Come Nacque il Termine “Aikido” e Perché

Minoru Harai. Copyright Stanley Pranin

Minoru Hirai – genesi e obiettivi del nome “Aikido”

L’aikidoka medio è convinto che la parola “Aikido” sia stata creata da Morihei Ueshiba o dall’Aikikai Foundation per designare l’insieme delle tecniche codificate dal Fondatore stesso. Esiste tuttavia una testimonianza diretta che sembra dimostrare in modo inequivocabile che le cose avvennero diversamente: gli allievi dello Ueshiba ryu si sarebbero piuttosto “appropriati” – grazie al successo del loro stile – di un vocabolo che era stato coniato appositamente per fare da ombrello a una varietà di stili diversi con origini comuni. Questo fatto getta una luce nuova e interessante su come anche oggi bisognerebbe approcciarsi al mondo dell’Aikido

di SIMONE CHIERCHINI

Minoru Hirai (1903-1998), allievo di Morihei Ueshiba ai tempi ruggenti del dojo Kobukan, è noto ai posteri soprattutto per essere stato il fondatore del Korindo, stile di Aikido in cui Hirai aveva amalgamato le sue esperienze nel jujutsu tradizionale e nello studio delle armi con gli insegnamenti del primo Ueshiba. Hirai, tuttavia, va ricordato anche per un altro ruolo da lui svolto in supporto di O’Sensei, quello di Director of General Affairs del Kobukan: in quanto tale, nel 1942 Hirai fu strumentale alla nascita del vocabolo Aikido, come ci rivela lui stesso in un’intervista rilasciata ad Aikido Journal di Stanley Pranin.

Quello che emerge chiaramente dalle parole di Minoru Hirai è che il termine Aikido non è nato come preciso indicatore dell’insieme delle tecniche di Morihei Ueshiba. Aikido era invece un neologismo, coniato a tavolino nel 1942, e riferito a tutte le scuole di Aiki Budo Jujutsu presenti sotto l’ombrello del Dai Nippon Butokukai.

Il Dai Nippon Butoku Kai fu fondato nel 1895 a Kyoto – dove aveva il suo Hombu Dojo – su iniziativa del governo giapponese e con l’avvallo dell’imperatore Meiji, allo scopo di rafforzare, promuovere e standardizzare discipline e sistemi marziali giapponesi nei vari dojo registrati e aperti appositamente nelle varie prefetture del paese.

Gli ideogrammi Ai-Ki-Do

Gli ideogrammi Ai-Ki-Do

All’inizio degli anni ’40 si cominciò a sentire la necessità di stabilire una nuova sezione all’interno del Butokukai, per comprendere tutte le arti marziali basate sui sistemi di combattimento derivati dallo yawara/ju-jutsu. Il compito di negoziare questa materia a nome di Morihei Ueshiba e della sua scuola toccò a Minoru Hirai. L’impresa non fu ovviamente tra le più semplici, considerando la natura conservatrice dell’istituzione e l’ovvia ritrosia degli esistenti membri del Butokukai davanti alla prospettiva di accettare l’entrata di nuove discipline.

Come racconta Hirai a Stanley Pranin, ci furono discussioni e trattative, ma alla fine l’idea di dare spazio ai derivati dallo yawara/ju-jutsu passò, e il confronto si spostò sulla denominazione sotto cui includere le varie discipline di cui sopra. Il nome da dare a quei sistemi doveva essere il più comprensivo possibile e soprattutto doveva essere “inoffensivo”, cioè non suscettibile di suscitare rimostranze e attriti da parte degli stili marziali già riconosciuti e divulgati dal Butokukai.

La persona che spinse maggiormente perché venisse utilizzato il termine Aikido fu Tatsuo Hisatomi, il rappresentante del Kodokan di Jigoro Kano, in alternativa ad Aiki Budo, perchè nel primo l’idea di michido era caratterizzata più fortemente.

La cosa più importante che emerge dalla testimonianza di Minoru Hirai, tuttavia, è che il termine Aikido era stato selezionato “a freddo”, come contenitore neutro per un serie di diversi stili di post yawara/jujustsu, e che la scelta era stata fatta principalmente con lo scopo di non irritare i rappresentanti di altre già affermate arti marziali come il Kendo o il Judo.

Lo Ueshiba ryu quindi non è né l’iniziatore dell’Aikido, né il solo recipiente dell’uso della parola. L’Aikido è, già a partire dalla sua genesi, un contenitore al cui interno convivono figli dello stesso padre, ma individui ben distinti.

Il successo dell’Aikido di Ueshiba ha praticamente poi eclissato i fratelli dello Ueshiba ryu, e oggi noi compiamo un’equazione Aikido/Ueshiba che è inaccurata dal punto di vista storico e documentale. La varietà e le differenze ne facevano parte integrante già prima dello sviluppo pieno dell’Aikido di O’Sensei e del suo ulteriore ramificarsi a seguito dell’opera dei discepoli di Ueshiba. In questa ottica, anche solo l’usare la frase “Fondatore dell’Aikido” in relazione a O’Sensei è alquanto fuorviante.

Questa è una consapevolezza che è necessario fare propria per non perdere il senso più profondo di quello che stiamo studiando, alla ricerca di un’unicità di stile che è, al contrario, sempre stata del tutto aliena a quello che pratichiamo.

Fonte: http://members.aikidojournal.com/public/interview-with-minoru-hirai/

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