Come ci si Veste in Aikido?

La tenuta “classica” per l’Aikido

Premettendo che ciascuno può vestirsi come meglio crede nel proprio dojo, di solito si sceglie di avere un modo di vestirsi che si attiene a ciò che il Fondatore, Morihei Ueshiba, ha identificato come “vestiario” per i praticanti di Aikido

di SUNG GYUN CHO

Tralascio i motivi economici (ossia la volontà di eguagliare tutti i praticanti) e tecnici che spinsero i primi Shihan e il loro Maestro ad adottare questa metodologia già apparsa sui tatami di Takeda Sokaku.
Come ci si veste? Tradizione vuole che ci si mettesse un Hakama scura e un Keikogi bianco. Quest’ultimo doveva essere accompagnato dai pantaloni bianchi perché per ovvi motivi, quando si facevano gli ukemi, si poteva vedere dentro l’Hakama e pertanto si decise per sottointeso questa scelta. Di solito sotto l’Hakama non si portano pantaloni, visto che l’Hakama è un pantalone.
Sulla lunghezza dell’Hakama si dovrebbe realmente scrivere un piccolo papiro. Di solito però io chiedo sempre ciò che mi è stato chiesto allora.. se un Uomo doveva andare da Kyoto verso Edo (l’attuale Tokyo) e doveva farlo camminando… quanto doveva essere lunga la sua Hakama affinché i rami non gli distruggevano il tessuto?
La questione che l’Hakama nascondesse i piedi è una verità ma bisogna vedere il contesto. Si portavano Hakama lunghissime di fronte ai dignitari dello Shogun o presso la sua corte o all’interno del palazzo imperiale. Vi sono vari motivi per questo, ma se vogliamo darne una, tutto ciò era nata per motivi di rispetto (perché il piede tocca terra e quindi mostrarlo etc etc) che per quanto sia strano, viene a riproporsi anche in altre culture. In Thailandia si soleva colpire l’avversario con la pianta del piede per umiliarlo…
Detto questo evitando di discutere sulle 7 virtù et similia che … beh lasciamo perdere, vediamo i motivi per cui ho scritto questo breve testo.

Il modo di vestirsi dovrebbe essere uno STANDARD ormai da anni. Ora che viviamo nel mondo globalizzato, vi sono video e video. Io non dico che tutti dovrebbero fare il nodo alla perfezione. Questo no. Ma vi sono cose che dovrebbero essere ormai assodate e che purtroppo non sono.
Non parlo esclusivamente del caso dell’Ottavo Dan italiano di Genova ma anche di praticanti che si mettono un Keikogi o meglio un Judogi sportivo (ossia quelle con tante strisce) sotto l’Hakama.

Forse vanno bene per i Judoka, ma lasciamo questi keikogi fuori dai tatami di Aikido…

Vedere insegnanti con le strisce del Judogi è alquanto triste. Il Keikogi o solamente Gi dovrebbe essere bianco e senza strisce sulle spalle. Purtroppo molti lo usano. Ammetto che anche nel mio gruppo quando andai ad insegnare la prima volta, trovai una situazione simile dove molti non sapevano che non si doveva mettere questo tipo di Gi. Ovvio qua si va sul sottile. In ciò le grandi associazioni come l’Aikikai sono stati bravissimi a insegnare l’etichetta (e su questo non vi è ombra di dubbio in rispetto ad altre associazioni dove ahimé l’etichetta è poca) e come ci si veste. Nelle associazioni più piccole invece non si è interessati a questo aspetto ed è per questo che si trovano queste situazioni.

Personalmente nel mio piccolo io credo che piuttosto che iniziare a parlare di politiche dei DAN e delle FEDERAZIONI, si dovrebbe innanzi tutto iniziare a parlare delle basi.
Vedere Maestri anche quotati vestiti alla bella e buona, è assai triste. Soprattutto vedere Maestri che si dicono alto graduati e nonostante vi siano fior fiori di video online, senza interessarsi, si mettono cinture bianco rosse sotto l’hakama o si mettono Gi colorati (tipo il nero) o peggio mettersi (e far mettere) Hakama palesemente corte con sotto i pantaloni lunghissimi.

Questo è grave. Se non si inizia dalla base.. da come ci si veste, come possiamo parlare di Aikido unito sotto una sola giurisdizione?
Avete mai visto un Aikidoka (e non parlo di giapponesi!! Troppo semplice) francesi o tedeschi con il Gi nero?
Avete mai visto Hakama corte con i pantaloni fuori in bella vista?
Riflettiamo innanzi tutto su questo per favore.

Quando iniziai a praticare, la prima cosa che mi insegnarono fu come chiudere la casacca del Keikogi e soprattutto come porre la cinturina bianca al centro e perfettamente bilanciata nella sua lunghezza.
Penso che a tutti voi sia iniziato così.. vero?
Poi con il tempo si impara che se si hanno i pantaloni troppo lunghi, si rischia di farsi male durante la pratica, inciampando su di esse.
Personalmente io sono GRATO con tutto il CUORE verso l’associazione AIKO (da cui poi nasceranno altri stupendi gruppi) che mi inculcarono questo tipo di educazione sin dall’inizio. Se non fosse così, oggi non sarei qua.

Per quanto concerne le scarpe o Tabi… o le Hakama Bianche e i calzini bianchi: tranne casi particolari (ossia malattie ai piedi etc etc) di solito si pratica scalzi perché a casa si stava “scalzi” (si dovrebbe parlare anche qua di contesto però). Comunque si sappia che quando si decise di usare lo stesso vestiario per tutti (ricchi e poveri) si decise di non usare i calzini per poter avere una più forte presa sul tatami, di non usarli perché costavano (non fate l’errore che il grandissimo Prof. Carlo Ginzburg della Normale di Pisa, soleva insegnarci ossia confondere ciò che è Emic dall’Etic ossia immedesimarsi nella descrizione storica con i nostri pensieri del 2012 con l’antichità) e non come oggi che te li regalano o quasi. E poi come ho detto, di solito si stava scalzi a casa.
I Tabi venivano usati come il caso dei calzini bianchi, per gli anziani e per chi ha dei problemi seri ai piedi.
L’Hakama Bianca poi…. venne usata da Ueshiba, Icchizutchi, Ueshiba Kisshomaru ossia i più grandi personaggi della nostra arte.

Il Fondatore pratica all’aperto con Morihiro Saito

Sarebbe poco bello vedere qualcuno mettersi l’Hakama bianca…. una vera mancanza di rispetto. Peggiore di porsi un 8° dan.

Evitiamo come ultimo, di farci chiamare O-Sensei. Purtroppo tra le mie amicizie su FB trovo spesso gente proveniente dagli USA che si fa chiamare O-Sensei. Personalmente reputo che sia poco rispettoso verso la figura di Ueshiba Morihei O-Sensei.

So che questo scritto farà storcere il naso a chi lo legge. Ma so anche che alcuni aikidoka apprezzano quando scrivo in maniera pacata e senza polemica.

Il mio intento è che si inizi dalle basi a cambiare le cose. Solo così riusciremo a parlare con le medesime parole e magari un giorno riuscire a realizzare ciò che FabioSimoneMarco stanno cercando e riusciranno a fare.. anche con l’aiuto delle polemiche di Takemusu Aikido Roma Eur\Carlo 🙂

Ultimo.. spero che non mi si dica nuovamente di cancellare perché è scomodo questo argomento… perché non è scomodo. Anzi se si pensa che uno scritto come questo è scomodo, allora ci si dovrebbe vergognare del fatto che si cerca di far accettare con false fonti storiche o video, ciò che non può essere accettato.

Copyright Sung Gyun Cho ©2012
Ogni riproduzione non espressamente autorizzata dall’autore e’ proibita
Pubblicato per la prima volta su
http://www.facebook.com/groups/postidelcuore/permalink/370093456396651/

Annunci

One thought on “Come ci si Veste in Aikido?

  1. Pingback: Come ci si Veste in Aikido? | Aiwakan Aikido

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...