The Original Aiki-En

Foto di gruppo del 1955 con il Fondatore e la sua famiglia nell'Aikido presso l'Aiki-En di Iwama

Foto di gruppo del 1955 con il Fondatore e la sua famiglia nell’Aikido presso l’Aiki-En di Iwama

In settling in Iwama the Founder had in mind three plans to realize his ideal of a true budo. First was to establish an Aiki Shrine that would symbolize the Way of ai-ki and the spirit of aikido. Second was to construct an outdoor dojo permeated with the ki of nature where the ideal budo of take-musu could be taught. Third was to realize his cherished dream of unifying agriculture with martial art… to relate the budo training (take) that harmonizes with the protective life force (musu) to the work of farming through which the earth produces life-sustaining food

K. Ueshiba, 1984, The Spirit of Aikido, p. 102

In order to reach the ideal that martial art and agriculture share the same roots (Bu-No-Ichiyo), in 1942 the Founder of Aikido Morihei Ueshiba moved to Iwama, a small country town in the Ibaraki prefecture, at about 100 km north east of Tokyo. While reclaiming the forest into farmland, he spent two years from 1943 to build the Aiki Shrine and the Aiki training ground, that after WWII would became the new stronghold of Aikido. O’Sensei settled in this isolated place, characterised by hot summer and really cold winters, because attracted by the double opportunity to practice farming and contuining his Budo studies.

Life in Iwama was simple and peaceful. O’Sensei’s estate – the original Aiki-En – consisted of about 1.3 hectare of cultivated land that included the house of the Founder, his Aiki Shuren Dojo, the Aiki Jinja, or Aiki Temple and – since the end of the 1940s – the house of Morihiro Saito. Life was regulated by the rhythms of farming and training in the dojo. It was not unusual to dig in the vegetable garden and then go directly to train in the dojo. Both life of the farmer and of the budoka were so connected to have become one.

In his earlier life O’Sensei was influenced greatly by his connection with Onisaburo Deguchi and the adoption of Omoto-kyo religion. It was while he was with Deguchi that he developed the belief that there was a kinship between Budo and agriculture. Perhaps this explains the oneness that Ueshiba felt with nature and the practice of martial arts.

Nello stabilirsi a Iwama il Fondatore aveva in mente tre piani per realizzare il suo ideale del vero budo. Il primo era di fondare un Tempio dell’Aiki, che avrebbe dovuto simboleggiare la Via dell’Aiki e lo spirito dell’Aikido. Il secondo era di costruire un dojo all’aperto, permeato del ki della natura, dove si potesse insegnare il budo ideale del take-musu. Il terzo era di realizzare il suo adorato sogno di unire l’agricoltura e le arti marziali… di mettere in relazione l’allenamento nel budo (take), che si armonizza con la forza protettiva della natura (musu), con il lavoro agricolo attraverso cui produrre cibo per il sostentamento.

K. Ueshiba, 1984, Lo Spirito dell’Aikido, p. 116

Per poter conseguire il suo ideale, in base al quale le arti marziali e l’agricoltura condividono le stesse radici (Bu-No-Ichiyo), nel 1942 il Fondatore dell’Aikido Morihei Ueshiba si trasferì a Iwama, una piccola città di campagna nella prefettura di Ibabaraki, a circa 100 km a nordest di Tokyo. Dopo aver trasformato una zona forestata in terra agricola, a partire dal 1943 trascorse due anni costruendo il Tempio dell’Aiki e quel dojo per la pratica dell’Aikido che dopo la Seconda Guerra Mondiale divenne la nuova base di sviluppo dell’Aikido. O’Sensei si stabilì in questa zona isolata – caratterizzata da estati calde e inverni particolarmente rigidi – perché attratto dalla doppia opportunità di poter coltivare la terra e di continuare i suoi studi nel Budo.

La vita a Iwama era sempice e tranquilla. La tenuta di O’Sensei – l’Aiki-En originale – consisteva di circa 1.3 ettari di terreno coltivato, che includevano la casa del Fondatore, il suo Aiki Shuren Dojo, l’Aiki Jinja o Tempio dell’Aiki e – a partire dalla fine degli anni Quaranta – la casa di Morihiro Saito. La vita era regolata dai ritmi del lavoro nei campi e dell’allenamento nel dojo. Sia la vita dell’agricoltore che quella del budoka erano così connesse da essere diventate una cosa sola.

In una fase precedente della sua esistenza, O’Sensei era stato fortemente influenzato dal suo incontro con Onisaburo Deguchi e dall’aver adottato la religione Omoto-kyo. Fu mentre si trovava con Deguchi che Ueshiba sviluppò il convincimento che esisteva una stretta correlazione fra Budo e agricoltura. Probabilmente questo spiega il senso di unicità che il Fondatore sentiva fra la natura e la pratica delle arti marziali.

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