So that must be the most important thing about Aikido…

First published on the Aikido Organisation of Ireland Newsletter, Issue 15 – Summer 2008

Copyright Simone Chierchini ©2008-2011Simone Chierchini
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