Discorso Introduttivo al 3° Seminar Nazionale FIJLKAM di Aikido del 21/11/2009 di Fausto De Compadri

Fausto De Compadri  Marina di Massa

Fausto De Compadri si accinge a pronunciare il suo discorso di apertura

La visione quasi utopica del maestro Fausto De Compadri di ricompattare la grande e disarmonica famiglia dell’Aikido italiano è perfettamente testimoniata dalle sue parole di benvenuto ai partecipanti al 3° Seminar Nazionale FIJLKAM di Aikido del 21 Novembre 2011. I fatti hanno successivamente dimostrato che allora i tempi non erano maturi per la grandezza dell’idea, che però rimane tale, e ci parla se possibile con ancora più forza. Sta alle nuove generazioni di insegnanti che hanno a cuore il futuro della nostra disciplina farla propria, e agire per realizzarla

“Credo che sia importante rilevare che questo stage è stato reso possibile in seguito ad un profondo cambiamento di mentalità in molti di noi.”

“Fino a qualche tempo fa il settore Aikido della FIJLKAM non aveva contatti con il resto del variegato mondo dell’Aikido italiano e rappresentava, quindi, uno dei tanti, troppi gruppi, ciascuno dei quali, in assoluta buona fede, era convinto di praticare il migliore Aikido ed era geloso delle proprie peculiarità e della sua autonomia.”

“Lo scorso anno, finalmente, è cambiato qualcosa nel modo di pensare dei responsabili del settore Aikido della FIJLKAM, che hanno riflettuto su come la scelta di non dialogare e di non confrontarsi con nessuno poteva solo condurre ad un impoverimento tecnico.”

“Si dà il caso che, in quell’epoca, pure alcuni dei migliori Maestri italiani, cui facevano capo importanti associazioni, avevano cominciato a prendere coscienza del fatto che l’ampia frammentazione esistente non giovava alla divulgazione dell’Aikido nel nostro Paese.”

“Come spesso avviene anche nella vita di tutti i giorni, le persone di buona volontà si cercano e si incontrano.”

“E’ così avvenuto che il Settore Aikido della FIJLKAM e i suddetti Maestri hanno convenuto di accantonare gli sterili individualismi e di portare avanti, sotto l’ombrello della FIJLKAM (unica Federazione nazionale di Arti Marziali del CONI), un progetto di unificazione di tutti i gruppi di praticanti di Aikido in Italia, quale che sia la scuola di provenienza, purche’ fedeli agli insegnamenti di O Sensei.”

“Ebbene, insieme con questi Maestri (che sono qui accanto a me), desidero dirvi che vi è una forte, comune volontà di proseguire su questa strada, con la speranza che altri ancora si uniscano a noi.”

M° Fausto De Compadri

Fonte: http://www.aikidomantova.it/it/Doc.pdf/stampa/Discorso%20FIJLKAM%203-2009.mntr.htm

Un ritratto postumo di Fausto De Compadri a cura di Marco Rubatto

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Anteprima: 1° Memorial Fausto De Compadri

Fausto De Compadri (1931-2011)

Takemusu Aikido Mantova – Comunicato n. 79 del 18 Ottobre 2011

La Takemusu Aikido Mantova annuncia l’organizzazione del

“1° Memorial Fausto De Compadri”.

Il prossimo Sabato 18 Febbraio 2012 si terra’ a Mantova un seminario commemorativo in occasione del primo triste anniversario della scomparsa del Maestro Fausto. L’incontro sara’ aperto a tutti e sara’ diretto dai tre membri della Commissione Nazionale Aikido della FIJLKAM. Avremo l’onore di avere nostri ospiti i Maestri Raffaele Adornato, Massimo Aviotti e Livio Zulpo.

A breve verranno comunicati maggiori dettagli sull’importante evento.

Curriculum di Fausto De Compadri
Ultima Lettera del Maestro De Compadri agli Aikidoka Italiani
Fausto De Compadri Sensei: l’Uomo che Sapeva Abbracciare

 

 

 

By RedazioneRedazione Aikido Italia Network

Intervista a Motokage Kawamukai – Parte 2

Motokage Kawamukai Sensei

Motokage Kawamukai Sensei a Coriano (2011)

Nella seconda parte dell’intervista al “padre” dell’Aikido italiano si affrontano temi spinosi come la frammentazione dell’Aikido italiano e le sue cause, ma anche tematiche extra-tatami, come l’economia italiana, il dramma dello tsunami giapponese e il dilemma nucleare

di SIMONE CHIERCHINI

Leggi la Prima Parte dell’intervista

CHIERCHINI

Lei Maestro ha scelto di non insegnare professionalmente: questa sua scelta le ha mai causato dei rimpianti o e’ ancora contento di averla fatta?

KAWAMUKAI
Non c’e’ mai stata neppure una scelta, perche’ questa avrebbe comportato avere dei dubbi. Le mie idee erano chiare gia’ dal principio, per me non si e’ trattato di decidere se imboccare la via del professionismo nell’Aikido o meno: il mio proposito era ben definito da subito. Lo stare li’ a pensare “se avessi fatto questo” o “se avessi deciso questo” non fanno parte del mio modo di essere.

CHIERCHINI
In Italia al momento ci sono tre gruppi principali, l’Aikikai d’Italia, il Takemusu Aiki del Maestro Corallini e l’Ado-UISP di area Tissier Sensei; tuttavia al di fuori di essi esiste una miriade di gruppi minori, a dimostrazione di una scarsa armonizzazione all’interno della comunita’ aikidoistica italiana. Questo di per se’ e’ non un piccolo fallimento per l’Aikido italiano. Come mai questa frammentazione Maestro? Come e’ successo, da dove ha origine il fenomeno?

KAWAMUKAI
Questo e’ dovuto alla politica del Maestro Tada. Tada Sensei non ha voluto accettare all’interno dell’Aikikai d’Italia chi non volesse seguire la sua via; altrimenti avremmo potuto ospitare tutti all’interno della casa madre. Gia’ in partenza il suo atteggiamento fu quello del samurai, rigido: anche se mi rimane un allievo solo, io continuero’ deciso per la mia strada. Questa decisione, questo atteggiamento furono fortemente rafforzati dal contatto e dallo scambio con Ken Otani Sensei, il maestro storico del Judo italiano e con l’avvocato Giacomo Paudice, aikidoista della prima era che lo aiuto’ enormemente nello stabilire l’Associazione di Cultura Tradizionale Giapponese – Aikikai d’Italia. L’input che gli arrivo’ da essi fu che entrare a far parte di una federazione all’interno del CONI fosse da evitare a tutti i costi. Il Maestro Tada si abituo’ a vedere il CONI e le sue emanazioni come il fumo negli occhi, al punto che non accetto’ mai neppure di avere un colloquio esplorativo con i dirigenti del loro settore arti marziali, che erano invece interessatissimi all’Aikido.
Un giorno ero a pranzo al ristorante giapponese con Tamura Sensei e Tada Sensei; io proposi a Tada Sensei di prendermi l’incarico di lavorare con il CONI per raggruppare tutti quelli che erano rimasti fuori dall’Aikikai d’Italia. Una volta che il progetto avesse preso piede, avevo suggerito che il nuovo gruppo venisse assorbito dall’Aikikai d’Italia, o che si organizzasse una confederazione per la gestione del movimento in Italia.
Fu come se il cibo gli fosse andato di traverso. Fatto sta che non so neppure se avesse capito bene quello che gli proponevo, ma Tada Sensei si alzo’, saluto’ e se ando’. Da allora non l’ho piu’ visto ne’ sentito.

CHIERCHINI
Risultato: 47 anni dopo in Italia non esiste una federazione nazionale di Aikido riconosciuta dallo stato, non esiste certificazione legale nazionale per gli insegnanti, come ad esempio in Francia. La politica dell’esclusivita’ dell’Aikikai d’Italia e’ miseramente fallita.

KAWAMUKAI
All’epoca non e’ che avessi molta confidenza con il Maestro Tada, ma io pensavo che la mia proposta fosse basata su criteri giusti e ragionevoli, e che avesse ottime possibilita’ di successo. Io non so cosa avesse capito, ma non chiese spiegazioni, semplicemente ando’ via. Piu’ avanti ho iniziato a sentir circolare delle voci secondo cui io sarei stato un cattivo soggetto, un arrivista, un arrampicatore. Comunque parecchi aikidoka italiani, ad esempio Giorgio Veneri, Francesco Lusvardi, Franz De Compadri continuarono a praticare regolarmente con me; io andavo a insegnare a Mantova il sabato e la domenica e loro si appassionarono alla disciplina, diventandone dei praticanti molto seri. Avevano cercato di far venire Tada Sensei, ma per parecchio tempo non ci fu verso, dato che all’epoca il Maestro Tada non era molto aperto, comunicativo. Poi il tempo e’ passato, le cose sono cambiate e anche i rapporti. I mantovani si accostarono a Tada Sensei e io finii anche nella loro lista dei cattivi. Quando gli proponevo di incontrarci e fare una bella sudata assieme da qualche parte, come ai vecchi tempi, mi rispondevano “vedremo… se sara’ possibile… forse…”. Fra noi era cresciuta una distanza, in parte dovuta alla loro crescita e ai cambiamenti che ognuno fa nella vita, ma anche ad altri fattori esterni.
Oggi tutti questi raggruppamenti minori di Aikido che ci sono in Italia, che l’Aikikai d’Italia non ha saputo ne’ voluto filtrare, non hanno colpe, non sono la causa della frammentazione del movimento. I loro allievi credono all’Aikido come tutti gli altri, e non gli si puo’ attribuire a colpa il fatto di non essere iscritti all’Aikikai d’Italia.

CHIERCHINI
I principianti sono interessati solo all’Aikido, non alle federazioni, alle sigle.

KAWAMUKAI
Certamente! Gli allievi vogliono solo fare Aikido, non sono affatto interessati alla politica dell’Aikido, e quando ne sentono parlare non capiscono il perche’ delle discordie.La gente vuole fare Aikido perche’ ne ha bisogno, e se qualcuno sente questo bisogno, dargli una mano penso che sia una cosa molto umana; e’ un po’ come essere fermati da qualcuno per strada che ci chiede delle direzioni: e’ una cosa gentile indicare la via a chi lo chiede.

CHIERCHINI
Kawamukai Sensei, lei ha vissuto per 47 anni in Italia. Possiamo quindi dire che lei e’ anche un po’ italiano?

KAWAMUKAI
No, no, io sono piu’ italiano che giapponese! In passato c’e’ stato anche chi ha scritto che le mie opinioni per essere un giapponese a volte sono strane e che ho mangiato spaghetti per troppi anni…

CHIERCHINI
Cambiamo mondo, ci sono altre cose importanti nella vita oltre all’Aikido: cosa ne pensa della situazione in Italia negli ultimi tempi? Lei e’ un uomo del business; come vede questo periodo?

KAWAMUKAI
Per me sta andando benissimo, io mi occupo di lenti a contatto e il mio business e’ florido. L’Italia non e’ mai stata una potenza economica, ma tutto funziona comunque. Ci sono tanti piccoli gruppi, aziende di piccola e media dimensione, artigiani che hanno conoscenze e capacita’ enormi e contribuiscono al mondo dell’industria in misura notevole. Questo in Giappone non esiste; in Giappone ci sono solo grandi compagnie basate sull’uso e lo sviluppo di altissima tecnologia, ma queste sono sempre in bilico. Appena sviluppano qualcosa di nuovo e lo mettono sul mercato, questo viene copiato dai vicini e sono di nuovo al punto di partenza. Invece Armani e’ Armani, non si puo’ copiare e come lui tanti altri, piccoli e grandi che portano il nome dell’Italia nel mondo, creando denaro e interesse per il paese, la sua storia, le sue bellezze paesaggistiche e architettoniche, la sua gastronomia.

CHIERCHINI
Un’altra cosa che vorrei chiederle non e’ piacevole: 11 marzo 2011, terremoto, tsunami e crisi atomica, un triplo disastro. Quando lei maestro accende la televisione e vede quello che e’ successo in Giappone, cosa pensa, quali sono i suoi sentimenti?

KAWAMUKAI
Dio mio…
Terremoto e Tsunami sono fenomeni naturali; il Giappone e’ zona sismica, quindi si sapeva che il rischio era alto. In quella zona del Giappone questi fenomeni naturali devastanti si sono ripetuti nei secoli. L’entita’ delle devastazioni di uno tsunami e’ pero’ oggi amplificata potenzialmente, perche’ quelle zone sono adesso molto ma molto piu’ densamente popolate del passato; quindi le vittime e i danni prodotti dallo tsunami del 2011 sono enormemente superiori a quelli degli tsunami precedenti. Inoltre rispetto al passato adesso abbiamo mezzi di informazione efficientissimi che diffondono e amplificano gli eventi in tempo reale, dando a tutto un potente fattore emozionale. Comunque sia, questi sono fenomeni naturali, non possiamo odiare la natura per essi, si sa che esistono e che capiteranno ancora. E’ capitato a marzo, purtroppo, e ce la possiamo prendere solo con la sfortuna.
Invece per quel che rigurda la crisi atomica, non possiamo incolpare la natura, ma le nostre scelte. Le opinioni al riguardo sono contrastanti. C’e’ chi in Giappone, come anche in Italia, e’ del tutto contro il nucleare. Tuttavia tutti indistintamente vogliono godere delle comodita’ derivanti da una societa’ dominata dall’energia elettrica. In Italia l’energia viene importata dalla Francia, che e’ atomizzata, quindi la scelta anti-nucleare italiana cosi’ conta e vale poco. Se c’e’ una crisi atomica li’, noi che siamo i loro vicini di casa saremo i primi a pagarne comunque le conseguenze. Nell’86 gli italiani hanno detto no al nucleare, recentemente il governo ha provato a reintrodurlo, e presto ci sara’ un altro referendum per bloccarlo.
A prescindere dalle posizioni, l’atomo e’ al momento il modo piu’ economico di produrre energia e non si fermera’.

CHIERCHINI
Forse sarebbe ora di puntare con decisione sulle nuove tecnologie per la produzione di energia pulita, specie in un paese come il nostro, che gode di sole e vento per buona parte dell’anno e che ha in comune con il Giappone il fatto di essere zona sismica ad altissimo rischio.

KAWAMUKAI
Questo e’ verissimo, ma bisogna capire che il mondo e’ regolato da processi di natura economica: queste tecnologie vanno ancora sviluppate e perfezionate, mentre il mondo dell’economia ha bisogno di sempre piu’ energia e ne ha bisogno adesso. Sono loro che comandano e dicono che non c’e’ tempo per aspettare altri sistemi; e la risposta del mondo dell’economia al bisogno di piu’ energia e’ la costruzione di nuove centrali atomiche: al momento ne vengono costruite una sessantina in varie parti del mondo, specialmente nelle zone di recente sviluppo. Come fa l’occidente a dire a loro di non costruire, se loro sono i primi ad averne a centinaia?

Leggi la Prima parte dell’Intervista

Copyright Simone Chierchini © 2011Simone Chierchini
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Fausto De Compadri Sensei: l’Uomo che Sapeva Abbracciare

Fausto De Compadri in un momento felice con Morihiro Saito

Fausto De Compadri in un momento felice con Morihiro Saito

Avevo progettato di scrivere un ricordo del compianto Maestro Fausto De Compadri, recentemente scomparso, ma Marco Rubatto lo ha gia’ fatto, e in un modo completo, sincero e pieno di genuino affetto e rispetto; sono quindi felice di aiutare a diffondere le sue parole. Vi invito alla lettura del suo post sul blog Aikime

di MARCO RUBATTO

E’ per un motivo molto particolare che quest’oggi ho deciso di scrivere questoPost: lo scorso martedì, di mattina presto, ci ha lasciato all’età di 79 anni il Maestro Fausto De Compadri, dopo una malattia breve ma notevolmente aggressiva.

Questa notizia ha scosso me, ma anche credo l’intero mondo dell’Aikido italiano, per la figura di eccellenza che è ora venuta meno.

Ma qualcosa in più credo debba essere fatto, cioè rendere merito al lavoro di questo instancabile Maestro, così che tutti possano averne una seppur piccola idea, se non avessero avuto il grande onore di conoscerlo, frequentarlo e collaborare con lui.

Ho avuto fortunatamente questo privilegio per anni, perciò con parole del tutto personali, vorrei provare a descrivervi chi era il Maestro De Compadri…

Classe 1931, Fausto iniziò lo studio dell’Aikido nel 1965, sotto la guida del Maestro Motokage Kawamukai. Nello stesso anno tuttavia divenne allievo diretto del Maestro Hiroshi Tada, 9º Dan Aikikai.
Acquisì il grado shodan nel 1968, ritrovandosi così ad essere una delle prime quattro cinture nere di Aikido in Italia.

Dallo stesso Tada Sensei ottiene, poi successivamente: il grado nidan nel 1970, il sandan nel 1974, lo yondan nel 1980.

Nel 1985, Fausto De Compadri incominciò a seguire gli insegnamenti di Morihiro Saito Sensei, 9º Dan Aikikai, dal quale ricevette nel 2000 il grado di godan Aikikai.

Sempre nel 1985 diviene allievo del Maestro Paolo Nicola Corallini, fedele discepolo del Maestro Morihiro Saito, nonché Presidente dellaTakemusu Aikido Association Italy (T.A.A.I.). In tale Associazione il Maestro De Compadri ha ricoperto il ruolo di Vicepresidente fino al mese di dicembre 2009. Nel 2005, lo stesso Corallini Sensei gli conferì il grado di rokudan Takemusu Aikido.

De Compadri Sensei era stato anche insignito della Stella di bronzo al Merito Sportivo del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (C.O.N.I.) e della Medaglia d’Onore al Merito Sportivo della F.I.J.L.K.A.M.

E’ stato un attivo componente della Commissione Nazionale Aikido della F.I.J.L.K.A.M. affiliata al Comitato Olimpico Nazionale Italiano (C.O.N.I.).

Nel marzo 2006, il Presidente della F.I.J.L.K.A.M. gli conferì il grado di 7° dan, “quale riconoscimento della pluridecennale e meritoria opera” svolta in favore dell’Aikido italiano e “in considerazione delle tante e particolari benemerenze acquisite attraverso il sempre costante e qualificato impegno dimostrato per lo sviluppo tecnico e la diffusione dell’Aikido”.

Dal mese di giugno del 2006, gli fu affidata la Direzione Tecnica del Settore Aikido dellaF.I.J.L.K.A.M., mentre dal mese di febbraio del 2007, la stessa Federazione Italiana Judo, Lotta, Karate e Arti Marziali gli conferì l’incarico di Presidente della Commissione Nazionale per il settore Aikido.

Indubbiamente mai prima di allora era stato tentato in modo così notevole di conferire lustro, credibilità, qualità e valore all’Aikido Federale come da quando il Maestro De Compadri si è occupato di dirigere e coordinare questo importante settore.

Egli ha seguito fedelmente per molti anni gli insegnamenti didattici di Morihiro Saito Sensei, partecipando a decine di seminari tenuti negli scorsi decenni in tutta Europa da questo famoso Maestro.

La sua esperienza marziale poteva dirsi realmente amplia e completa, nonostante il fatto che si rimproverasse di non essersi mai allenato in Giappone. Ma chi dice che le persone che lo hanno potuto fare abbiano per forza dei numeri in più!?! Questa cosa è sicuramente apprezzata nei curriculum personali degli Insegnanti, ma abbiamo anche visto chi ne ha approfittato solo per millantare conoscenze inesistenti e rincarare il prezzo dei propri seminari.

De Compadri Sensei è stato un grande Maestro, perché era completo, era Maestro cioè a 360º gradi! Negli ultimi 10 anni circa di collaborazione con lui, mi sono reso conto più volte della fortuna e privilegio che avevo e che potevano vantare anche tutti i suoi allievi più stretti…

Solitamente si cerca l’eccellenza tecnica in un Maestro, ma molto raramente, quando la si incontra, essa corrisponde ad un ugual grado di sviluppo, maturazione e senso di responsabilità umana e personale.
Fausto De Compadri invece ne aveva fatto un sinonimo!

Occupando posizioni di responsabilità come le sue sarebbe stato particolarmente facile occultarsi dietro ad un titolo, una qualifica, ma lui era sempre là, ad ascoltare chi aveva bisogno ed a rispondere a tutti, su tutto… facendo sentire importante e valorizzato il suo interlocutore. Poco importa se esso fosse un quarto dan, un quarto kyu o una persona che non sapeva nemmeno cosa l’Aikido fosse!

Egli amava visceralmente e profondamente l’Aikido e si muoveva in coerenza con ciò, sia quindi a livello pratico che etico.

Negli ultimi tre anni si era fatto promotore e testimonial di un enorme progetto di apertura in seno all’Aikido Federale, proprio perché egli era in grado di guardare alla pratica ed al futuro di quest’Arte con un ottica interessata ma impersonale, nella quale il bene della Aiki-collettività veniva ad essere prioritario su tutto.

Si rese conto che la problematica più diffusa e preoccupante delle dinamiche dell’Aikido era ed è legata all’eccessiva frammentazione dei vari Gruppi, che non riescono a trovare punti di dialogo ed incontro.

Aveva cioè realizzato che essere uniti nella promozione di quello che ci sta a cuore è fondamentale per la riuscita dell’operazione stessa!

Aiutato dai suoi collaboratori più stretti, fra i quali ha sempre spiccato il Mº Massimo Aviotti, ha iniziato una politica “ecumenica”, nella quale invitare ad entrare a far parte della F.I.J.L.K.A.M. chiunque potesse farne richiesta, indipendentemente dalla sua estrazione Aikidoistica, dalla scuola di riferimento e dai gradi in possesso.

L’idea primaria era di riuscire a STARE INSIEME. Difficile solitamente per gli Aikidoka!

Questo progetto ha incontrato numerose difficoltà, ma non solo legate alle nuove conoscenze reciproche da consolidare o alle grandi differenze fra le esigenze interne dei diversi Gruppi di pratica…

F.I.J.L.K.A.M. stessa si è mostrata una realtà molto ostica da orientare ad un simile progetto. La Federazione di cui anche ora noi facciamo parte è sicuramente un’Entità molto grossa, con attività molteplici, ma è oggettivo l’aver constatato come l’Aikido fosse stato parificato a discipline anche molto distanti dalle caratteristiche ed esigenze che la nostra Arte richiede.

La Federazione si è mostrata essere – sicuramente non per volontà personale di nessuno – una macchina burocratica talvolta lenta nel dare le risposte alle domande che le venivano rivolte, spesso anche non del tutto competente nelle stesse.

Quindi il Maestro De Compadri si è spesso trovato nella posizione di “cuscinetto” fa le notevoli pressioni rivoltegli da tutti coloro che volevano entrare a far parte del progetto di Aikido Federale (ma che non ricevevano le adeguate rassicurazioni in merito alla fattibilità pratica di ciò) e la sua stessa F.I.J.L.K.A.M., alla quale egli ha sempre saputo offrire supporto e collaborazione… proprio nell’ottica della sua consapevolezza sul valore che un simile progetto avrebbe significato per tutti!

Ma tutto questo non veniva fatto sicuramente per vedere più cliccato il suo nome sul Web… o per vendere qualche insegnamento segreto in più. Egli ha sempre affermato, in compagnia fra l’altro di O’ Sensei (ottima compagnia!!!), che l’Aikido è commisurato alla propria capacità di donare e donarsi… e che l’unica cosa occulta è la profondità dell’animo umano, piuttosto che la tecnica X o la tecnica Y!

Questo è il comportamento di un Maestro nel fare, soprattutto per la rara capacità di vivere ciò che insegna agli altri.
Il Maestro Fausto De Compadri è stato un esempio di umiltà e coerenza.

Egli aveva iniziato e portato avanti un contatto con l’Aikikai Honbu Dojo per far si che qualunque Aikidoka iscritto a F.I.J.L.K.A.M. potesse vedere riconosciuto i suoi gradi a livello internazionale.

In Italia esistono al momento solo due possibilità per avere questo riconoscimento, senza appoggiarsi su Insegnanti che lo fanno giungere dall’estero: affiliarsi all’Aikikai d’Italia e passare sotto l’approvazione di Tada Sensei, oppure iscriversi alla T.A.A.I. e richiedere identica cosa al Mº Corallini.

Ma il Maestro De Compadri riteneva che molti Aikidoka avessero il diritto di scegliere liberamente la propria affiliazione e quindi che non dovessero ricorrere a “schierarsi” dall’una o dall’altra parte per questioni politiche, quanto perché amassero realmente un tipo o l’altro di pratica.

Ha quindi pensato di rendere disponibili questo tipo di gradi parecchio ambiti a tutti coloro che accettassero di praticare, con lo stile e riferimenti didattici propri, sotto l’egida F.I.J.L.K.A.M.

Questa “liberalizzazione dei gradi” avrebbe forse anche corso il rischio di sminuire o svalutare l’importanza degli stessi, ma la possibilità di modificarne le egemonie “bipolistiche”, avrebbe potuto aggiungere un valore legato alla libera scelta di chi poi vuole vedere riconosciuto il suo impegno.

Non molti però sanno che in fase di contrattazione con l’Honbu Dojo, egli aveva anche ottenuto che il riconoscimento alla Federazione Italiana avvenisse NON in modo personale, bensì nominale nei confronti di chi avrebbe in futuro occupato la carica di Direttore Tecnico Nazionale e Responsabile del Settore Aikido F.I.J.L.K.A.M.

Per essere più diretti: l’Aikikai non avrebbe riconosciuto che la persona del Mº De Compadri potesse rilasciare gradi di tipo internazionale, ma CHIUNQUE avesse la sua qualifica, in futuro, avrebbe potuto farlo in seno alla Federazione, dopo di lui! Questo è il lavorare per la collettività e non per sé, a cui prima mi riferivo!

Tuttavia i baronati male hanno accettato che questo potesse accadere, poiché è fin troppo scomodo che “l’esclusiva” sulla piazza possa essere messa in forse dal far parte di una Federazione libera, trasparente e PUBBLICA, diretta emanazione del C.O.N.I….

Il progetto quindi non è andato per ora a buon fine, ma ci auguriamo che in futuro qualcun altro possa prendere il testimone e portare avanti l’unica cosa che a nostro avviso potrebbe avere senso fare, non lasciare cioè che tutto il lavoro del Mº De Compadri venga buttato al macero!

Il Maestro si è fatto sponsor di chiunque volesse dare eco all’Aikido nella propria zona, grande o piccolo che fosse l’evento in questione, perché gli stava veramente a cuore che l’Aikido non solo si espandesse, ma che lo potesse fare in quell’ottica umana, fraterna e calda, con cui il Fondatore stesso ha donato quest’Arte alla collettività!

Il Maestro mi ha incoraggiato e supportato alla pubblicazione di “Aikido: didattica e pratica” per le Edizioni F.I.J.L.K.A.M. nel 2008, perché credeva che tutti dovessero poter beneficiare del materiale che negli anni avevo raccolto e messo insieme.

Io non credevo neppure ne valesse la pena, ma lui mi ha incoraggiato a persistere, ed oggi circa 1500 Aikidoka in Italia utilizzano questo testo quale riferimento didattico…

Lui è stato perennemente il sostegno di chi voleva impegnarsi per rendere migliore la pratica e la diffusione della nostra amata Arte, cosa che lo ha reso ancora più amabile e rispettabile ai miei stessi occhi.

Poi è stato ancora qualcosa in più, per me: è stato il mio Maestro ed un vero Aiki-Padre!

Ora che non c’è più, sicuramente è notevole il vuoto che provano tutti coloro che in questi anni lo hanno seguito e rispettato, ma si affaccia per essi – me compreso – la grande opportunità di non sentirsi solo “Aiki-orfani”… ma di mostrare di avere capito qualcosa dei suoi preziosi insegnamenti di tatami e di vita: andare avanti con il progetto che tutti con lui condividevamo dal profondo.

Ora che la situazione in F.I.J.L.K.A.M. si fa precaria, che molti hanno già fatto il loro passo indietro all’apparire di alcune notevoli difficoltà dello stare insieme in modo sano, che alcuni si sono mostrati molto interessati a prendere velocemente la posizione che egli degnamente occupava solo per mire di tipo personale…

…ecco che si presenta la vera possibilità di mostrare a noi stessi di aver compreso qualcosa e di impegnarci quindi in prima persona per far si che qualcosa cambi, esattamente come avrebbe fatto il nostro Maestro Fausto De Compadri.

Grazie Sensei per la Via che ci ha aperto, non sono mai riuscito a darle del tu, nonostante me lo avesse ripetutamente chiesto, mi mancheranno i suoi abbracci ed il bene intenso che moltissime volte ha mostrato di provare per me.

Mi impegnerò ad imparare ad abbracciare altrettanto profondamente la Via che ho scelto di seguire, ed il prossimo, con la sua voce in mente che scherza dicendo: “siamo la coppia più bella del mondo”…

M’impegnerò, Sensei, perché il porsi costruttivo in Aikido non sia finito il 15 febbraio 2011 a Mantova… è qualcosa che sento di volere nel profondo e di doverle…

Grazie di cuore Maestro Fausto De Compadri… !!

Kokoro kara, domo arigatoo gozaimasu, Fausto De Compadri Sensei… !!
どうも有難うございますファウ 先生

Copyright Marco Rubatto ©2011-2013 
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L’Ultima Lettera del Maestro De Compadri agli Aikidoka Italiani

Abbiamo ricevuto su Facebook questa pregnante lettera di Luca De Compadri, figlio di uno dei piu’ grandi aikidoka italiani, il Maestro Fausto De Compadri, recentemente scomparso. A De Compadri Sensei, uno dei protagonisti dell’era dei pionieri dell’Aikido in Italia e personaggio di spicco del nostro mondo per oltre quattro decenni, presto dedicheremo uno spazio su questo sito

A nome di mio Padre rivolgo a voi tutti il Suo ultimo pensiero d’amore.

“L’Aikido non è il fine ma la strada dello spirito per raggiungere la trascendenza. Il movimento è la voce del vento interiore, che pulisce l’anima, la quale nella forza trova una semplice illusione della materia, se non riesce a vedere i colori dell’arcobaleno. Più il movimento incontra l’armonia, piu’ l’anima vede l’infinito ed incontra amore. Ma nel tempo l’anima dovrà volare oltre il movimento e quando ciò avverrà l’Aikido avrà compiuto il suo cammino, perché l’allievo vivrà del silenzio profondo della luce di Dio”.
Per espressa volontà di mio Padre rivolgo al Dott. Paolo Corallini un Suo fraterno abbraccio ed un Suo sincero ringraziamento per gli insegnamenti ricevuti. A nome di mia Madre, Sua fedele ed unica compagna di vita, di mia Sorella, figlia affettuosa e devota sino all’ultimo soffio di vita, rivolgo a tutti un profondo ringraziamento per l’affetto manifestato con tanta intensità.
A Silvia, che ha raccolto tutte le sofferenze di mio Padre con il cuore di una figlia, chiedo di rimanerci accanto e di sentirsi parte integrante della nostra famiglia. Vi chiedo, infine, di ricordare mio Padre per la sua umile disponibilità, per il suo animo buono e per l’intensa luce dei Suoi occhi.
A me rimane un dolore incontenibile e sordo, l’atroce mancanza del Suo sorriso e della Sua voce rassicurante. Spero che il tempo tramuti la mia sofferenza in una triste dolcezza.
Nella sincera speranza che l’ Aikido italiano possa trovare la strada dell’unità tanto desiderata, lasciate che vi stringa in un unico abbraccio nel nome di colui, che ora più che mai, mi fa sentire l’orgoglio di averlo avuto come Padre.

Con affetto vero.

Luca De Compadri