Aikido e Integrazione

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Massimo Di Stefano, Assessore allo Sport del Comune di Montenero di Bisaccia, Konteh Aboubakhar, Gambia, rappresentante del Centro di Accoglienza Oltre di Campomarino, Simone Chierchini, Aikido Molise

Sono alcuni anni che assistiamo al sempre crescente fenomeno di un’emigrazione che sradica grandi masse di persone dalla loro terra natia – spesso resa invivibile dalla combinazione variabile di elementi diversi come conflitti armati, guerre civili, intolleranza razziale, religiosa o politica, carestie, malattie, crisi economica. Lungi dal volerci addentrare in sterili discussioni ideologiche, ci ritroviamo a vivere gli effetti di quanto sopra, con la consapevolezza che, a parti invertite, noi faremmo lo stesso.  

di SIMONE CHIERCHINI

Io lo farei: se vivessi in una nazione devastata, dove gli standard minimi di vita sono un’utopia, dove la speranza di vita è la metà del resto del mondo e via dicendo, cercherei di scappare, perché riterrei di aver diritto – anche io –  ad un avvenire migliore. Tutti i discorsi cadono davanti a questa semplicissima considerazione, che viene rafforzata poi dalla consapevolezza che il 99% dei problemi da cui i migranti scappano nei loro paesi, sono stati causati dai governanti dei paesi in cui cercano di emigrare, o dai governi fantoccio da essi finanziati. Anche la sensazione di disagio sociale e la crisi economica nei nostri paesi sono causate dagli stessi mandanti, quindi perché prendersela con chi si trova metaforicamente sulla nostra stessa barca? La paura talvolta ottenebra la mente anche di persone altrimenti equilibrate, e l’odio ne uccide il cuore.

Chi legge queste colonne è coinvolto a vario titolo nel mondo dell’Aikido.

Cari amici, noi abbiamo una meravigliosa opportunità per dimostrare che in quanto aikidoisti siamo anche capaci di mettere in pratica quello che predichiamo: “l’Aikido è il mezzo per unire i popoli in un’unica grande famiglia”, diceva il Fondatore Ueshiba. Allora facciamo la nostra parte.

Non ci scansiamo. Non facciamo finta di non voler capire che sulla pacifica e controllata accoglienza e integrazione dei migranti si gioca tanto la sorte di milioni di vite umane come la nostra, ma anche il futuro civile delle nostre società. In Aikido non ci si difende, non si usano scudi, non si alzano muri, non ci sono razze, religioni, poveri o ricchi, ma solo uomini e donne che si incontrano e intersecano in un continuo divenire. L’Aikido insegna a gestire questo divenire, a divenire questo flusso mentre accade. Oggi il mondo ci offre questo particolare divenire, e sta a noi viverlo con equilibrio e controllo, senza timori, consapevoli che i valori forti e sani, quando presenti, non verranno mai dispersi, e se insegnati con pazienza e diligenza, attecchiranno anche in nuovi terreni.

Copyright Simone Chierchini ©2016 Simone Chierchini
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Festa dello Sport 2016 – Montenero di Bisaccia

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Alcuni dei partecipanti alla lezione dimostrativa di Montenero

Festa dello Sport 2016 – 2a Edizione Memorial “Dino Zappitelli”
1-5 Giugno 2016 – Montenero di Bisaccia (CB)

L’evento è stato organizzato dal Comune di Montenero di Bisaccia e dalla Pro-Loco Frentana, in collaborazione con Fiaba e con il patrocinio del CONI e di Panathlon International. Cinque giorni di sport e non solo.

La lezione dimostrativa di Aikido, diretta da Simone Chierchini, si è svolta sabato 4 Giugno presso il Palazzetto dello Sport di Montenero di Bisaccia.

La Festa dello Sport di Montenero di Bisaccia ha offerto ad Aikido Molise una splendida opportunità per mostrare come l’Aikido funzioni in quanto sistema per la risoluzione dei conflitti interculturali. Aikido Molise ha infatti recentemente avviato un progetto pilota in questo senso e si prepara a fare la propria parte per favorire il processo di integrazione dei migranti nella nostra area. Assieme agli atleti di Aikido Molise, hanno dimostrato gli aikidoka di Aikido Pescara e una rappresentanza di ragazzi del Centro di Accoglienza Oltre di Campomarino provenienti da Gambia, Costa d’Avorio, Guinea Konakry e Mali.

Aikido Molise alla Giornata Nazionale dello Sport 2016 – Termoli (CB)

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Aikido e integrazione culturale

XIII Giornata Nazionale dello Sport
Domenica 29 maggio 2016
Termoli (CB)

Organizzata dal Coni, la Giornata Nazionale dello Sport è arrivata alla sua 13.a edizione, con eventi presentati in tutte le regioni italiane, 95 province, 474 Comuni e un totale di 300mila partecipanti.

Aikido Molise ha preso parte all’evento termolese, che si è svolto su Piazza Monumento e lungo Corso Nazionale, con una selezione mista di praticanti del dojo di Termoli e ragazzi del Centro di Accoglienza Temporanea Oltre di Campomarino di nazionalità pakistana e afghana.

L’Aikido, comunemente noto come Arte della Pace in rispondenza agli insegnamenti del suo Fondatore, il giapponese Morihei Ueshiba, ha come scopo ultimo la risoluzione dei conflitti interpersonali e interculturali attraverso la pratica marziale controllata e non competitiva. Per questo motivo l’Aikido si presta particolarmente a favorire i processi di integrazione culturale ed è spesso utilizzato nei progetti di supporto rivolti alle categorie svantaggiate e nel conflict resolution. Aikido Molise ha avviato un progetto pilota in questo senso e si prepara a fare la propria parte per favorire il processo di integrazione dei migranti nella nostra area.

https://it.wikipedia.org/wiki/Aikid%C5%8D#L.27aikido_e_la_risoluzione_dei_conflitti
http://www.theguardian.com/lifeandstyle/2013/dec/21/column-change-your-life-think-aikido
http://diversitymbamagazine.com/managing-conflict-in-the-workplace-with-martial-arts-thinking
https://thesystemsthinker.com/%EF%BB%BFfinding-balance-what-aikido-can-teach-us-about-conflict/

Aikido, Sport o Disciplina? Intervista a Simone Chierchini

Aikido al Cairo: il movimento diventa mondiale

Aikido al Cairo: il movimento diventa mondiale

Ce lo spiega il maestro Chierchini: intervista al cultore dell’Aikido, un tipo di arte marziale in rapida espansione

di SARA GERARDI

D. Maestro si presenti, chi è Lei?

R. Sono Simone Chierchini nato a Roma 50 anni fa, ma ho lungamente vissuto e insegnato anche a Milano e in Irlanda. Nel 2009 mi sono stabilito in Molise. Figlio dei pionieri dell’Aikido Danilo Chierchini e Carla Simoncini – che introdussero l’Aikido in Italia nel 1964 – ho iniziato a praticare Aikido nel 1972, qualificandomi come insegnante nel 1984, quando ho iniziato anche a insegnarlo. Oggi ho la qualifica di Maestro FIJLKAM, con il grado di 5° Dan, grado conferitomi nel 2008 dall’Aikikai Foundation di Tokyo, la casa madre dell’Aikido. Grazie a questi prestigiosi accrediti, sono l’insegnante di Aikido più qualificato di Abruzzo e Molise.

D. Maestro, ci parli della sua passione per questo sport: come è nata?

R. La mia passione per l’Aikido non ha una data di inizio e neppure una di scadenza. Le arti marziali sono una tradizione di famiglia e mi ci sono trovato immerso fin da bambino. Sono cresciuto e maturato assieme all’Aikido, che costituisce parte integrante ed essenziale del mio bagaglio umano, almeno quanto i miei studi ed esperienze sociali. Grazie all’Aikido ho viaggiato e ho conosciuto il mondo e i suoi abitanti – da anni insegno regolarmente in Irlanda ed Egitto – ma soprattutto conosco me stesso.

D. Ci spieghi le regole base della disciplina che pratica e insegna.

Senza confini: Aikido a Bogotà

Senza confini: Aikido a Bogotà

R. L’Aikido è come una cipolla, possiede numerosi strati, che è possibile sfogliare man mano che si pratica. Lo strato superficiale tuttavia è quello che lo avvicina di più ad una pratica di natura sportiva, ove l’elemento difesa personale è determinante. L’unicità dell’Aikido è però nelle modalità in cui questo si manifesta: l’uomo/donna medi non sono potenti fisicamente, ma con l’Aikido possono essere comunque efficaci, dato che le tecniche difensive dell’Aikido sono basate su movimenti spiraliformi che utilizzano e ridirigono l’energia aggressiva dell’attaccante.
Gli strati più interni della cipolla riguardano maggiormente l’aspetto psicologico/educazionale che quello sportivo. L’Aikido persegue il massimo risultato con il minimo sforzo, ma insegna anche a infliggere il minor danno possibile all’attaccante – che è visto non come un nemico da distruggere, ma come un fratello che sbaglia. Questo è un elemento unico nel mondo delle arti marziali, che è invece caratterizzato da una storia e un linguaggio fisico pieno di violenza. Nell’allenamento di Aikido, gradualmente si ricerca una condizione in cui il controllo e la sensibilità divengono i fattori più importanti della pratica, con l’ovvia conseguenza di formare persone più mature e consapevoli di sé e di quello che li circonda.

D. Le origini di questa disciplina: dove e quando è nata?

R. L’Aikido è stato sviluppato dal giapponese Morihei Ueshiba a partire dagli anni Trenta del XX secolo, ma affonda le sue radici nelle antiche tradizioni marziali nipponiche. I suoi genitori sono la spada e il ju-jutsu tradizionale. In Italia si è diffuso a partire dalla metà degli anni ’60 e conta a oggi circa 15.000 praticanti.

D. Considera questa disciplina un vero e proprio sport al pari di quelli più noti (calcio, basket ecc.) oppure è un’arte, una disciplina che non rientra nella categoria sport, esula dall’esser classificata come sport?

Sempre più su ragazzi!

Sempre più su ragazzi!

R. Come dicevo prima, l’Aikido è una disciplina complessa, che presenta alcune delle caratteristiche degli sport più popolari, ma va molto oltre. Per esempio, come gli sport consente un ottimo esercizio aerobico che tonifica l’intero apparato muscolare in modo bilanciato, migliorando l’equilibrio e la coordinazione motoria; chi fa Aikido regolarmente può aspettarsi di vedere aumentare forza, flessibilità e resistenza. Tuttavia, qui è dove gli sport si fermano, mentre l’Aikido fornisce l’ispirazione e gli strumenti per crescere come esseri umani; molte sono le persone che vi si avvicinano per imparare a difendersi, ma finiscono per trovare soprattutto un efficacissimo metodo di sviluppo psicologico e spirituale.

D. La disciplina che insegna viene e può essere applicata in maniera individuale a coppia, in gruppo o in tutti e 3 i modi?

R. L’Aikido si studia in gruppo, ma nello studio viene applicato a coppie o individualmente a seconda degli esercizi proposti. Gli allievi più esperti studiano anche come difendersi da attacchi multipli e liberi, per meglio prepararsi all’eventualità di un attacco reale. Il tutto è comunque vissuto in un’atmosfera ove l’impegno e l’intensità vanno a braccetto con il piacere di praticare assieme e con il divertimento e la soddisfazione di riuscire a fare cose che si ritenevano precedentemente impossibili. Il lavoro con la spada e con il bastone – che affianca quello delle tecniche a mani nude e le completa e spiega – non manca mai di affascinare gli allievi, facendogli provare sensazioni provenienti da un mondo antico che parla al nostro inconscio con una forza sorprendente.

D. Ritiene che questa disciplina che lei insegna debba essere maggiormente conosciuta e pubblicizzata a livello locale ma anche nazionale?

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Aikido in Irlanda: aprire nuove frontiere

Q. Io ho dedicato già 30 anni della mia vita a divulgare l’Aikido dove serve di più, perché non è presente. Sono stato un pioniere della disciplina in Irlanda durante la mia permanenza in quel meraviglioso paese dove ho vissuto per 14 anni, e ora sono un pioniere dell’Aikido in Abruzzo e Molise, ove per adesso non ha conosciuto una gran fortuna. Spero che con l’aiuto dei miei allievi, degli esperti di altre discipline marziali e delle istituzioni si possa riuscire a dare all’Aikido il ruolo che merita anche nelle nostre regioni. Si parla tanto del problema dell’educazione delle nuove generazioni e della motivazione a vivere bene nelle persone in età adulta, ma tutto quello che vedo fare va nella direzione di renderci tutti consumatori ottusi e staccati dal nostro corpo. L’Aikido insegna che io esisto anche quando non mi occupo del mio abbigliamento, di quanti tatuaggi mi sono fatto, di quando ho acquistato l’ultimo iphone. L’Aikido insegna che anche se ho 50 anni il progresso fisico e interiore sono alla mia portata. Ben venga quindi la diffusione locale e nazionale di una disciplina che rinforza il corpo e apre la mente, in questi tempi bui può essere una sorte di luce nell’oscurità.

D. Ci sono associazioni oltre la sua dove insegna, dove praticare questa disciplina a livello locale? E a livello nazionale?

R. Per l’Aikido in Abruzzo consiglio di riferirsi al sito aikidopescara.com, da noi gestito, da cui si possono ottenere informazioni su dove praticare e come avviare nuovi corsi nella propria città. Il riferimento per il Molise è invece aikidomolise.com. A livello nazionale esistono numerose associazioni di riferimento, collegate al CONI attraverso gli enti di promozione sportiva e spesso con connessioni con il Giappone. Chi vuole orientarsi in questo mondo e conoscerne alcuni interessanti aspetti può visitare il mio blog, aikidoitalia.com. Per ogni domanda sull’Aikido potete contattarmi su Facebook presso https://www.facebook.com/AikidoItaliaNetwork. Sarò felice di rispondere.

Pubblicato il 22/11/2014 su Pescara News. Tutti i diritti riservati
http://www.pescaranews.net/notizie/interviste/5679/akidosport-o-disciplina-ce-lo-spiega-il-maestro-chierchini
Copyright PescaraNews – Sara Gerardi

Siamo Solo Noi!

Vi presentiamo le 7 persone che fanno Aikido in Molise!

Vi presentiamo le 7 persone che fanno Aikido in Molise!

50 anni di Aikido in Italia, una trentina di associazioni di Aikido a spartirsi la torta, ma alla fine in Molise SIAMO SOLO NOI!

di SIMONE CHIERCHINI

Vi presentiamo le sette persone che dopo 50 anni di Akido in Italia rappresentano l’Aikido in Molise! Non è un refuso di stampa: 7 (sette)! In un’intera regione d’Italia, nel disinteresse assoluto dei vertici politici e tecnici di tutte quelle grandiose associazioni da cui me ne sono andato, perché a loro queste cose non sembrano interessare. A loro interessano solo i soldi delle affiliazioni, e che si ingrossino le fila dei partecipanti ai LORO seminari con i NOSTRI allievi, per motivi facili da indovinare.

Lasciamo perdere la propaganda, gente, smettiamola di fare i tifosi lobotomizzati di Aikicalcio e consideriamo i fatti attraverso questa semplice notizia che ho condiviso con voi. Se ne avete voglia, altrimenti amici come prima.

Per me che i dirigenti tecnici e politici delle suddette associazioni siano gialli, verdi o rossi, seguaci di Zico o Maradona, cinesi o algerini, cugini di O Sensei o innovatori fantascientifici, possono andare anche tutti a nascondersi…

Oppure che inizino a investire risorse dove servono, invece di far finta che va tutto bene e papparsi tutto il budget annuale in attività che non portano l’aikido dove manca e il soldo in tasca loro…

Nel frattempo, in Molise continueremo comunque a sorridere, in 7, o giù di lì.

Vuoi saperne di più sull’Aikido in Molise?
Dirigente, vuoi aiutare?
Ci trovi qui! www.aikidomolise.com

Copyright Simone Chierchini ©2014 Simone Chierchini
Per le norme relative alla riproduzione consultare
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