Recensione: Daito Ryu – Verso la Scoperta dell’Aiki

Yukioshi Sagawa nella torre del Castello di Matsumoto (1986)

Daito Ryu – Verso la Scoperta dell’Aiki
Budo Editions, 77123 Noisy sur Ecole, FRANCE

Ho trovato una traduzione francese del secondo libro di Tatsuo Kimura che ha come sottotitolo: “I miei vent’anni con il Maestro Sagawa”, fino ad ora solo parzialmente tradotto in inglese. Trattasi sicuramente di una buona traduzione in quanto Brigitte e Nozomo Inazuma sono degli “addetti ai lavori”, praticando a loro volta con sensei Kimura.
Kimura: chi è costui?
Sicuramente un personaggio anche se nello stile del suo maestro, per nulla impegnato a fare un impero delle sue conoscenze marziali. Professore di matematica all’Università di Tsukuba ed autore di ricerche e pubblicazioni, Tatsuo Kimura è un’innamorato delle arti marziali, a cominciare dall’Aikido (5°dan) come allievo di Yamaguchi e dal Kashima shin ryu come allievo di Inaba.
Ebbe occasione di stare sul tatami anche con Osensei e di venirne proiettato.
In quanto ricercatore universitario si recò sovente all’estero e, nel contempo, di tener dei corsi di Aikido, constatando come di fronte a partners stranieri in grado di resistere, o agli stessi maestri, le tecniche spesso non funzionavano, senza almeno un minimo di compiacenza. Per parte mia debbo osservare che tale modalità assecondante da parte di uke viene più o meno data totalmente per
scontata. Molto di recente, a Parigi, ad uno stage di Endo sensei una praticante mi chiese lei di tenere forte su un ushirowaza ryotetori particolare, con le braccia sollevate; come non riuscì in nessun modo a divincolarsi, mi rimproverò ferocemente di non fare Aikido. E cosa sarebbe allora l’Aikido?
Che questo sia un problema reale è confermato dalla didattica del maestro Tissier, costantemente preoccupato di una effettiva parità tra uke e tori, definendo quella modalità compiacente di cui sopra la perversione dell’Aikido.
Kimura rimase dubbioso e perplesso di tutto ciò e tornato in Giappone, si mise alla ricerca di un maestro che fosse veramente in grado di applicare le tecniche. Lo trovò nel maestro Yukioshi Sagawa, allievo diretto di Sokaku Takeda.
In un mio articolo pubblicato in due puntate su Aikido Italia Network, dal titolo Zanshin ed Aiki a cui integralmente rimando, avevo provato a distillare il senso di certa nostra pratica, alla luce sia di mie personali esperienze, sia degli stimoli procuratimi dalla lettura di Tomei na chikara, anch’esso di Tatsuo Kimura, il cui titolo nell’edizione inglese suona: “Transparent power”.
Per l’aikidoista che comprende il francese, è un libro di cui raccomando la lettura, senza esitazioni.
Alcune allusioni di Kimura al fatto che essere proiettati con aiki ha addirittura un potere rigenerante per uke, e che il progresso nell’aiki è in sintesi uno sviluppo degli stati di coscienza dell’essere umano -V. il mio Psicologia dell’Aikido, Valtrend Edizioni-, hanno ridotto sostanzialmente la distanza tra i fini dell’Aikido e quelli del Daito ryu di Sagawa sensei. Col privilegio però di una tecnica possente, in grado davvero di prevalere, senza la benché minima forza fisica, della quale anzi occorre imparare a disfarsi. Una cosa davvero difficile, provare per credere!
Tanto più che la preparazione fisica, quella muscolare, non può essere trascurata; decisivo quindi è il come usare le catene muscolari e, aggiungo, anche se Kimura non lo dice, il respiro in senso yogico e la mancanza di timore, come sottolinea Tissier.
Secondo Kimura la tecnica di Sagawa sensei ha realizzato il sogno di Yamaguchi sensei, ovvero di proiettare con leggerezza qualsiasi brutale attacco.
Riguardo al problema del tenere con forza, non ci sono allusioni alla didattica di Iwama sul kihon e alle soluzioni da essa proposte. A me pare però che il concetto di aiki come proposto da Kimura per il tramite del suo mentore Sagawa sensei, e del quale a tutti gli effetti è il successore, si collochi su un piano ben più alto, che è quello dell’Aikido di Ueshiba.
Non posso che essere ancora una volta immensamente grato al maestro Hideo Hirosawa, ai suoi insegnamenti diretti ed espliciti, alle esperienze che mi ha fatto fare, che mi hanno reso sensibile a questo aspetto e leggibili molti di questi argomenti.

Copyright Angelo Armano© 2012
Ogni riproduzione non espressamente autorizzata dall’autore e’ proibita

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