Gentile Appunto a “Paganini Non Ripete”

La porta inaccessibile

Anche questo scritto di Angelo Armano ci è giunto sotto forma di commento a  Doshu Kisshomaru ha cambiato l’Aikido del Fondatore come equilibrato contrappunto alle tesi di Claudio Pipitone in Paganini non ripete. O’Sensei era troppo difficile e oscuro per i comuni mortali?

di ANGELO ARMANO

Nel provare a dia-logare con quanto ha scritto Claudio Pipitone, vorrei porre una prescrizione a me stesso: di farlo con aiki. Vale a dire autenticamente, pure con passione retorica, ma non dimenticando che il suo punto di vista, se anche eventualmente opposto, mi è nondimeno necessario del mio. In ogni caso non potrà non essere un arricchimento.
Prima però di entrare, con le mie opinioni, nel merito di quelle di Pipitone, ritengo sia preliminarmente necessaria una o più domande.
Cos’è l’Aikido e se sia esaustivo annoverarlo nell’ambito dell’arte tout court? Come si pone l’Aikido rispetto alla tradizione marziale dal cui humus pure viene ad esistenza? Che dire dei contenuti religiosi, filosofici e psicologici che tanto lo permeano e di cui parla continuamente il Fondatore? Addirittura se esista l’Aikido al di là della persona del Fondatore.
La risposta a queste ed anche altre domande, la cui portata risulterebbe esorbitante dall’ambito di questa specifica rubrica, mi appare comunque essenziale al fine di porre al meglio possibile la questione. Voglio dire che chiunque abbia opinioni in merito e gentilmente ce le faccia conoscere, dovrebbe chiarirsi i suoi punti di vista rispetto a quelle domande.
Nel momento applicativo di quello che è o dovrebbe essere l’Aikido, sono naturali oltre che inevitabili, anzi auspicabili, le differenze individuali.
Ma nell’esempio che fa Pipitone, abbiamo comunque un luogo comune chiamato musica, uno strumento condiviso (il violino) ed una piacevole diversità di esecutori, non tutti ugualmente entusiasmanti, anche tenendo conto dei gusti.
Al contrario per l’Aikido, senza quelle risposte sarebbero in discussione non solo lo strumento (il violino), ma pure la musica…Che dire se Paganini avesse non solo suonato il violino, ma l’avesse addirittura perfezionato o persino inventato?
Se per me l’Aikido è una via esoterica, per un altro un’espressione di religiosità, per un altro ancora un ennesimo ryu marziale, o persino una ginnastica, una terapia, uno Yoga in movimento, una filosofia fatta col corpo…e non abbiamo finito senza averlo ancora inteso come arte, significa che è vitale capire in questo caso cos’è la musica e quale lo strumento.
Se riteniamo che l’Aikido esista di per sé, attese le differenze di approccio così marchiane, approfondire il contesto, la personalità del Fondatore, come si è evoluto l’Aikido, di quali forme si sia servito Ueshiba è filo-logicamente ineludibile per chiunque sia veramente curioso di darsi quelle risposte e non sia proiettato già in un’utilizzazione a fini propri, di quello (l’Aikido) da cui sia stato anche solo superficialmente intrigato.
Se è opinabile l’identità vera e propria dell’Aikido e i suoi conseguenti scopi, allora non ha senso neanche chiederci se sia stato modificato.
Personalmente trovo un pretesto riferirsi all’oscurità e complicazione di Osensei come alibi per modificare la pratica l’Aikido e renderlo così più facilmente attingibile.
Allora stiamo appena provando a porre la questione…

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Copyright Angelo Armano© 2011
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