Intervista a Nobuyoshi Tamura, l’Aquila dell’Aikido – Parte 2

Nobuyoshi Tamura Sensei (1933-2010)

Nobuyoshi Tamura per diversi anni è stato uno degli allievi più vicini al fondatore dell’Aikido, Ueshiba Morihei.
Trasferitosi in Francia nel 1964, Tamura Sensei è stata una delle figure fondamentali per lo sviluppo dell’Arte in Europa. Questa è la seconda parte di una interessantissima intervista concessa dall’Aquila dell’Aikido, scomparsa a Luglio 2010

di LEO TAMAKI

Intervista a Nobuyoshi Tamura, l’Aquila dell’Aikido – Parte 1

TAMAKI
Il concetto di insegnamento Shu Ha Ri tradizionale si applica anche all’Aikido?

TAMURA
Si applica a tutte le tecniche tradizionali, sia nel Chado, la Via del Tè, che nel Kado, addobbi floreali, ecc … Tutti questi percorsi si studiano così e seguono questi passaggi.
“Shu” è la fase in cui si segue rigorosamente gli insegnamenti del maestro fino ad arrivare a replicare esattamente le tecniche. Una volta a questo livello, cerchiamo di vedere cosa implica un cambiamento piuttosto che un altro. Usciamo dalla replica per continuare i propri studi. E’ “Ha”. Finalmente si va al di là delle contraddizioni e la tecnica diventa la nostra. E’ “Ri”.
Ma ora la gente vuole iniziare con Ri! (Ride) Non riescono a fare come l’insegnante, allora cercano un altro percorso. Non possono fare una cosa, quindi ne fanno un’altra. In questo caso è meglio fare altre cose sin dall’inizio.
E se correggo, la gente mi dice che non può farlo, che è impossibile. Ma è inutile fare qualcosa se si può raggiungere facilmente. Lo studio è cercare di fare qualcosa che non si riesce a fare! Non ci sono scorciatoie

TAMAKI
Come era l’apprendimento delle cadute (ukemi) presso l’Aikikai?

TAMURA
All’epoca all’Aikikai nessuno di noi ha ricevuto una formazione specifica sulle ukemi. Tutti noi avevamo avuto esperienze nelle arti marziali, sia nel Judo, Karate e Kendo, e fin dal primo giorno siamo stati proiettati senza tanti complimenti. Si considerava l’apprendimento delle cadute, essendo proiettati.

Il lavoro di uke va compreso da soli

TAMAKI
Quando cadete non si sente rumore, a differenza delle cadute nel Judo che sono molto sonore.

TAMURA
Nel judo ci è stato insegnato a diffondere lo shock della caduta così. Ma in Aikido non consideriamo di cadere su un tatami. Dobbiamo immaginare di cadere sulle pietre. E’ per non ferirsi che è importante cadere con scioltezza.
Osensei faceva regolarmente delle dimostrazioni e noi a volte cadevamo sulla ghiaia. Invece di fare rumore privilegiavamo una caduta morbida.
Invece durante le manifestazioni praticate sul tatami facevamo volontariamente grandi cadute rumorose per impressionare il pubblico. (Ride)

TAMAKI
L’enfasi è di solito sul lavoro di tori, ma si spiega poco quello di uke.

TAMURA
Le ukemi e il lavoro dell’uke sono movimenti che servono a proteggere il corpo. Queste sono cose che devono esser comprese da soli. E se si diviene bravo, allora è possibile applicare le contro tecniche, il kaeshi waza.

TAMAKI
Gli esercizi preparatori che si fanno, si relazionano alle tecniche, o sono movimenti per allungare e riscaldare il corpo?

TAMURA
Prima cominciavo da Ame no torifune. Poi seguivano altri educativi, come ikkyo undo. Si tratta di movimenti che Osensei faceva e sono perfetti per i giovani. Anche ai bambini piacciono molto.
Ora sono vecchio e sono più consapevole del mio corpo. Sento che è bene fare un esercizio particolare piuttosto che un altro a seconda del momento e vario la preparazione. Li ripeto spesso, ma sono cose che ho scoperto nel tempo e mi danno un certo benessere. Attualmente pratico una sorta di ginnastica cinese che trovo molto interessante. E‘ una proposta che faccio alla gente. Ognuno deve trovare ciò che gli serve.
Si possono fare gli esercizi in una prospettiva di salute in un primo momento, ma gradualmente questo deve diventare un lavoro di introspezione sul corpo. Se si presta davvero attenzione ad ogni gesto, un esercizio che credevamo fatto in modo corretto, sembra difficile il giorno successivo.
Il corpo è una cosa incredibile e dobbiamo imparare ad ascoltarlo. Quando mi siedo così (il maestro Tamura assume una posizione accasciata) ho la sensazione che l’energia non fluisca correttamente. Così invece mi sento molto meglio (il maestro Tamura si siede bene con un superbo shisei). Un gesto giusto è legato ad una sensazione piacevole. Il nostro corpo ha in lui il ricordo della postura corretta.
Tutto ciò che non è naturale, impone delle costrizioni al corpo. Delle posizioni che superficialmente troviamo confortevoli, sono spesso scorrette e non consentono al corpo di funzionare in modo naturale. Le posizioni più corrette sono le migliori per la salute. Non usano la forza e non stancano indipendentemente dal tempo di mantenimento. Se il vostro shisei è giusto la respirazione si calma ed il corpo si rilassa.
Per questo l’esercizio di kokyu ho è estremamente importante. Esso contiene lo stesso tipo di ricerca dello zazen o dello yoga. I Budoka dovrebbero avere il mantenimento posseduto dagli yogi e monaci Zen.

Iai e Aikido: usando solo il bokken è difficile capire che questo derivi dall’uso della spada

TAMAKI
Oggi la pratica di Iaido si è ampliata enormemente. Pensa che possa aiutare a progredire nella pratica dell’Aikido?

TAMURA
Quando sono arrivato in Francia, facevo lavorare con il bokken, jo e tanto. Ma usando solo il bokken è difficile capire che questo derivi dall’uso della spada. Ad un certo momento ho chiesto agli studenti, che si presentavano per lo shodan, la conoscenza di quattro kata di Iaido.
All’epoca non ne sapevo molto e ho danneggiato i gomiti praticando in modo errato. Le scuole dette tradizionali, come Omori ryu, Eishin Ryu ecc … è difficile dire che praticavano in passato come oggi,.
Avrei voluto praticare la scuola di Kuroda Sensei ed imparare a sguainare con un movimento fluido e continuo. Non solo per sguainare la spada, ma per imparare ad usare il corpo nel suo complesso.

TAMAKI
Gli atemi sono importanti nella pratica dell’Aikido?

TAMURA
Osensei ci diceva “L’Aikido è irimi e atemi“. Ma se si dice cose del genere gli studenti lavorano solo atemi ed irimi! Le persone sono così.
Il lavoro di atemi significa che si può toccare senza essere toccati. Se si fa la tecnica in quel modo si rischia di prendere un atemi, o se lo si fa così d’avere l’opportunità di colpire quando lo si desidera, questo è il vero spirito di Atemi.
Un giorno un lottatore è venuto e ha preso Osensei da dietro. Osensei sorrise e gli mise due dita sugli occhi ridendo. Anche senza formazione le dita penetrano facilmente negli occhi che non possono esser induriti. Assistendo a questo tipo di scene ho capito quello che Osensei voleva trasmetterci. Altrimenti si può passare vicino ed allenarci a colpire duro su un makiwara. Ed è quello che abbiamo fatto in quel periodo. (Ride)

TAMAKI
Qual è il significato di musubi?

TAMURA
L’Aiki è musubi. Ha anche il significato di nascita, creazione. Ci sono molti significati nascosti e non può essere ridotto ad un solo concetto. E‘ anche il musu che si ritrova in Takemusu.
E’ perché si ha un’unione, che qualcosa appare. E’ perché l’uomo e la donna si uniscono che il bambino nasce, che qualcosa di nuovo è creato. Se si considera diverso, unico, straniero, niente ne’ può nascere. E’ anche questo che Osensei ci voleva insegnare.
Diceva: “Ame no ukihashi ni tatete ”, stare sul ponte galleggiante del paradiso. Al momento ci chiedevamo cosa volesse dire. (Ride) Ora capisco meglio cosa voleva dire. C’è un ponte tra cielo e terra che si attraversa e dove noi diventiamo il legame.
Budo è un processo di purificazione. Questo è il misogi harai. Non è una via per distruggere l’avversario. E’ una via che va oltre la vittoria e la sconfitta. Questo è quello che stava cercando di trasmettere ed è anche l’idea di musubi.

La madre che protegge il suo bambino è il vero significato del Bu

La madre che protegge il suo bambino è il vero significato del Bu e ha lo stesso significato di ‘Ai’ in Aikido. Questo è l’opposto assoluto di cercare la distruzione dell’altro. Ovviamente per noi era incomprensibile. Ancora una volta l’assemblea dei bambini dell’asilo che non può entrare nel discorso accademico. (Ride)
Si parla di scuola Mutekatsu dei vecchi tempi, praticata da grandi esperti, che permetteva di superare le mani vuote.
Con altri uchi-deshi abbiamo sempre detto che per combattere muteki, disarmato, bisognava avere un livello straordinario. Per Osensei muteki significa nessuna arma e siamo tutti uguali. La stessa espressione può avere un significato totalmente diverso. Disarmato e in uno spirito di fratellanza, non appare il combattimento e non ci sono vincitori né vinti. Abbiamo ricevuto un istruzione straordinaria, ma eravamo ciechi. E  abbiamo fatto sostenere il peso della nostra ignoranza ai nostri studenti! (Ride)

TAMAKI
Oggi ci sono molte forme di Aikido. E’ una buona cosa? Osensei dovrebbe restare il riferimento?

TAMURA
L’Aikido è la creazione di Osensei!La Shin Aikido (Aikido nuovo), Tamura ryu (scuola Tamura) o altri non hanno ragione d’esistere. L’Aikido è l’Aikido. Il lavoro è quello di trovare il modo per arrivare al livello di pratica di Osensei.
La stessa tazza di tè vista di lato, da sopra o sotto, ha una forma completamente diversa. Oggi, ciascuno è convinto di essere nel giusto, si oppone all’altro a causa di una visione parziale e va quindi contro l’insegnamento di Osensei. Dobbiamo aprire il cuore e vedere che, questa o quella particolare visione delle cose, può comunque essere interessante. Non fatevi intrappolare nelle convinzioni. Anche se i fondamentali devono essere sempre rispettati.

TAMAKI
Osensei pensava che l’Aikido fosse legato ad altre vie tradizionali?

TAMURA
Non ne parlava esplicitamente, ma spesso praticava la calligrafia. All’inizio ho spesso pensato non fosse niente di speciale e che sembravano caratteri da bambini. Ma un giorno un famoso maestro di calligrafia ha visto il suo lavoro ed esclamò: “E ‘straordinario, chi ha scritto questo? “. E più tardi la sua scrittura è diventata ancora più interessante.
La sua calligrafia era molto apprezzata. Possiamo vedere nella calligrafia il cuore dello scrittore. Un vero maestro si riconosce indipendentemente dall’ambito in cui si esprime. Se questo non è il caso, è un impostore. (Ride)
Senza andare così lontano, penso che un maestro si riveli dalle vie che ha scelto.

TAMAKI

Una foto di archivio del Maestro Tamura

Una delle origini dell’Aikido è il Daito Ryu. Come Osensei ha fatto evolvere la sua pratica?

TAMURA
Inizialmente Osensei insegnava esattamente il Daito Ryu. Poi gradualmente la sua pratica si è evoluta in misura della sua concezione della vita, soprattutto influenzata dalle sue convinzioni religiose. Questi cambiamenti non si sono verificati in una volta, sono stati graduali e non sono stati a volte visibili dall’esterno.
Il suo Ikkyo che poteva sembrare identico dall’esterno, era sostenuto da una diversa intenzione.

TAMAKI
Ha praticato altre arti marziali prima dell’Aikido?

TAMURA
Ho iniziato il kendo al college con un amico di mio padre che era anche un insegnante di questa disciplina così come  di Judo.

TAMAKI
Perché e come ha iniziato l’Aikido?

TAMURA
Avevo sentito parlare dell’Aikido e ho voluto provare questa disciplina perché non ero molto forte nel judo e mi facevo spesso malmenare. Così ho voluto praticare questo Budo, che si diceva straordinario per battere tutti! (Ride)

TAMAKI
Com’era una sua giornata al tempo?

TAMURA
C’era l’allenamento del mattino alle 6:30. Siccome dormivamo nel dojo, dovevamo alzarci velocemente per levare i futon e fare le pulizie. Ci è capitato di dormire e di essere svegliati dai primi studenti. Dopo c’era allenamento dalle 8:00 alle 9:00. Poi si faceva colazione. Il giorno lavoravamo e la sera ricominciavano gli allenamenti. E a poco a poco il numero dei corsi è aumentato. Inoltre accompagnavo spesso Osensei nei suoi viaggi.

TAMAKI
Com’era Osensei in viaggio?

TAMURA
Quando prendevamo il treno per esempio, dovevamo comprare i biglietti. E evidentemente era necessario fare la fila. Ma Osensei partiva senza attendere. E naturalmente avevamo i bagagli. C’erano i controllori, ma nessuno fermerebbe un nonno che cammina indifferente. Mi prendeva il panico, era difficile da vedere perché piccolo. Finalmente lo ritrovavo in qualche modo, e prendevamo il treno.
A Tokyo bisognava che gli uchi-deshi venissero a cercarlo al suo ritorno. Noi, ovviamente, non potevamo sapere in quale vagone fosse. Sapevamo solo in che treno era. Aspettavamo all’ingresso della stazione e cercavamo di vederlo. E spesso, nel tempo che lo trovavamo, era già partito in taxi e ci rimproverava poi al nostro arrivo ! Tutto ci serviva d’allenamento.

Morihei Ueshiba e Nobuyoshi Tamura, Demo - circa 1960

Osensei decideva anche le cose all’improvviso. Un giorno mi ha chiesto di cercare un taxi. Poi ci siamo diretti a Shibuya perché voleva andare in un istituto religioso chiamato Korindo. Il taxi, ovviamente, non sapeva dove fosse e Osensei si arrabbiò. Finalmente riconobbe la strada e fummo in grado di arrivare. Quel giorno ho capito che dovevo informarmi prima su dove stavamo andando e come arrivarci. E‘ stata una buona lezione.

TAMAKI
Come camminava Osensei?

TAMURA
In apparenza camminava come tutti gli altri. Ma praticava sempre in tabi sul tatami tradizionale. E’ estremamente difficile, perché scivolano molto. Così ha sviluppato una tecnica straordinaria.
Con altri uchi-deshi  ho anche notato che i tabi di Osensei sbiancavano, sotto l’usura, a livello dell’articolazione tra il piede e l’alluce. E’ un posto che di solito non usurano le persone che camminano in tabi.

TAMAKI
L’hakama era indossata da tutti i praticanti in passato?

TAMURA
Sì. La hakama è la divisa di un praticante le arti marziali tradizionali. E’ utilizzata nel Kendo, nel Kyudo, nello Iaido … Era utilizzata da tutti, indipendentemente dal livello. Era anche vietato di praticare senza hakama.
Quindi non c’era un livello minimo per portarla?
No. In realtà sono stato io che indirettamente e involontariamente fui la causa del fatto che non tutti la portano fin dall’inizio. (Ride)

TAMAKI
???

TAMURA
Al tempo che ero uchi-deshi ero anche responsabile dei corsi nelle università. Ma dopo la guerra, anche più di oggi, gli studenti erano spesso senza un soldo! (Ride) A causa di questo alcuni non potevano praticare e quindi ho chiesto a Kisshomaru sensei se fosse possibile che acquistassero l’hakama dal secondo anno di pratica. La questione è stata discussa e, infine, gli studenti sono stati autorizzati a praticare il primo anno senza hakama.
Quindi poi l’abitudine s’è diffusa. Gli studenti universitari giapponesi in genere praticano quotidianamente e normalmente raggiungevano il livello di secondo kyu dopo un anno. È così che s’è generalizzato.
Quando sono arrivato in Francia, ho cercato che tutti gli studenti indossassero l’hakama, ma non ha funzionato. Certi insegnanti pensavano che avrebbe motivato gli studenti nel continuare a praticare. Ho detto loro che se tutti la mettono da principio questo avrebbe portato più studenti, ma non erano convinti. (Ride)

O'Sensei saluta l'altare

TAMAKI
Si dice talvolta che le pieghe della hakama sono collegati ad una particolare virtù. Osensei parlava di questo?

TAMURA
No. Non l’ho mai sentito parlare di questo.

TAMAKI
Perché si portano i pantaloni sotto l’hakama?

TAMURA
Penso che una delle ragioni fosse di non usurare l’hakama troppo velocemente nel suwari-waza.
(l’hakama sono pantaloni e i pantaloni che si indossano sotto non sono la biancheria intima. l’Aikido è l’unica disciplina importante dove si indossano i pantaloni sotto l’hakama. Questo non avviene nè nel Kendo, né nel Kyudo, nè nello Iaido, o nei jutsu tradizionali.)

TAMAKI
Quando lei era uchi deshi, dove soggiornava generalmente Osensei ?

TAMURA
Era ovunque! Trascorreva una settimana qui e un’altra là. Quando si pensava che fosse a Tokyo se ne era già andato a Osaka. Quando si pensava che fosse in Kansai era a Iwama. E quando si pensava che fosse a Iwama una chiamata ci chiedeva di andare a prenderlo alla stazione! Andava anche spesso a Kyushu presso Hikitsuchi Michio.
Egli aveva probabilmente ereditato questa caratteristica da Takeda Sokaku, insegnando una settimana qui e altrove. Non era un tipo che restava fermo.

TAMAKI
Facevate domande ad Osensei?

TAMURA
Quando eravamo uchi-deshi era impensabile di fare una domanda ad Osensei. Osservavamo più attentamente possibile, assorbendo le sue correzioni e scambiando opinioni tra di noi. È così che abbiamo dovuto sviluppare la nostra tecnica.

TAMAKI
Si può raggiungere l’efficacia di Osensei senza passare come lui in situazioni di vita o di morte?

TAMURA
No. Ma se vuoi praticare per vincere un combattimento è meglio imparare ad usare un’arma da fuoco. (Ride) La domanda è: essere consapevoli di ciò che si desidera dalla pratica dell’Aikido …

TAMAKI
Ha avuto momenti difficili a quel tempo?

TAMURA
A venti anni nulla sembra difficile. Non avevamo soldi, allora si andava al fruttivendolo e recuperavamo le foglie di ravanello tagliate per la vendita e normalmente gettate via. Le venditrici ci davano anche alcuni prodotti ogni tanto.
Dicevo loro: “Questa banana ha l’aria marcita, dubito che si possa vendere! “E loro mi dicevano”… E‘ vero non abbiamo scelta, devi prenderla! ”

Una simpatica immagine di Tamura da giovane

C’erano negozi che sono oramai spariti a Ameyoko ed a Ueno. C’era un mercante di dolci che impiegava molte giovani ragazze. Dopo la festa i dolci di Natale si vendevano male e andavamo a recuperane qualcuno. Era un periodo del genere.

TAMAKI
Al Kuwamori dojo mi hanno detto che insegnava a dei quinti dan quando ancora non era primo dan?

TAMURA
Sì è vero. Eravamo uchi-deshi, ma non sapevamo grandi cose! Siamo stati mandati ad insegnare qua e là. Sono stato anche inviato ad insegnare all’esercito. Così incontrai Sasaki sensei. E‘ davvero una persona straordinaria.
Successivamente aprì una scuola di spionaggio, ma ha dovuto chiuderla quando la storia è stata resa pubblica dal Time. Quando ho lasciato il Giappone gli chiesi di sostituirmi per un anno all’Aikikai. È durato più di quarant’anni! (Ride)

TAMAKI
Ci sono cose che solo il tempo permette di capire?

TAMURA
Uno degli studenti di Osensei studiava anche naginata. Il suo insegnante era considerato il massimo esperto di quest’arma a quel tempo e ho avuto la fortuna di esser invitato a una delle sue dimostrazioni. Si trattava di una nonna di 75 anni.
Dopo la manifestazione ho avuto l’onore di esserle presentato. Lei continuava a parlare di Osensei che ammirava e considerava come il più grande budoka. Improvvisamente mi guardò e mi chiese la mia età. Risposi che avevo vent’anni e lei disse, “Non si può capire niente prima dei settant’anni! “
Ho pensato: “Che nervi questa nonna! “Ora so che aveva ragione! (Ride)

TAMAKI
Si dice che Osenseï insegnasse i kaeshi waza solo agli uchi-deshi?

TAMURA
Non è questo, è che eravamo gli unici abbastanza preparati per arrivare a vedere quello che faceva.

TAMAKI
C’erano ancora dei dojo yaburi? (Sfide)

TAMURA
C’erano stati in passato, ma non c’erano più realmente. Ma c’è stata una storia piuttosto interessante: Haga Sensei era un giovane e celebre Shihan di Kendo e Iaido. Era un maestro eccezionale. In Giappone, quando un museo acquistava una lama si assicurava fosse una spada di qualità autentica e chiedeva ad alcuni esperti di testare il taglio. Se affidiamo questo compito ad un cattivo praticante, la spada può essere irreparabilmente danneggiata. Haga Sensei era responsabile di questo lavoro.
Era anche qualcuno d’estremo. Nelle discussioni sulle arti marziali quando una persona si infervorava sotto l’influenza di alcol, spesso gli proponeva di sostenere le sue affermazioni con una spada vera!
Un giorno venne, avendo sentito parlare del dojo. Non vide Osensei nell’allenamento, ma è stato cortesemente invitato a cena. Così pensò che non fosse un dojo serio. E’ venuto regolarmente a mangiare quando il denaro gli mancava, e questo per quasi un anno.
Un giorno fu  trasferito in Corea e ci venne a salutare. Fu allora che Osensei lo invitò nel Dojo. Gli diede un bokken e disse: “cammino semplicemente nel dojo, colpisci quando desideri.”

Morihei Ueshiba, l'invincibile guerriero

Haga Sensei mi ha detto più tardi, “Tamura, non c’era nessuna apertura e non riuscivo a colpire! Sono stato sconfitto.
Essere sconfitto in quel modo e pensare che non ho approfittato di quest’anno per ricevere un insegnamento! “

TAMAKI
Ho sentito che lei si allenava con gli shuriken in quel momento?

TAMURA
Sì, abbiamo giocato tutti con questi. Ci divertivamo anche ad indossare Geta in ferro e ipponba Geta per camminare a Shinjuku. C’era Yamada, Kanai, Chiba, Noro, Sugano, Saotome …

TAMAKI
Ho letto una storia sul Doshu attuale che sarebbe stato preso a bersaglio …

TAMURA
Ah sì, era Noro! (Ride)
Era molto bravo. Poteva lanciare precisamente e da lontano. Non lo sapevo, ma un giorno chiese al Doshu, che era allora un ragazzo, di fungere da bersaglio. Gettò shuriken tutto intorno a lui, ma alla fine ne ha piantato uno in una gamba! Moriteru cominciò a piangere, ma Noro gli chiese di non dire nulla e gli promise che avrebbe acquistato un grande pezzo di cioccolato in cambio. Aveva male, ma rientrando la sera disse che era caduto lungo la strada. Ma dopo tre giorni Noro non aveva ancora mantenuto la promessa ed allora Moriteru l’ha denunciato chiamandolo bugiardo. (Ride)
40 anni dopo Noro sensei gli diede un mucchio enorme di cioccolatini!

TAMAKI
Yamada Sensei ha scritto di recente che avete rifiutato il nono dan. Qual è il motivo?

TAMURA
Osensei ci aveva detto che l’Aikido era fino a 8° dan. L’8 rappresentava la fine di un ciclo che ci portava di nuovo alla partenza. L’8, in Giappone ha un significato positivo, l’ideogramma ha una forma di apertura. Dopo di lui tornare all’inizio. Ecco cosa ci ha detto. Ed è questo che ho espresso a mia volta. Mi è stato poi offerto il nono dan dal Giappone. E mi ha messo in una posizione scomoda. (Ride)
Ho chiesto loro di darmelo a titolo postumo. Purtroppo li ho messi in una posizione scomoda a mia volta. Ora si deve far attendere i praticanti che sono più giovani di me e che probabilmente sarebbero felici di diventare 9° dan. Dovranno domandarsi: “Perché Tamura sempai non lo accetta?”
Questo ovviamente non è un problema del Doshu. E‘ solo che è difficile dire ai miei studenti che questo genere di cose è cambiato, ora che mi offrono il 9° dan! (Ride) Il Doshu è infastidito e sono davvero in imbarazzo. Vorrei davvero che si dimenticasse questo affare.

TAMAKI
Cosa vorrebbe per i suoi studenti?

TAMURA
L’Aikido è un percorso che permette di scoprire se stessi e costruirsi come essere umano per vivere una vita piena e felice. Gli studenti sono come miei figli. Spero che siano in salute e vivano felici. Che trovino la via della felicità e possano, ripensando alla loro vita nel momento della morte, dire che ne era valsa la pena. Questo è quello che vorrei le persone raggiungano attraverso la pratica dell’Aikido.

TAMAKI
Grazie Sensei.

Si ringrazia Leo Tamaki per la gentile concessione di ripubblicare la sua intervista a Tamura sensei in lingua italiana su Aikido Italia Network

Traduzione a cura di Marco Marini

Intervista originale (in francese) sul sito:
http://www.leotamaki.com/article-interview-tamura-nobuyoshi-l-aigle-de-l-aikido-77477356.html

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2 thoughts on “Intervista a Nobuyoshi Tamura, l’Aquila dell’Aikido – Parte 2

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