Conversazione Con Morihiro Saito – Parte 2

Saito Sensei: allenamento sotto la neve a Iwama

Grazie alla gentile concessione di Lorenzo Trainelli, abbiamo la possibilità di riprodurre qui su Aikido Italia Network un’intervista/documento a Morihiro Saito sensei, condotta da Trainelli per Aiko nel 1990 in occasione dello stage del maestro a Torino. Qui di seguito la seconda parte di questo importante documento storico

di LORENZO TRAINELLI

Leggi la Prima Parte

AIKO
Nello “Stile di Iwama”, che, dopo la scomparsa del Fondatore, lei conserva nell’Ibaragi Dojo e diffonde nei numerosi viaggi in Europa ed in Nord America, riveste un’importanza centrale il concetto di Riai. Vuole caratterizzarlo sinteticamente?

SAITO
Il Riai nell’Aikido è l’integrazione che sussiste tra Taijutsu (tecniche disarmate) e Bukiwaza (tecniche armate). E’ una composizione armoniosa dei principi e delle ragioni alla base dei movimenti nelle tecniche disarmate, di spada e di bastone. Ogni ragione si lega alle altre. La struttura razionale del Taijutsu va agganciata a quelle dell’Aikiken e dell’Aikijo. L’Aikido è tutte e tre le cose insieme perchè divengano una sola pratica.

AIKO
Lei ritiene, Maestro, che questa integrazione tra le tre tecniche sia giunta quale risultato finale dell’articolatissima esperienza maturata dal Fondatore, oppure sia un’idea originaria cui egli ha poi ispirato lo studio di tante arti marziali e la creazione dell’Aikido?

SAITO
Entrambe le cose. Come ho mostrato durante lo stage, nel libro scritto da O’Sensei più di cinquanta anni fa si vedono già
forme di jo e ken integrate con il Taijutsu. Da quando il Fondatore si ritirò ad Iwama, non dovendo più lavorare, la sua ricerca proseguì in quella direzione. Egli approfondiva il suo studio praticando, ora, sempre e solamente Aikido, fino a completare l’opera e giungere così al risultato che lei intende. O’Sensei diceva talvolta che ciò che aveva studiato e praticato prima non era il vero Aikido, che solo ad Iwama aveva raggiunto il vero Aikido. Naturalmente, per me ed altri suoi allievi è difficile condividere questo pensiero: ciò che
O’Sensei aveva sperimentato in passato era necessario per arrivare all’Aikido di Iwama; così per me come per altri l’intero percorso è stato meraviglioso, dall’inizio alla fine, le vecchie tecniche come le nuove. Questo è il motivo per cui tra i vecchi allievi si trovano dei bravi insegnanti. L’insegnamento di O’Sensei è splendido, dall’inizio alla fine e la sua forma finale e definitiva è lo “Stile di Iwama”. Già prima di Iwama il Fondatore aveva in mente il ken e il jo, ma l’integrazione non era completa, perciò quando insegnava a Tokyo le tecniche disarmate e quelle armate erano separate. Una volta ad Iwama, egli cambiò tante cose, anche riguardo agli angoli di entrata come abbiamo visto ad esempio per lo “shiho nage” e giunse ad unificare le tre tecniche. Perciò i suoi allievi durante la guerra non hanno avuto l’insegnamento della spada e del bastone; il metodo non era ancora compiuto. Ecco perché mi trovo ad essere l’unica persona al mondo ad avere ricevuto l’intero insegnamento. Sono il solo. Non c’è nessun altro.

"Mi trovo ad essere l’unica persona al mondo ad avere ricevuto l’intero insegnamento"

AIKO
L’Ibaragi Dojo di Iwama, eretto da O’Sensei, ed a lei affidato sin dalla scomparsa del Vecchio Maestro, sarà presto smantellato nel corso di una operazione immobiliare. E’ interessato anche il santuario dell’Aiki adiacente al Dojo? Quali provvedimenti ha preso al
riguardo?

SAITO
Il terreno dove sorge il Dojo sarà posto in vendita, ma non quello su cui sorge l’Aiki Jinja. Il nuovo Dojo sarà costruito accanto al santuario. I termini della vendita non sono ancora definiti. Quando i proprietari avranno deciso, si cominceranno i lavori per il
nuovo Dojo (7).

AIKO
Come trova, Maestro, l’atmosfera e la presenza dei praticanti in Italia?

SAITO
Sono molto contento perchè in questo stage di Paolo (Corallini) ho incontrato tante persone provenienti da vari gruppi. Vede, nei primi anni quelli dell’Aikikai d’Italia non partecipavano con mio grande dispiacere. Ultimamente però noto piacevolmente
una maggiore presenza ed apertura.

AIKO
Come giudica la qualità dei praticanti italiani?

SAITO
E’ difficile rispondere. Non si possono fare paragoni con gli aikidoka di altre nazioni. La maggior parte di coloro che praticano Budo (le vie marziali) condividono lo spirito dei samurai, e anche in Italia si trovano praticanti con una sincera passione per l’Aikido. Questo mi riempie di piacere. In Italia Tada Sensei ha svolto un ottimo lavoro. Lo stage è stato molto bello, lo stare insieme a voi mi ha fatto venire voglia di ritornare.

AIKO
Sotto quali aspetti vede la tecnica come strumento di crescita interiore?

SAITO
Nell’Aikido non esiste la competizione ed inoltre è molto razionale. E’ meraviglioso vedere tutti coloro che conducono la loro ricerca sulla strada più dura impegnandosi nell’Aikido. Un aspetto della bellezza dell’Aikido è come la sua teoria si possa applicare alla vita quotidiana e sociale. Questo è il motivo per cui tutti sono felici di fare Aikido. Nelle città giapponesi, nel Dojo di Aikido, dopo la lezione dei bambini, i genitori dimostrano grande riconoscenza e soddisfazione per il lavoro degli insegnanti. Ciò perchè i bambini lì imparano l’educazione e crescono sani e buoni di cuore.

AIKO
A proposito di questa crescita interiore, lei ritiene che il praticante occidentale abbia le stesse potenzialità del giapponese?

In Aikido non c'è differenza fra giapponesi e occidentali

SAITO
Non c’è differenza. Se un maestro dicesse che uno straniero non può arrivare dove può il giapponese, sarebbe un insegnante che non sa insegnare. Le possibilità di capire sono le stesse, tuttavia questo non significa che non esistano differenze tra un popolo e l’altro. A prescindere da queste, in ogni nazione, c’è chi si impegna di più e chi meno, quindi vi sono non giapponesi che lavorano di più di tanti giapponesi. Non è qui la differenza. L’unica cosa che si può dire a riguardo dell’attitudine è che i giapponesi sopportano di più la
sofferenza e la fatica. Noi siamo abituati a non mostrare il dolore, a nascondere una malattia, a continuare senza lasciare trasparire la stanchezza. In voi forse c’è una tendenza a smettere prima, a sopportare meno. Questo atteggiamento dei giapponesi è spesso esagerato e personalmente credo che forzare troppo possa diventare dannoso alla salute. Noi però abbiamo questa tendenza e continuiamo anche se fa male. Vede, anticamente in Giappone questo atteggiamento era considerato una virtù per cui era nobile nascondere al maestro il dolore o una maldisposizione. Era bello. Ad ogni modo, i giovani, anche in Giappone stanno cambiando e forse non vi sono ormai più differenze tra giovani giapponesi e stranieri.

AIKO
Lei, Maestro, ritiene che questo atteggiamento interiore sia un requisito fondamentale per un buon apprendimento dell’Arte?

SAITO
Per migliorare la propria tecnica non occorre questa capacità di sopportazione, però se uno deve diventare maestro, allora si vede chi ha sofferto e chi non ha fatto sforzi. Quella resistenza fa crescere la persona. L’attitudine di chi non ha sopportato in questo modo si riconosce, perciò, per quanto non si notino differenze nell’abilità tecnica, si capisce chi potrà diventare un maestro e chi no.

NOTE
(7) L’inaugurazione del nuovo Dojo è prevista per il 25 settembre (1990 Ndr)

Tratto da AIKO – Notiziario LIA e spazio aperto di informazioni e cultura di Aikido – n. 4 – Equinozio d’autunno 1990
Riprodotto con la gentile autorizzazione di Lorenzo Trainelli 

Annunci

3 thoughts on “Conversazione Con Morihiro Saito – Parte 2

  1. Pingback: Conversazione Con Morihiro Saito – Parte 2 | Aikido: Interviste ai Maestri | Scoop.it

  2. Pingback: Conversazione Con Morihiro Saito – Parte 2 | Morihiro Saito | Scoop.it

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...