A Volte Bisogna Insegnare Ai Genitori…

Children Class Sligo Aikikai (2008)

Gli insegnanti di Arti Marziali fanno del loro meglio per aiutare i loro più giovani allievi a svilupparsi pienamente tanto come marzialisti che come esseri umani, ma a volte i peggiori nemici in questo processo sono quelli che non ti aspetti: i genitori…

di STEVE ROWE

L’energia emanata da una lezione con i bambini è potente. Venti volti felici e sorridenti, tutti con una voglia irrefrenabile di parlare al Sensei per dirgli come stanno dall’ultimo incontro. Tutto questo crea un livello di caos che spaventa meno istruttori e li lascia esausti dopo aver lottato per 45 minuti per contenere e dirigere il caos.
Ma il Sensei ha un metodo diverso, è quasi come se si immedesimasse in uno dei bambini, ma forse il capo della banda, immergendosi allegramente nel mare di energia, galleggiandoci facilmente all’interno, e quasi impercettibilmente guidandone il flusso….Spesso sembra che siano i ragazzi a decidere cosa fare – eppure se si guarda attentamente, si può solo vedere il lavoro della mano guida del Sensei…
“Che cosa dobbiamo fare adesso?” Alzarono la mano.
“Janine?”
“Ho perso il dente ieri sera … guardi!”. Janine spalancò la bocca per rivelare voragine.
“Spero che l’abbia lasciato sotto il cuscino per la Fatina dei denti”.
“Sì…Venerdì ho ricevuto 50 centesimi e una cambiale per gli altri 50 centesimi!”
“La Fatina dei denti deve aver esaurito i soldi!”. Il Sensei sorrise benevolmente appena si rese conto che veniva da una delle famiglie più povere. “Ed ora, cosa dobbiamo fare?” Le mani nuovamente alzate.
“Reece?”
“Paul mi continua a frugare dietro..”
“Paul…mica vuoi andare ancora nell’angolo del castigo?”…Paolo scosse la testa. “E ricorda che i gradi si mantengono solo con un buon comportamento”.

Insegnare ai bambini è una cosa fantastica…

“Forza ragazzi…” Le mani ancora in alto.
“Fate la camminata della scimmia!”
“Calci saltati ai colpitori!”
“Ok… mani in alto tutti coloro che vogliono fare un kata”…il Sensei alzò la mano di un bambino.. “Si! Ben fatto Adam…e kata sia!” Tutti i bambini risero e si alzarono in piedi… “Quali sono le 3 cose che in questo momento stiamo studiando col kata?”
“Le posizioni…oh..oh..e la postura..e oh…errr… tempismo!”
“Ben detto! Su andiamo!” Tutti balzarono in piedi, una lezione alimentata da autodisciplina e senso dell’umorismo, attentamente guidati dal Sensei…
Insegnare ai bambini è una cosa fantastica. Sono felici di praticare karate con i loro kimoni, agitando braccia e gambe con tutti gli altri bambini, diretti dal Sensei. Il paradosso è che questo è il modo in cui raggiungono il loro maggior miglioramento. È un processo di piacevole ‘osmosi’ col quale assorbono le informazioni e le elaborano in un modo che assorbono solo in maniera graduale, senza rendersi conto che stanno imparando.
Questo è evidente quando si guarda il Sensei ‘che lavora con la sua magia’. Non riuscirei a pensare di uno studio più importante per i bambini per dare loro le buone maniere, il rispetto di sé, rispetto per gli altri, la capacità di affrontare correttamente ed educatamente i bulli e la capacità di districarsi da una situazione di pericolo di vita. Un giorno il loro studio potrebbe benissimo salvare loro la vita.
Alcuni genitori, tuttavia, vivono indirettamente attraverso i loro figli e poiché essi stessi si vedono come fallimenti, spingono i loro figli a essere migliori degli altri e diventano ossessivi per il loro passaggio di cintura. Sono la competizione insidiosa e la cattiveria degli adulti i fattori sui quali il Sensei dovrebbe lavorare faticosamente per fermare l’interferenza con l’allenamento dei bambini.
La vergogna è che la maggior parte dei bambini smettono di allenarsi non perché lo vogliano, ma perché i loro genitori non si prendono la briga di portarli, incolpando di solito il bambino di aver perso interesse, o convincendoli a rinunciare. È ironico pensare che i bambini abbiano la persistenza e l’integrità per raggiungere un obiettivo, ma sono limitati dai caratteri deboli dei loro genitori.
Al termine dell’allenamento, c’era la coda inevitabile di genitori…
“Perché mio figlio non fa l’esame di gradazione con gli altri?”
“Perché mi ha detto che è troppo stupido.”
“Perché pensa questo?”
“Lui mi ha detto che è perché lei continua a dirgli ciò.” Il Sensei guardò profondamente gli occhi del padre…tutti l’avevamo visto che chiamava sempre stupido il figlio….il padre arrossito si dileguò.
“Perché mio figlio non fa l’esame con gli altri?”
“Sta crescendo bene ma non è ancora pronto. Ha bisogno di lavorare di più sulle posizioni, sulla concentrazione ed sull’intenzione.”
“Beh io sono rimasto a guardarlo e penso che sia bravo come gli altri.”
“E da quanto tempo lei insegna e fa esami di karate?”
“Non ho bisogno di insegnare per vedere che lui è bravo come gli altri.”
“Se gli do la cintura non sarà in grado di sostenere quella successiva. Non credo che lei lo voglia vero?”
“Non credo che non ce la farà.”

Il Sensei ha da insegnare molto ai genitori, se non di più dei bambini

“Allora forse si dovrebbe rovinare il suo progresso nelle arti marziali e portarlo in una palestra che incoraggia maggiormente ‘la partecipazione dei genitori’. Inoltre, le sarei grato se potesse evitare di mettere a soggezione il suo bambino da bordo-tappeto, dato che il rimprovero e il cosa fare e cosa non fare è soltanto fonte di distrazione per suo figlio in quel momento.” Un’altra ‘lezione per genitore’ andata a vuoto. Il bambino è perfettamente felice così com’è, il padre probabilmente cercherà di cambiare palestra poiché pensa che lui ne sa di più del Sensei.
“Sensei, Lenny non ha potuto frequentare le lezioni di karate di questa settimana perché lo stiamo punendo per aver fatto il cattivo.”
“Che cosa ha fatto?”
“È stato scortese con sua madre e non ha ordinato la sua stanza.”
“Così lo avete punito privandolo di uno dei metodi educativi che rafforza educazione, rispetto e buon comportamento. Dov’è il senso in tutto ciò?”
“Perché lui ama il karate e quindi è una punizione per impedirgli di fare qualcosa che vuole.”
“La fase successiva è che lui vi dirà che non vuole più venire, usandolo come metodo per punirvi – ora avete capito?”
“Non ci ho mai pensato….”
Il Sensei se ne andò scuotendo la testa.
La maggior parte dei genitori fanno quello che possono per i loro figli, ma è incredibile quanti involontariamente limitino e rovinino i progressi del proprio figlio a causa della loro inadeguatezza. Il Sensei ha da insegnare molto ai genitori, se non di più dei bambini, su come permettere loro di crescere senza ostacoli. Forse dovremmo chiamarla “lezione per genitori e figli”.

Traduzione di Simone De Luca Copyright © 2011
Simone è un traduttore freelance. Per informazioni sul suo lavoro contattarlo su martial_arts@hotmail.it

Riprodotto in traduzione italiana con la gentile concessione di Steve Rowe

Pubblicato la prima volta su
www.shikon.com/2011/10/sometimes-you-have-to-teach-the-parents/
Tutti i diritti riservati

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