Misogi No Oharae: Rito di Abluzione Giapponese

Sotto alla cascata

Anche se molti pensano che esercizi di kokyu come Furitama o Torifune siano tipici dell’Aikido, o addirittura la personale creazione di qualche shihan, la verità filologica è che molti degli esercizi utilizzati all’interno della pratica del kinorenma sono stati prelevati di peso da altre discipline e inserite nel nostro curriculum per migliorare la proposta in questo settore della nostra pratica. Una delle discipline cui il kokyu dell’Aikido è soprattutto debitore è il Misogi

Misogi è una pratica Shinto di purificazione basata sul potere universale dell’acqua pura in movimento. Si tratta di una purificazione tanto fisica che spirituale del proprio essere tutto, allo scopo di affinare le proprie percezioni, e quindi di avvicinarsi agli dei. Il Misogi viene praticato in due modi:

come forma di abluzione per purificare il corpo;
come meditazione per ritrovare la propria essenza divina.

Prima di fare Misogi, il praticante deve passare attraverso tutta una preparazione fisica e psichica. Le donne devono indossare un kimono bianco e un velo. Gli uomini indossano un perizoma noto come fundoshi e una sorta di fascia sulla testa di nome hachimaki. Va anche seguita una certa preparazione alimentare (non va mangiata carne prima del rito) e respiratoria, al fine di aumentare il metabolismo, poiché l’esercizio è pericoloso. In effetti, restare in piedi sotto una cascata d’acqua ghiacciata può anche causare danni cerebrali. Il rituale completo del Misogi può essere diviso in più parti:

Furitama

Furitama: Questo esercizio di vibrazione è un esercizio purificatorio Shinto che veniva praticato sotto le cascate (come quella che si trova in Iwama). In questo caso si parla di Misogi esterno. Ci si posiziona in piedi, con le gambe divaricate ad una distanza corrispondente a quella delle spalle. Si uniscono poi le mani (la mano destra sopra alla sinistra). All’interno dela cavità formata dalle mani, bisogna immaginare una sfera di energia che deve crescere durante lo svolgimento dell’esercizio. A questo punto si scuotono le mani che sono al livello dell’Hara (stomaco) in modo da far vibrare tutto il corpo, dalla testa ai piedi attraverso la spina dorsale. Secondo la tradizione, si devono ripetere le parole sacre che invocano la divinità della cascata “Harae-do-no-Okami!”, dato che lo scopo del Furitama è quello di risvegliare il Kon (anima), il più importante dei quattro elementi dello Shinto: Mei (vita), Rei (spirito) e Ki (energia)

Torifune:

Si tratta di una sorta di voga in posizione eretta. Questo movimento simboleggia quello compiuto dalle anime dei

Torifune

morti per attraversare il fiume sacro. In Aikido, serve a controllare il Ki e a farlo circolare in tutto il corpo. Ci si posiziona nuovamente in piedi con le gambe divaricate come nell’esercizio precedente, guardando a sinistra e mettendo avanti il piede sinistro. Le braccia si tendono come quelle di un vogatore (a pugni chiusi), ma il movimento parte dalle anche. Si emette un “Ei!” mentre ci si piega in avanti, poi un kiai “Ho!” tornando alla posizione originale. Questo esercizio va eseguito una dozzina di volte, poi si ripetono le vibrazioni (vedi Furitama). Dopo ci si sposta sul lato destro, accelerando il movimento di avanzamento e ritrazione delle anche ed emettendo il kiai “Essa, Essa!”. Ripetere le vibrazioni prima di fare l’esercizio ancora più velocemente con il kiai “Eh, Eh!” iniziando con il piede di partenza (sinistro)

Otakebi: Stando in piedi, i partecipanti mettono le mani sui propri fianchi. Quindi, seguendo il ritmo di chi conduce il rito, gridano l’invocazione: “Ikutama! Tarutama! Tama-Tama-Tamaru!”. Poi bisogna ripetere tre volte: “Okami! Okami! Kunitsu-Okami! Okami Sarutahiko Totoshi-Ya!”. Questa frase dovrebbe aprire le menti dei praticanti, facendogli ritrovare la loro dimensione originale.

Okorobi: In piedi, i praticanti mettono la mano sinistra sul fianco e sollevano la destra, come per salutare qualcuno tenendo due dita estese e le altri piegate. Si esegue quindi un movimento di taglio con la mano destra e si porta il piede sinistro avanti ogni volta che si invocano gli dei con la seguente formula: « Kunitoko-tachi-no-Mikoto! Yie!»; « Sarutahiko-no-Okami! Yie! » ; « kokuryu-no-Okami! Yie! ». Dopo ogni invocazione, che serve per implorare gli dèi citati di dare loro la forza, ci si riporta in posizione di partenza e si ricomincia da capo.

Ibuki-Kokyu

Ibuki Kokyu: Sempre in posizione eretta, con le gambe divaricate ad una distanza corrispondente a quella delle spalle. Si abbassano le mani al livello delle proprie ginocchia, poi si inspira estendendo le braccia sopra la testa, quindi si espira riabbassandole. Questo movimento viene ripetuto cinque volte, prima di voltarsi verso la cascata, quindi si saluta due volte, si battono le mani una volta e poi si allungano i palmi delle mani in alto, verso la cascata. Gli esercizi di preparazione sono ormai completi, a questo punto comincia la parte più importante.

Nyusui: Poco prima di entrare in acqua, cospargere il praticante leader di sale. Quest’ultimo poi prende un mestolo di sake e sale in bocca, quindi lo sputa nell’acqua (Temizu) per tre volte. Il leader quindi esegue un Kuji-Kiri terminante in”Yei!”. Questo gesto simboleggia l’eliminazione delle impurità che emano dalla persona che sta per effettuare il processo di purificazione. Il partecipante poi entra l’acqua e si bagna torace viso e fianchi, poi batte le mani due volte e saluta una volta. A questo punto si esegue una variante dell’esercizio “Okorobi”. Questa volta, bisogna tagliare l’aria da destra a sinistra. Infine, il praticante si pone sotto la cascata, iniziando con la spalla destra. Successivamente si gira verso il il leader, che gli prende le mani e tocca le articolazioni principali. Il praticante poi recita : «Harae-tamae-Kiyome-tamae-ro-kon-sho-jo!», la versione corta del Norito che trovate qui sotto. Questa invocazione corrisponde ad una richiesta di purificazione dei 4 elementi del corpo umano. Si continua fino a quando il leader fa segno di fermarsi e lasciare l’acqua gridando “Yiei!”. Il rituale di purificazione è allora completo.

TAKAMA-NO-HARA NI KAMUZUMARIMASU

Kamurogi Kamuromi no Mikoto Mochite 
Sume Mi Oya Kamu Izanagi No Mikoto 
Tsukushi no Himuka no Tachihana no Odo Ahagihara Ni 
Misogi Harae Tamaishi Toki Ni Are Maseru 
Haraedo No O Kamitachi 
Moromoro No Magagoto Tsumi Kegare O 
Harai Tamae Kiyome Tamae To 
Mosu Koto No Yoshi O 
Amatsu Kami Kunitsu Kami 
Yaoyorozu No Kamitachi Tomo Ni 
Kikoshimese To 
Kashikomi Kashikomi No Maosi 

Toho Kami Emi Tamae / Toho Kami Emi Tamae / Toho Kami Emi Tamae / Toho Kami Emi Tamae / Toho Kami Emi Tamae  Harae Tamae Kiyome Tamae Ro Konsho Jo

Tratto da http :/ / nao-org.com/articles/misogi-no-oharae-rite-dablution-japonais

Traduzione dal francese di Simone Chierchini

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3 thoughts on “Misogi No Oharae: Rito di Abluzione Giapponese

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