Aikido, Sport o Disciplina? Intervista a Simone Chierchini

Aikido al Cairo: il movimento diventa mondiale

Aikido al Cairo: il movimento diventa mondiale

Ce lo spiega il maestro Chierchini: intervista al cultore dell’Aikido, un tipo di arte marziale in rapida espansione

di SARA GERARDI

D. Maestro si presenti, chi è Lei?

R. Sono Simone Chierchini nato a Roma 50 anni fa, ma ho lungamente vissuto e insegnato anche a Milano e in Irlanda. Nel 2009 mi sono stabilito in Molise. Figlio dei pionieri dell’Aikido Danilo Chierchini e Carla Simoncini – che introdussero l’Aikido in Italia nel 1964 – ho iniziato a praticare Aikido nel 1972, qualificandomi come insegnante nel 1984, quando ho iniziato anche a insegnarlo. Oggi ho la qualifica di Maestro FIJLKAM, con il grado di 5° Dan, grado conferitomi nel 2008 dall’Aikikai Foundation di Tokyo, la casa madre dell’Aikido. Grazie a questi prestigiosi accrediti, sono l’insegnante di Aikido più qualificato di Abruzzo e Molise.

D. Maestro, ci parli della sua passione per questo sport: come è nata?

R. La mia passione per l’Aikido non ha una data di inizio e neppure una di scadenza. Le arti marziali sono una tradizione di famiglia e mi ci sono trovato immerso fin da bambino. Sono cresciuto e maturato assieme all’Aikido, che costituisce parte integrante ed essenziale del mio bagaglio umano, almeno quanto i miei studi ed esperienze sociali. Grazie all’Aikido ho viaggiato e ho conosciuto il mondo e i suoi abitanti – da anni insegno regolarmente in Irlanda ed Egitto – ma soprattutto conosco me stesso.

D. Ci spieghi le regole base della disciplina che pratica e insegna.

Senza confini: Aikido a Bogotà

Senza confini: Aikido a Bogotà

R. L’Aikido è come una cipolla, possiede numerosi strati, che è possibile sfogliare man mano che si pratica. Lo strato superficiale tuttavia è quello che lo avvicina di più ad una pratica di natura sportiva, ove l’elemento difesa personale è determinante. L’unicità dell’Aikido è però nelle modalità in cui questo si manifesta: l’uomo/donna medi non sono potenti fisicamente, ma con l’Aikido possono essere comunque efficaci, dato che le tecniche difensive dell’Aikido sono basate su movimenti spiraliformi che utilizzano e ridirigono l’energia aggressiva dell’attaccante.
Gli strati più interni della cipolla riguardano maggiormente l’aspetto psicologico/educazionale che quello sportivo. L’Aikido persegue il massimo risultato con il minimo sforzo, ma insegna anche a infliggere il minor danno possibile all’attaccante – che è visto non come un nemico da distruggere, ma come un fratello che sbaglia. Questo è un elemento unico nel mondo delle arti marziali, che è invece caratterizzato da una storia e un linguaggio fisico pieno di violenza. Nell’allenamento di Aikido, gradualmente si ricerca una condizione in cui il controllo e la sensibilità divengono i fattori più importanti della pratica, con l’ovvia conseguenza di formare persone più mature e consapevoli di sé e di quello che li circonda.

D. Le origini di questa disciplina: dove e quando è nata?

R. L’Aikido è stato sviluppato dal giapponese Morihei Ueshiba a partire dagli anni Trenta del XX secolo, ma affonda le sue radici nelle antiche tradizioni marziali nipponiche. I suoi genitori sono la spada e il ju-jutsu tradizionale. In Italia si è diffuso a partire dalla metà degli anni ’60 e conta a oggi circa 15.000 praticanti.

D. Considera questa disciplina un vero e proprio sport al pari di quelli più noti (calcio, basket ecc.) oppure è un’arte, una disciplina che non rientra nella categoria sport, esula dall’esser classificata come sport?

Sempre più su ragazzi!

Sempre più su ragazzi!

R. Come dicevo prima, l’Aikido è una disciplina complessa, che presenta alcune delle caratteristiche degli sport più popolari, ma va molto oltre. Per esempio, come gli sport consente un ottimo esercizio aerobico che tonifica l’intero apparato muscolare in modo bilanciato, migliorando l’equilibrio e la coordinazione motoria; chi fa Aikido regolarmente può aspettarsi di vedere aumentare forza, flessibilità e resistenza. Tuttavia, qui è dove gli sport si fermano, mentre l’Aikido fornisce l’ispirazione e gli strumenti per crescere come esseri umani; molte sono le persone che vi si avvicinano per imparare a difendersi, ma finiscono per trovare soprattutto un efficacissimo metodo di sviluppo psicologico e spirituale.

D. La disciplina che insegna viene e può essere applicata in maniera individuale a coppia, in gruppo o in tutti e 3 i modi?

R. L’Aikido si studia in gruppo, ma nello studio viene applicato a coppie o individualmente a seconda degli esercizi proposti. Gli allievi più esperti studiano anche come difendersi da attacchi multipli e liberi, per meglio prepararsi all’eventualità di un attacco reale. Il tutto è comunque vissuto in un’atmosfera ove l’impegno e l’intensità vanno a braccetto con il piacere di praticare assieme e con il divertimento e la soddisfazione di riuscire a fare cose che si ritenevano precedentemente impossibili. Il lavoro con la spada e con il bastone – che affianca quello delle tecniche a mani nude e le completa e spiega – non manca mai di affascinare gli allievi, facendogli provare sensazioni provenienti da un mondo antico che parla al nostro inconscio con una forza sorprendente.

D. Ritiene che questa disciplina che lei insegna debba essere maggiormente conosciuta e pubblicizzata a livello locale ma anche nazionale?

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Aikido in Irlanda: aprire nuove frontiere

Q. Io ho dedicato già 30 anni della mia vita a divulgare l’Aikido dove serve di più, perché non è presente. Sono stato un pioniere della disciplina in Irlanda durante la mia permanenza in quel meraviglioso paese dove ho vissuto per 14 anni, e ora sono un pioniere dell’Aikido in Abruzzo e Molise, ove per adesso non ha conosciuto una gran fortuna. Spero che con l’aiuto dei miei allievi, degli esperti di altre discipline marziali e delle istituzioni si possa riuscire a dare all’Aikido il ruolo che merita anche nelle nostre regioni. Si parla tanto del problema dell’educazione delle nuove generazioni e della motivazione a vivere bene nelle persone in età adulta, ma tutto quello che vedo fare va nella direzione di renderci tutti consumatori ottusi e staccati dal nostro corpo. L’Aikido insegna che io esisto anche quando non mi occupo del mio abbigliamento, di quanti tatuaggi mi sono fatto, di quando ho acquistato l’ultimo iphone. L’Aikido insegna che anche se ho 50 anni il progresso fisico e interiore sono alla mia portata. Ben venga quindi la diffusione locale e nazionale di una disciplina che rinforza il corpo e apre la mente, in questi tempi bui può essere una sorte di luce nell’oscurità.

D. Ci sono associazioni oltre la sua dove insegna, dove praticare questa disciplina a livello locale? E a livello nazionale?

R. Per l’Aikido in Abruzzo consiglio di riferirsi al sito aikidopescara.com, da noi gestito, da cui si possono ottenere informazioni su dove praticare e come avviare nuovi corsi nella propria città. Il riferimento per il Molise è invece aikidomolise.com. A livello nazionale esistono numerose associazioni di riferimento, collegate al CONI attraverso gli enti di promozione sportiva e spesso con connessioni con il Giappone. Chi vuole orientarsi in questo mondo e conoscerne alcuni interessanti aspetti può visitare il mio blog, aikidoitalia.com. Per ogni domanda sull’Aikido potete contattarmi su Facebook presso https://www.facebook.com/AikidoItaliaNetwork. Sarò felice di rispondere.

Pubblicato il 22/11/2014 su Pescara News. Tutti i diritti riservati
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