Aikido Blogger Seminar: Un Nuovo Modo di ESSERE Aikido

Insegnanti di Aikido E.T.: Vanno d'accordo fra di loro!

Insegnanti di Aikido E.T.: vanno d’accordo fra di loro!

A seguito di un’importante evento, quale è stato a Torino lo scorso Aikido Blogger Seminar di dicembre, è più che doveroso offrire on-line un rimando di come è andata, giacché questo appuntamento è nato da un’idea degli Aikidoka del Web e proprio dalla rete è stato organizzato. I coordinatori di Aikido Italia Network,  Aikime e Aikido Vivo ne sono stati i promotori, mentre ad Aikime sono spettati gli onori e gli oneri dell’organizzazione. E allora, com’è andata?

di MARCO RUBATTO, FABIO BRANNO E SIMONE CHIERCHINI

Circa 70 Aikidoka (58 adulti e 11 bambini, per l’esattezza!) si sono incontrati nel Dojo di San Mauro Torinese che solitamente viene utilizzato per gli eventi che necessitano di più spazio (vedi i passati Seminar con Patrick Cassidy Sensei o “L’Aikido Torinese Riunito” dello scorso anno).

La provenienza era più che mai varia, sia in termini geografici, che di Scuola e stile di appartenenza: per un week end hanno condiviso abilmente lo stesso tatami un grosso contingente di Aikidoka piemontesi e lombardi, ma non sono mancati anche praticanti giunti dal Trentino Alto Adige, dall’Emilia Romagna, Abruzzo, Campania, Sicilia…
Insegnanti (davvero molti gli alti gradi intervenuti, dal 4º al 6º dan!) ed allievi provenienti da Aikikai d’Italia, di Francia, dalla Scuola di Endo Sensei, dal Kobayashi Ryu, dall’Iwama Ryu, dal Tendo Ryu, dalla Scuola del Maestro Gramendola e del Maestro Grande… appartenenti ai più disparati Enti (F.I.J.L.K.A.M., C.S.E.N., U.I.S.P., F.I.T.A., A.S.C., Progetto Aiki…) sono mirabilmente riusciti a convivere con profitto e vicendevole arricchimento in quest’occasione, pensata per dire la verità… in modo un po’ inconsueto.
La stranezza è consistita nel fatto che i tre Insegnanti che si sono avvicendati a tenere le lezioni (Fabio Branno, Marco Rubatto, Simone Chierchini) hanno iniziato fra loro a COLLABORARE SUL SERIO, lasciando perdere “chi aveva il grado più elevato”, “l’esperienza più lunga”, “la tecnica più sopraffina”… “l’Aiki-verità più vera”… e considerandosi parte integrante del gruppo di PRATICANTI, sia durante la docenza, sia quando non toccava a loro di insegnare.

Leggi cioè: “Si sono divertiti a sudare, cadere… sbagliare, menare e prenderle PURE LORO”!
Questo, secondo noi ha giovato molto all’atmosfera generale, perché ha fatto sentire ciascuno parte di un evento realmente vissuto INSIEME, nel quale non è esistito un “Maestro Buddhico”… da venerare o da imitare anche nei tic facciali, ma una pratica da condividere con l’esempio, l’apertura e la disponibilità di sperimentare cose nuove.

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Uno per tutti, tutti per uno

Vista la grande eterogeneità dei presenti (parlando di estrazione Aikidoistica), le lezioni hanno maggiormente considerato aspetti legati ai principi dell’Arte, rispetto alla tecnica propria di ogni differente metodo (anche se non è mancata neanche quella!)…

In sostanza ci si è sfidati a trovare elementi di unione dei veri percorsi, anziché insistere a sottolineae i particolari che potevano dividere… o far arroccare in una posizione sclerotizzata.

E ci si è riusciti alla grande, anche dai rimandi dei presenti.

Si… perché un’altra delle importanti novità introdotte in questo Aikido Blogger Seminar è stata la possibilità da parte degli partecipanti di esprimersi gli uni nei confronti degli altri e quindi con gli Insegnanti che animavano le lezioni.
L’Aikido, per sua natura, ha un aspetto particolarmente piramidale e meritocratico… ma ecco come abbiamo fatto a renderlo più “orizzontale” e condivisibile:
– al termine di ogni trance di allenamento (sabato mattina, sabato pomeriggio, domenica mattina) abbiamo invitato i presenti a formare piccoli gruppi (3 o 4 persone) e a discutere fra loro di tematiche particolarmente attinenti all’Aikido ed alla sua pratica;
– in seguito a ciò, ci siamo riuniti in un grande cerchio intorno al Kamiza, nel quale ciascuno si è sentito libero di condividere cosa era emerso nel suo micro-gruppo, oltre ogni sorta di impressione, ispirazione, critica che la pratica avesse fatto affiorare in lui.

Inizialmente preoccupati che questo momento potesse non essere capito/vissuto al meglio – la prima volta di una simile proposta sul tatami per la maggior parte dei presenti – ogni cosa però è andata nel modo migliore, in quanto il rispetto personale, delle posizioni ed idee altrui ha fatto da scenario a tutti gli interventi e gli apporti del Gruppo.
Sciolti i primi imbarazzi, è emersa anzi una sana voglia di rimandare le proprie impressioni e punti di vista.
Cosa può indicare ciò?
Forse che la comunità Aikidoistica ha bisogno di “dialogare” e confrontarsi su tematiche (più o meno sempre le stesse)… che fanno sentire soli e immersi nelle problematiche, fino a quando non si comprende che altri praticanti – in altre Scuole, e luoghi del Paese – cercano le soluzioni agli gli stessi problemi!
Noi siamo partiti chiedendo ai presenti una riflessione su questi semplici tematiche:
(sabato mattina)

A1 – quali sono le motivazioni che ti hanno spinto ad intraprendere la pratica dell’Aikido?
A2 – quali erano/sono le tue aspettative rispetto a questa disciplina?
A3 – come pensi di poter in Aikido in essa i tuoi goal personali, se dipendesse da te?
(sabato pomeriggio)

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Fabio Branno con Gabriele Pintaudi

B1 – quali sono le principali problematiche che incontri nella pratica dell’Aikido?
B2 – quanto pensi esse siano dovute al tuo modo di porti e quanto invece causate dall’attuale assetto della società Aikidoistica in cui sei immerso?
B3 – come penseresti di risolvere queste problematiche, se dipendesse da te?

(domenica mattina)
C1 – quali sono dal tuo punto di vista le principali prospetive future dell’Aikido?
C2 – quale sarà il tuo contributo personale al processo di evoluzione della disciplina che pratichi?

Ogni partecipante ha potuto sentirsi – giustamente ed una voltatanto – protagonista dell’esperienza che ha vissuto all’Aikido Blogger Seminar.
Sono venuti fuori rimandi piuttosto articolati ed interesanti… che però in questa sede non menzioneremo, in quanto appannaggio esclusivo di chi ha avuto il piacere di condividere insieme quegli importanti momenti sul tatami.

Una sola cosa ci viene da dire: grazie per la disponibilità con la quale tutto il Gruppo ha risposto agli stimoli offerti ed ha saputo cogliere importanti occasioni di crescita e di approfondimento della reciproca conoscienza fra i presenti.
Ci si frequenta poco, ecco perché a volte nascono barriere così difficili da buttare giù!
Se ci “toccassimo” un po’ più di frequente, anche fra appartenenti a stili/scuole/enti diversi, ci si renderebbe conto che siamo tutti praticanti in marcia verso una destinazione comune, indipendentemente dal mezzo che abbiamo scelto per avanzare.
Avere poi anche la possibilità di parlare con persone il cui contatto poteva essere frainteso o deformato dalle abitudini di pratica che ciascuno possiede, si è quindi rivelato una delle scommessi vincenti dell’Aikido Blogger Seminar!
Nessuna confusione nelle tempistiche: c’è stato tempo per sudare e divertirsi, e tempo per le chiacchiere… spesso nate sul tatami – negli appoisiti spazi previsti – e quindi continuate con i piedi sotto lo stesso tavolo a pranzo ed a cena, davanti ad una pizza ed una bibita!
L’Aikido Blogger Seminar è stato pensato a “basso impatto economico” per ogni partecipante, mirando alla possibilità di una preiscrizione on-line a prezzo agevolato, cercando di ospitare in case private ogni Aikidoka che è arrivato “da fuori” e scegliendo locali in cui è stato possibile pranzare e cenare con qualità a prezzi accomodanti.
Niente che non si riesca a fare con sufficiente organizzazione, e questa ne è stata la prova: tutti gli Aikidoka locali impegnati anche nella parte gestionale (iscrizioni, pulizie, fot, video-riprese)… gli Insegnanti che hanno optato per una sistemazione dignitosa, ma spartana e poco più che un rimborso spese per il loro contributo sul tatami.
Viaggiare e fare esperienza in Aikido anche oggi è POSSIBILE, non c’è crisi che tenga!
Un altra peculiarità: forse il fatto che gli Insegnanti hanno scelto di ritornare innanzi tutto allievi l’uno dell’altro e di ciascun Aikidoka con cui praticavano… ha permesso che non ci fossero “allievi che avevano voglia di fare gli Insegnanti”, come spesso accade a zonzo per i seminari di Aikido.

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Simone Chierchini con Alessandro Costa

Ognuno ha saputo stare semplicemente al suo posto, poiché non avvertiva alcun bisogno di proteggere i suoi spazi o invadere quelli altrui: si era semplicemente in armonia!
Pare poco: dovrebbe essere forse la norma, ma provate a girare un po’ e fate caso a quante volte capita…
Praticare in un’atmosfera semplicemente serena, rilassata e proficua è stato il principale goal che ha fatto innamorare i presenti e ripromettersi che questa non avrebbe vdovuto essere l’ultima volta insieme!
Molto probabilmente quindi… to be continued!
Ma ora lasciamo semplicemente che le gallerie fotografiche esprimano meglio le sensazioni che abbiamo provato a Torino lo scorso 15 e 16 dicembre: ne abbiamo caricate 300 nella pagina FB dell’HARA KAI (l’A.S.D. che ha patrocinato l’evento, nella quale vi chiediamo gentilmente di cliccare il vostro “mi piace”! ^__^)…
Le potete vedere cliccando QUI, dopo aver effettuato il log-in su Facebook…
e 200 (abbiamo raggiunto il limite massimo consentito) sul Flickr cliccando QUI, per chi non fosse presente sul popolare Social Network.
Giudicate voi dalle espressioni dei volti cosa vi siete eventualmente persi, o cosa avete attivamente contribuito a creare…

Ecco anche un breve report VIDEO!

Inoltre – probabilmente per la prima volta in Italia, se non nel mondo! – questo evento è andato in streaming in diretta, grazie all’amico Massimiliano Gandossi sul canale Tendo Ryu Italia.

Potrete rivedere frammenti di esso cliccando QUI (prima parte, seconda parte, terza parte)!
Non sapevamo di avere questa possibilità: la prossima volta ci organizziamo meglio e pubblicizziamo meglio la cosa… in modo che possiate seguirci da casa e proiettarvi in salotto se non riuscite ad essere con noi sul tatami!
Fabio, Simone e Marco gradirebbero ricevere, anche in forma anonima, feedback “col senno di poi” da parte dei presenti che avessero piacere di condividere le loro sensazioni a freddo.
I contributi (RISPETTOSI, indipendentemente dalle opinioni rimandate) verranno pubblicati sui Blog.

Potete scrivere direttamente nei commenti o alle e-mail che trovate on-line: vi ringraziamo sin d’ora per quanto riceveremo, che sarà per noi strumento di ulteriore miglioramento per il futuro!
We are Newtype Aikidoka!

Fabio Branno
Marco Rubatto
Simone Chierchini

Marco Rubatto e Max Gandolfi

Marco Rubatto e Max Gandossi

Uno speciale ringraziamento è d’obbligo per Marco Rubatto e i suoi allievi per essersi sobbarcata la fatica di organizzare questo evento

Streaming registrati da Max Gandossi:
CLICCA PER CONNETTERTI

Fotogalleria su Facebook:
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Fotogalleria su Flickr:
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Trailer di Presentazione dell’Aikido Blogger Seminar 2012
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Parole e Fatti: Ecco l’Aikido Blogger Seminar 2012
Articolo di presentazione di Simone Chierchini

Seminario: Aikido Blogger Seminar 2012 a Torino

L’Aikido della rete si incontra a Torino

Aikido Blogger Seminar 2012

Fabio Branno, Aikido Vivo
Simone Chierchini, Aikido Italia Network
Marco Rubatto, Aikime

15-16 Dicembre 2012

Torino, Italia
Yoshin Ryu Aiki Dojo, Scuola Giorgio Catti, Via Magenta, 11 – San Mauro Torinese (TO)

La sede del seminar, in una tranquilla zona della prima periferia di Torino (a 600 m dal confine cittadino), è situata in un’ampia palestra dotata di 250 m² di tatami, che garantisce una pratica confortevole, in un’atmosfera serena, intensa e raccolta. Al di fuori del Dojo è presente una vasta area verde di circa 500 m²

SCARICA BROCHURE E DOMANDA DI ISCRIZIONE

Benvenuti al primo Aikido Blogger Seminar organizzato in Italia!

Questa piccola guida è stata creata per descrivervi nel dettaglio le innovative caratteristiche dell’evento e fornirvi supporto completo per quanto concerne la Vs. partecipazione a questo importante evento del panorama Aikidoistico del ns. Paese. Il raduno nasce per consentirci sicuramente di praticare Aikido insieme, ma unito all’inedita possibilità di: far incontrare fisicamente per la prima volta il crescente popolo Aiki-Web-nauta, che si incontra ormai con regolarità in modo virtuale, davanti agli schermi di portali Web, Blog e Forum dedicati all’Aikido; compiere insieme un vero e proprio percorso tematico della durata di un weekend, supportati dalla guida di tre noti Insegnanti, provenienti da indirizzi tecnici distinti, che si “passeranno la palla” per sviscerare e sviluppare quanto di tradizionale e di innovativo ci possa attualmente essere sul panorama Aikidoistico italiano; un’interazione costante fra gli allievi e gli Insegnanti presenti e fra ciascun praticante ed il resto del Gruppo, tramite specifici momenti di confronto, scambio e condivisione: avrete modo di confrontarvi sulle motivazioni che vi spingono alla pratica, sulle problematiche più comuni che si incontrano in essa e sulle principali prospettive di sviluppo dell’Aikido, secondo “il taglio” che ad esso intenderemo dare in futuro con il proprio contributo; un’attenzione particolare alla didattica riservata ai più giovani, spesso sottovalutata all’interno di alcune Scuole… alla quale verrà dato spazio in una lezione in compresenza di giovani Aikidoka in erba. Un investimento importante sull’Aikido di domani!

Informazioni:
Marco Rubatto 338/2336967 shuren@virgilio.it
Simone Chierchini 345/3943286 schierchini@gmail.com
Fabio Branno 320/0397002 fabiobranno@virgilio.it

Quote di Partecipazione:
Prenotazione (entro il 30/11/12): intero Seminar: 35,00 €
Pagamento tramite bonifico bancario intestato a “HARA KAI -A.S.D.”
IBAN IT 62 H 01030 01020 0000012998812
Causale: “Aikido Blogger Seminar 2012 – [Cognome] [Nome]”
Pagamento sul posto:
Intero Seminar: 45,00 €, Singola frazione (3,5 h.): 16,00 €, lezione Aikido bambini: 5,00 €; possibilità di partecipazione GRATUITA per gli Insegnanti: per info, contattare la Segreteria

Programma Completo dell’Evento:
SABATO 15/12/12 – MATTINO
Tema: Che cos’è l’Aikido?
8:30 – 9:30: accredito
9:00 – 9:30: meditazione (facoltativo)
9:30 – 10:20: lezione Simone Chierchini
10:30 – 11:20: lezione Fabio Branno
11:30 – 12:20: lezione Marco Rubatto
12:20 – 13:00: lavoro di discussione in piccolo e grande gruppo

SABATO 15/12/12 – POMERIGGIO
TEMA: Quali sono le problematiche della pratica dell’Aikido?
14:30 – 16:00: accredito
15:00 – 15:50: lezione Aikido bambini. Ogni praticante adulto è invitato a partecipare attivamente sul tatami… ed a ritornare bambino!
16:00 – 16:50: lezione Fabio Branno
16:55 – 17:45: lezione Marco Rubatto
17:50 – 18:40: lezione Simone Chierchini
18:35 – 19:00: lavoro di discussione in piccolo e grande gruppo
20:30 – tarda notte: CENA insieme

DOMENICA 16/12/12 – MATTINA
TEMA: Quali sono le nuove prospettive dell’Aikido?
8:30 – 9:30: accredito
9:00 – 9:30: meditazione (facoltativo)
9:30 – 10:20: lezione Simone Chierchini
10:30 – 11:20: lezione Fabio Branno
11:30 – 12:20: lezione Marco Rubatto
12:20 – 13:00: lavoro di discussione in piccolo e grande gruppo

I Promotori dell’Aikido Blogger Seminar 2012:
Fabio Branno
, Napoli, classe 1976, Insegnante professionista proveniente dalla Scuola Aikikai dei Mºtri Christian Tissier & Seishiro Endo, praticante da oltre 20 anni, “figlio d’Arte” e padrone di casa del Blog “Aikido Vivo” e del portale “Aikido & Dintorni”.
Marco Rubatto, Torino, classe 1974, Insegnante professionista proveniente dalla Scuola di Iwama del Mº Morihiro Saito, praticante ventennale, promotore di numerosi eventi di scambio Aikidoistico e ideatore del progetto “Aikime”
Simone Chierchini, Vasto, classe 1964, proveniente dalla Scuola Aikikai d’Italia dei Mºtri Hideki Hosokawa & Yoji Fujimoto, anch’egli “figlio d’Arte”, già Direttore Tecnico dell’Aikido Organization of Ireland ed ora del Takemusu Aikido Egypt; gestisce il Blog “Aikido Italia Network”

ARTICOLI DI PRESENTAZIONE DELL?AIKIDO BLOGGER SEMIANR 2012
Da Aikido Italia Network:
http://aikidoitalia.com/2012/10/01/parole-e-fatti-ecco-laikido-blogger-seminar-2012/

Da Aikime:
http://aikime.blogspot.it/2012/10/aikido-blogger-seminar-la-prima.html
http://aikime.blogspot.it/2012/11/aikido-blogger-seminar-2012-aperte-le.html

Da AikidoVivo:
http://aikidovivo.blogspot.it/2012/10/aikido-blogger-seminar.html

PRESENTAZIONE VIDEO

I “Grandi” dell’Aikido e la “Sindrome di Padre Pio”

Il Fondatore e i Grandi Shihan dell’Aikikai Hombu Dojo

Già lo so che farò arrabbiare un sacco di gente, ma oggi parleremo comunque dei “Grandi” personaggi dell’Aikido e del carosello che si fa attorno al loro nome. Esamineremo quella sorta di amore invasato e cieco che tanti nutrono per i loro santini e santoni e cercheremo di capire i motivi della conseguente furia quasi religiosa che acceca taluni quando si discute, esamina, interpreta e talvolta critica l’operato dei suddetti mostri sacri

di SIMONE CHIERCHINI

Non c’è bisogno di stare a perdere troppo tempo per riaffermare cose che sono ovvie a chiunque abbia ricevuto un minimo di educazione dai propri genitori: che sia dovuto il giusto rispetto a tutti coloro che seguono le regole della civiltà, a cominciare da quelli che hanno fatto la storia nel proprio campo, fino all’ultimo dei propri colleghi sul posto di lavoro, o sul tatami di fianco. Tuttavia, questa che è un’ovvietà quasi banale, spesso trascende in una serie di atteggiamenti che vanno osservati un po’ più da vicino, se si vuole capire il perché di tante parole spese sui “Grandi” dell’Aikido, di tante foto postate sui social network e di infinite discussioni arroventate e maleducate sui forum di arti marziali.

Toccategli tutto, graffiategli la macchina nuova, rubategli la fidanzata, pigliateli a mazzate, ma non dite ai rispettivi tifosi che Saito (Tohei, Shioda, Tada, Yamaguchi, … O’Senseiiiiii!!!!) non sono necessariamente quelle figure statuarie – cristallizzate in una divina perfezione tecnica, morale e umana – che i suddetti hanno costruito nel loro subconscio e che li rende paragonabili nella devozione che ricevono ai santi cattolici di altri tempi. Proprio come nei tempi andati, osare dire che costoro erano (sono) dei semplicissimi esseri umani, con le loro grandezze e le loro numerose piccolezze, esattamente come tutti noi, può causare la messa all’Indice, la scomunica, o addirittura il rogo…

Sono veramente tanti quelli che si irritano a morte se anche solo si discute, per esempio, della genesi del bukiwaza di Iwama, su quale sia stato il ruolo di Morihiro Saito (se geniale sintetizzatore o pedissequo raccoglitore del lavoro del Fondatore), oppure sulla genesi dell’Aikido stesso (se il Fondatore abbia o meno clonato il Daito, come hanno sempre sostenuto da quella parte della barricata, oppure se lo abbia reinterpretato in un senso del tutto originale, come hanno insegnato a dire a noi aikidoka), e via dicendo. Schierati in squadre spesso contrapposte, armati fino ai denti dei santini e dei DVD dei loro amati, tutti costoro detestano ferocemente chi osa parlare senza adorare i loro amori giovanili in hakama (anche se questa gente ha spesso passato gli ‘anta), spesso però riunendosi in un coretto saccente rivolto a tutti gli altri (“Screanzati & Lazzaroni!!!!”), specie quelli che non si occupano solamente di sudare sul tatami e tirare bokkenate ai fantasmi 300 ore al giorno, ma usano anche il cervello e il materiale cartaceo e video a disposizione per cercare di capire cosa stanno facendo, a causa di chi lo stanno facendo e per quale motivo lo stanno facendo.

Lasciamo perdere i duelli in nome dei “Grandi”…

Oggi, grazie ai social network, possono poi scambiarsi le proprie opinioni su quello che hanno scoperto strada facendo. E’ chiaro che a volte ci sono anche dei babbei diplomati che aprono bocca e parlano di tutto senza mettere in funzione il cervello, ma chiunque abbia un minimo di cultura settoriale non dovrebbe farci caso più di tanto: mica smettiamo di andare al cinema, anche se una prendiamo una bufala, semplicemente ci segniamo il nome del regista e lo evitiamo in futuro…
Io penso che non valga mai la pena di accapigliarsi con nessuno per difendere il “buon nome” di Morihiro Saito, Jigoro Kano, Platone o Osho. Prima di tutto perché a loro non serve il nostro sostegno da nulla, secondo perché è meglio essere e rimanere amico di uno che magari non ama il maestro Gigetto Dannillo, ma è un’ottima persona, che litigarci in nome di una pseudofedeltà alla propaganda di “Famiglia”, famiglia (con accento siculo) cui – badate bene – di voi non frega assolutamente nulla…
Eppure, ogni tanto qualcuno arriva imperterrito a farci la ramanzina, a spruzzare veleno, e talora a insultarci direttamente, perché saremmo dei chiacchieroni scansafatiche (la ramanzina, però, ce la fanno sui social network, su cui anche essi sono a ciclo continuo, altrimenti come farebbero a impicciarsi continuamente delle cose che dicono non interessar loro, ma di cui sono a perfetta conoscenza?), e soprattutto vorrebbero mettere un po’ di museruole a destra e manca, per far tacere quelli che secondo loro offendono il “buon nome” dei “Grandi”, che sì, facevano per davvero Aikido, non come noi mezze calzette di oggi.

Il collega aikidoka e blogger Fabio Branno secondo me mette il dito nella piaga quando afferma che questi discorsi “(…) nascondono i semi dell’indottrinamento, dell’oscurantismo e dei limiti segnati a priori”, paragonando il già citato “Inno al Silenzio e alla Pratica”, così spesso ululato su Facebook, al veleno nella mela di Biancaneve. Se da una parte, infatti, sembra una cosa bella e ovvia, e lo è pure, tuttavia questo atteggiamento di sudditanza reverenziale nei confronti di chi ci ha preceduti nei nostri passi (che noi magari riprodurremo a modo nostro, come natura richiede), oltre a tarpare le ali dell’aikidoka di valore, smorzandogli la capacità di critica (costruttiva) e quindi la possibilità di crescere, è l’uovo e la gallina del nascere e proliferare delle organizzazioni di Aikido gestite col sistema piramidale. Infatti chiunque non abbia gli occhi foderati di prosciutto si sarà reso conto che esse funzionano con il nehandertaliano principio sintetizzabile in “Io ho il grado più alto e comando, tu ce l’hai più basso e stai zitto”.
E siccome a noi queste organizzazioni aikidoistiche non piacciono, e aborriamo le gestioni sociali di modello preistorico mascherate da democrazia, parliamo, eccome.
E parliamo ANCHE dei mostri sacri. Perché non si dovrebbe parlare, in lungo e in largo, dei grandi dell’Aikido? Qual’è il problema? Si sono scritte biblioteche su ciascuno dei personaggi famosi della storia, dell’arte, della musica, della letteratura, ma nessuno se ne scandalizza. Dovremmo limitarci a consultare le biografie patinate dei grandi maestri messe su dalla propaganda dei vari enti che a loro si rifanno e che hanno spesso la sincerità e la spontaneità di un elogio funebre? Dire che noi non possiamo esaminare le loro opere perché non siamo bravi come loro, e quindi non siamo degni di profferire verbo, corrisponde ad affermare che qualsiasi forma di critica letteraria, artistica o musicale non avrebbe senso, perché chi critica il lavoro di Picasso non è bravo come Picasso, o chi dà un 4 in pagella sulla Gazzetta a Totti dopo una partita schifosa è un’idiota, perché non è capace di giocare bene a palla come il Pupone.

Ognuno si informa come crede…

Chiedere ad un aikidoka di limitarsi a praticare, invece di informarsi e discutere – oltre a praticare – è come chiedere ad un credente che studia la storia delle religioni di lasciare i propri studi e rinchiudersi in chiesa a pregare. Sapere è potere! Sapere conferma e conforta nelle proprie scelte, se giuste, o aiuta a spostarsi in una direzione diversa, se necessario. Chi si infastidisce della curiosità altrui, ha semplicemente paura di scoprire che il proprio mulinare il jo in questa o quella direzione – a imitazione di X o Y – potrebbe un giorno rivelarsi una totale perdita di tempo… Meglio qualche centinaia di bokkenate di meno e un po’ di relax con la famiglia e quattro chiacchiere vere o virtuali con gli amici in più, senti a me!

Un altro aspetto di cui bisogna occuparsi è l’amata libertà di parola, e conseguentemente di critica, una delle poche conquiste notevoli dell’era moderna. A me non piace Mozart, da parecchi considerato la vetta del genio artistico, e allora? Non posso dirlo? Non credo a una virgola di ciò che concerne la santità di Padre Pio, quindi? Non ne posso discutere su Facebook? Secondo me la politica dei governi contemporanei è fascismo tecnocratico e allora? Mi volete levare la possibilità di affermarlo sui social network e mettere al confino?  Anche se tutti diciamo a tratti la nostra dose di scemenze, nessuno si sognerebbe di autonegarsi la facoltà di esprimersi, perché alla nostra propria libertà di parola ci teniamo tutti, e assai, anche se a volte la vogliamo levare al prossimo. Se alcuni hanno riserve sull’operato di questo o quel maestro (magari raramente a ragione) cosa facciamo? Come ai tempi dell’Inquisizione? Chi osa uscire dalla linea ufficiale lo disintegriamo?
Personalmente non mi piacciono i criticatutto, ma ci posso pur sempre discutere, mentre quelli che ci vogliono per forza far star zitti e pedalare mi fanno venire i brividi, perché mi fanno venire in mente l’esilio, il Gulag o i campi di lavoro forzato. Hanno crocefisso Gesù, bruciato Jean d’Arc, messo in galera Galileo Galilei, ecc ecc. Altro che criticare!
E poi lo vogliamo accettare il fatto che fa parte dell’animo umano discutere sui “grandi”, proprio perché più visibili, e spesso trovarne le “piccolezze”, di cui sono talvolta ben dotati? I santoni dell’Aikido, TUTTI inclusi, non fanno eccezione. Sono uomini!

E qui arriviamo a quella che io ho battezzato la “Sindrome di Padre Pio”: il rapporto dell’inconscio collettivo della comunità aikidoistica con la figura del Fondatore come presentata a partire dalla sua morte: un incrocio che sta a metà tra il cartone animato e San Gennaro (“C’è gente che va raccontando che si spostava istantaneamente e ricompariva improvvisamente ad un chilometro di distanza e sciocchezze simili. Io sono stato a lungo con Ueshiba Sensei e posso dire che non possedeva poteri soprannaturali.” Koichi Tohei). Quest’uomo era schivo, odiava gli onori, il chiasso, le organizzazioni. Se avesse voluto stare al centro di una specie di carosello, perché mai avrebbe lasciato la gloria e il denaro di Tokyo per il campicello e le ristrettezze della Prefettura di Ibaraki (che al tempo era come andare a vivere a Hic Sunt Leones)?
Se ritornasse in vita e vedesse le sue statue, tutte quelle foto appese a destra e sinistra, se leggesse tutto quello che si ascrive a suo nome (senza un accidente di sostegno documentale), e soprattutto se vedesse tutto quello che in molti combinano (e non parlo di tecniche) dopo aver dottamente citato i suoi doka, dubito che sarebbe contento. Probabilmente assisteremmo ad uno di quei famosi sbotti di ira che lo caratterizzavano e che sono invece documentatissimi, ma sottotaciuti dalla agiografia ufficiale.
Poi, da buon vecchio furbo, si farebbe la plastica facciale, cambierebbe nome, e si andrebbe a nascondere in una qualche altra Iwama spersa chissà dove, ben alla larga dal rumore, dal ciarpame di cui sopra e dall’amore isterico di troppi piccoli uomini affamati di affermazione personale e giustificazione per le proprie azioni.

Copyright Simone Chierchini ©2012Simone Chierchini
Per le norme relative alla riproduzione consultare
https://simonechierchini.wordpress.com/copyright/

Aikido e Politica

Aikido e politica: non c’è dicotomia

Ci sono parecchi aikidoka dei quadri intermedi e avanzati che continuano a dirci, come in un disco rotto, che l’Aikido si deve fare solamente, che non se ne deve parlare: l’Aikido è sudore e sangue! Quindi noi bloggers e chi ci segue, commenta e discute con noi sui social network saremmo tutti una massa di sfaccendati che tra l’altro non capisce nulla di ciò di cui di volta in volta si tratta

di SIMONE CHIERCHINI

A parte il semplicissimo fatto che si può chattare per un’oretta quotidianamente su Facebook o Skype, e dedicare comunque 15-20 sudatissime ore settimanali alla pratica come parecchi di noi chiacchieroni fa, questo atteggiamento di fastidio mal celato nei confronti di chi, a torto o a ragione, si interroga sui multiformi aspetti della nostra disciplina – in modo chiaro o confuso, amichevole o conflittuale, produttivo o inconcludente che sia – rivela un atteggiamento mentale su cui è forse il caso di andare a far luce.
Prima di tutto, chi non è interessato ai nostri lavori e alle discussioni che ne scaturiscono sulla storia dell’Aikido, sulla sua tecnica, sulla filosofia e gli scopi dell’Arte, sulle dinamiche e i contrasti fra le varie componenti che la caratterizzano, può semplicemente evitare di andare su Facebook, o smettere di leggere blog come Aikido Italia Network, Aikime o Aikido Vivo (con cui non siamo sempre e solo d’accordo, ma che svolgono comunque la loro importante funzione). Chi ve lo vieta?
Se non sentite il bisogno di informarvi, se siete sicuri di quello che fate e pensate di sapere, o semplicemente se vi stiamo antipatici, siamo felici per voi, non c’è problema: fate click sulla X nell’angolo in alto a destra dello schermo del vostro computer e tornate alle vostre faccende. Tuttavia lasciateci discutere in pace, senza tranciare giudizi di condanna perché noi invece sentiamo la necessità di farlo.
Però, visto che da una parte vi piace giocare a fare i superiori, e dall’altra passate il tempo a guardare dal buco della serratura, vi invito a meditare sul fastidio che gli aikidoka pensanti vi arrecano con la loro semplice esistenza. Perché vi irritano così tanto?
“Perché non sanno niente!”
“Perché quello ha scritto un libro e ha fatto tre anni di Aikido!”
“Perché quello è allievo di Pinco Pallino sensei e a me sta sul gozzo”
… e via dicendo con roba simile, che neppure mio figlio Luke – che è tredicenne – si sogna più di dire da almeno un paio d’anni.
La chiave di lettura, secondo me, è la solita, e può essere riassunta in quello che un famoso maestro di Aikido napoletano – un tempo oppositore di professione, e oggi più realista del re – al termine di un seminario ebbe modo di dirmi a proposito della situazione dell’Aikido in Italia : “Il pesce puzza sempre dalla testa”.

Dio è mio, e guai a chi me lo tocca

Elaboro meglio: anche se nei discorsi pubblici, improntati al politicamente corretto, tutti questi signori di cui sopra sono degli iperdemocratici e delle pecorelle piene di modestia e rispettose del prossimo, in realtà pensano che, almeno per quel che riguarda l’Aikido, ne sanno più di tutti loro personalmente, o il loro maestro, o il loro shihan di riferimento, o la loro scuola di riferimento, o O’Sensei in persona, che però tutti sanno era uno di loro.
E’ il fideismo che spinge questa gente a guardare male chi parla e si confronta, perché essi osano discutere in pubblico della loro religione, l’Aikido, delle loro chiese, le Federazioni, dei loro profeti, gli Shihan, delle loro parrocchie, i dojo. Buona parte di questi signori, però, pensa di pensare queste cose, ma in realtà qualcun altro gliele le ha infilate in testa, in decenni di frequentazione dello stesso ambiente monocorde e in assenza del sano dubbio instillato dalla colpevole mancanza personale di confronto con realtà diverse dello stesso settore.
Ci spiace sinceramente per loro, e speriamo che possano prima o poi aprire gli occhi, meglio se attraverso la lettura di un articolo come questo, o il colloquio sul web, o a quattrocchi, con un amico, prima che ci pensi qualcun altro dall’alto, ledendone, ad esempio, i piccoli interessi acquisiti di parte.
Il fatto è che a noi sembra che si possa e si debba essere interessati di Aikido sia sul tatami che fuori, e che i social network abbiano un’importanza enorme nello sviluppo dell’Aikido contemporaneo solo un cavernicolo può mancare di comprenderlo.
Bisogna fare Aikido e occuparsi di politica dell’Aikido. Non c’è dicotomia. Anche l’Aikido sul tatami è politica, solo che sul tatami è negoziata fisicamente, attraverso il corpo. Se essa rimane solo sul tatami ed è fatta solo attraverso il corpo, non serve a niente, e può diventare una forma di masturbazione mentale che ha già mandato fuori asse decine di baldi yudansha. Come dice un mio amico avvocato, così è solo una serie di esercizi ginnici medievali con nessuna applicazione nella vita di oggi. Io aggiungo che l’unica differenza che in questo caso avrebbe rispetto al calcetto è la meccanica, e tra l’altro il calcetto è meglio: almeno alla fine chi è scarso sta zitto e va a casa.
Il punto è fare dell’Aikido la propria politica, e non fare i politicanti dell’Aikido… ossia portare il bello dell’Aikido fuori, non lo schifo esterno dentro all’Aikido, di cui invece, spesso e volentieri, i mandanti di quelli cui farebbe piacere zittire i blog sono specialisti pluri-decorati e veri shihan, finalmente.
Personalmente non ho certezze, né nella mia vita personale (a parte l’amore per i miei figli), né nel mio Aikido. Ho studiato con tanti maestri, ho visto tante cose, mi sono tolto alcune soddisfazioni non comuni, ma non ho nessun problema a dire pubblicamente che ancora ci capisco poco di Aikido e forse rimarrò così vita natural durante. Tuttavia ho la cultura e l’umanità sufficiente per lavorare con impegno e dedizione con i miei allievi e con i colleghi che vogliono condividere la loro uguale semi-ignoranza, accettando l’idea del confronto, alla pari.
Con buona pace di coloro che invece sanno già tutto e dei loro associati di oggi e vittime di domani: mettevi l’animo in pace, non abbiamo intenzione smettere di fare Aikido, né di farci mettere il bavaglio, quindi fatevene una ragione.

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Ho Una Passione, Anzi Due

 

Ho una passione, anzi due, per le arti del Budo e per la verita'

Diversi mi hanno chiesto: “Ma Simone, chi te lo fa fare?”, oppure “Che te ne viene a fare il Don Chisciotte dell’Aikido italiano? Ma lascia perdere…”

di SIMONE CHIERCHINI

La risposta e’ semplicissima.
Ho un male incurabile, che scorre nella genetica della mia famiglia: ho una passione, anzi due, per le arti del Budo e per la verita’.
Per curare questo blog, ad esempio, mi ci vogliono circa un paio d’ore del mio tempo ogni giorno della settimana, tempo offerto alla nostra comunita’ aikidoistica in forma assolutamente gratuita. In esso si manifesta appena un bagliore della mia passione.
Questa passione ha un costo? Oh si, assolutamente…
Costa tempo ed energia, tanto per cominciare. Quando uno finisce contagiato da una vera passione, il tempo libero sparisce, e tutte le energie, fisiche e mentali, vengono ingoiate da essa.
La famiglia si deve armare di pazienza e comprensione, evitando gelosie e contrapposizioni, perche’ succede che a volte la passione di cui sopra si metta di mezzo persino alle cose di casa.
La mia passione ha lo stesso effetto di una droga, si nutre da se’, e niente puo’ fermarla, ne’ la stanchezza, ne’ l’inadeguadezza personale, ne’ la paura di chi e’ piu’ forte.
La vita finisce per ruotare attorno ad essa: amici, alleati, colleghi, maestri, tutti vanno e vengono esclusivamente in relazione al loro rispettare o meno i dettami di essa. Chi ama il Budo e non mente, rimane, agli altri dico invariabilmente addio.
Esiste una linea sottile fra cio’ che la gente normale chiamerebbe pazzia e gli appassionati passione.
Tuttavia, in che punto il giorno si scioglie nel crepuscolo e diventa notte?

Leggi “Mi Chiamo Fuori…”

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Aikido, e Blogs

Angelo Armano Sensei a Bacoli (2011)

Sono un po’ vecchio, nel senso che mia figlia che ha 14 anni, ha la patente europea di computers, mentre per me il web rimane un linguaggio ostico, facendomi sentire un soggetto retrivo, che si è fatto passare il tempo sulla pelle. Dovrei prendere esempio proprio da Osensei, che pur illuminato, non disdegnava guardare la tv in compagnia del nipote, l’attuale Doshu, godendosi di gusto le avventure dei samurai!

di ANGELO ARMANO

Quando mi avventuro sul web e per caso riesco ad entrare nel blog di qualche sito d’aikido, non posso fare a meno di rimanere perplesso. Probabilmente ho capito molto poco di Osensei.
Forse però il mio pregiudizio deriva anche dal fatto che mi son dovuto occupare professionalmente di diffamazioni tramite blog e, volente o nolente, dal mio punto di vista, ho dovuto approfondire la cosa.
Il blog è un luogo mediatico dove chiunque, senza firmarsi ( anche servendosi di lettere a firma apocrifa o del tutto inventate) può imbastire delle vere o presunte discussioni, su un argomento qualsiasi, in questo caso il tema del blog -che può essere appunto l’aikido-, venendo abilitati a dire di tutto un po’.
Insomma lettere anonime che chiunque può leggere!
Le mode prendono piede e la libertà di parola o di critica, tanto care al nostro spirito occidentale (a me per primo), sembra che non possano patire limitazione alcuna, nemmeno di buon gusto.
Un blog può servire per fare lotta politica, e divenire più insidioso di un giornale, potendo pubblicare “lettere” di cittadini sdegnati…. che a volte non esistono o non sono rintracciabili.
Privilegi dell’attualità.
Ogni “parte” tende ad attivare lo strumento; gli argomenti possono silenziosamente vociare, senza sfociare in alcuna vera discussione, in quanto anche per il web vale il detto: “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. Spesso il risultato è solo stucchevole.
Mi chiedo quale sarebbe l’opinione di Osensei, vedendo l’aikido dei suoi allievi diretti ed indiretti, sbertucciato ben bene da una banda di vocianti, capaci però, grazie al mezzo, di un clamore inaudito.
Qualsiasi soggetto minimamente presente, mi contesterebbe che la domanda è puramente retorica, in quanto, tutt’al più, potrei venire a sapere cosa ne pensa il sottoscritto, che ha un’unica argomentazione a suo favore: si sottoscrive, appunto.

Gemellaggio Aikido Chieti-Vasto-Francavilla: Agatino Costa Sensei (2011)

Da qualche parte, in passato ho scritto che gli allievi diretti di Osensei, avevano qualche responsabilità sullo stato di contrapposizione e conflittualità, i cui effetti si avvertono ancor oggi.
Ho affermato ciò, facendo una considerazione più che altro fenomenica, senza pretesa di giudicare nessuno, essendo quei maestri, gli stessi ai quali mi vado ad inchinare con sincera devozione, nella speranza di procedere con il mio aikido.
E procedendo, mi dico che l’aikido è tante cose, ma in primis una maniera per rispondere all’aggressività, sfidando il principio fisico, prima ancora che psichico, di azione e reazione.
Il livello psichico può essere anche peggio di quello meramente fisico -che ha il pregio di una proporzionalità impersonale- in quanto rincara la dose e personalizza gli eventi.
L’acqua non monta una questione personale col sasso che ne contrasta il cammino, nel bel mezzo del ruscello. Semplicemente gli gira attorno.
Questa semplicità, il più delle volte, non è alla nostra portata.
Siamo affezionati al punto da essere “fissati”, con i nostri contenuti interiori, con le nostre proposizioni fideistiche, da contrapporci distruttivamente a chi non fa altro che compiere il nostro stesso gesto. Le fissazioni hanno regolari interfaccia in paure inconsce, che non affrontate, le cementano sempre più, ponendoci in contrapposizione a chi… non la pensa come noi. Il dilagare della conflittualità.
E’ a questa conflittualità che vuol dare risposta l’aikido, una risposta non fumosa, ma chiara.
Aikido ga goriteki desu
“L’aikido è razionale”. E lo è nelle sue forme e nel suo linguaggio. Lo è nell’attitudine a distinguere tra mondo interno e mondo esterno, nell’evitare che il nemico interno si materializzi nell’interlocutore esterno.
Insomma avremo vedute, interessi e gusti diversi, la nostra comunicazione può partire anche in maniera infelice, ma non c’è bisogno di distruggere nessuno, pur non avendo intenzione di soccombere all’ingiustizia.
Il punto di vista dell’aikido, a tal proposito, non è un “pensiero debole” e neanche un delirio di onnipotenza distruttiva; vuole prendere atto della realtà, esorcizzare i fantasmi, tendendo ad una relazione non conflittuale.
“L’aikido è percorrere le tre forme (quadrato, triangolo e cerchio) con un cuore puro”.

Passare sotto il ponte o demolirlo?

Il cuore è puro quando ha esorcizzato i fantasmi e il praticante può esprimersi liberamente, con quella geometrica intellegibilità, che qualunque interlocutore può capire, se vuole, senza equivocare.
Tornando al contenuto dei blogs, possono parlare anche dell’aikido, o di quelli che fanno aikido, ma l’aikido è altrove.
A parlare sono i fantasmi e le storie che raccontano sono deliranti, manicomiali. Le contrapposizioni sono ripristinate e rafforzate; il gioco della mistificazione trionfa.
“L’aikido deve creare uomini migliori”.
Forse più di qualcuno, anche da autorevoli scranni, non ci crede. Non gli interessa divenire migliore.
Si fa alibi degli altri per non lavorare su se stesso.
Che è proprio l’aikido, quel lavoro incessante, profondo, faticoso, quel riimpastare e lievitare, quel solve et coagula che ci rimette sempre in discussione: SHUGYO.
L’aikido è un’alchimia. Sa trasformare la distruttività in comunicazione; gli scarti diventano oro, ma chiede per realizzarlo tutta la nostra cooperazione. Non un’ oncia di meno.
Se non facciamo aikido nello spirito del Fondatore, per divenire uomini migliori, riusciamo solo a capovolgere il processo alchemico.
L’oro ridiventa piombo!

Copyright Angelo Armano© 2007-2011
Ogni riproduzione non espressamente autorizzata dall’autore e’ proibita
Pubblicato per la prima volta su
http://www.taai.it/images/stories/Aikido_e_blogs.pdf