Il Mondo di Pasquale Aiello – Parte II

Le tre voci dell'intervista: Pasquale Aiello, Simone Chierchini, Angelo Armano

Abbiamo il piacere di pubblicare la seconda parte dell’intervista al Maestro Pasquale Aiello, realizzata per Aikido Italia Network nel mese di giugno da Simone Chierchini in occasione di una sua visita al bellissimo piccolo mondo del maestro, la stupenda Praiano, luogo dai colori e sapori senza compromessi

di SIMONE CHIERCHINI

AIELLO
Per me tutto e’ Aikido. Se lavoro nel giardino, sradicando le erbacce o zappando, lavoro sulla parte bassa della mia schiena. Quando sono in mare e pesco o devo remare, esercito la parte alta del mio corpo. In entrambi i casi la respirazione mi aiuta e si fonde con tutto quello che faccio, non e’ che me ne ricordo solo quando vado in palestra.
Forse per la mia famiglia, negli anni, il mio impegno nell’Aikido e’ stato un po’ pesante. Di sicuro non mi hanno mai visto leggere un libro che non fosse sull’Aikido o trascorrere tempo davanti alla televisione se non per vedere un video tecnico o una dimostrazione.

CHIERCHINI
Di sicuro saranno orgogliosi. Ci sono figli che hanno visto il padre passare il tempo a vedere 22 signori in mutande che corrono dietro una palla… E a proposito di figli: lei, maestro, ha trascorso decenni insegnando Aikido ai bambini, questo discorso di fare Aikido per formare, per dare un’impronta positiva al futuro attorno a noi parte sicuramente da qui. Lei pensa che questo seme, che questo messaggio dato negli anni a centinaia di ragazzi sia rimasto?

AIELLO
Si dice che un fiammifero puo’ incendiare una foresta… questa e’ la mia speranza, sempre e comunque. Qui a Praiano nel mio piccolo, un contributo penso di averlo dato. Tanti bambini sono venuti, se ne sono andati per la loro strada, sono tornati piu’ avanti, da adulti; spero di aver fatto qualcosa per loro.

Pasquale Aiello e i piccoli Chierchini

CHIERCHINI
Penso che noi, nel nostro piccolo, qualcosa possiamo fare, anche perche’ le rivoluzioni vere esistono solo nel piccolo: nella nostra comunita’, nella nostra famiglia… Le grandi rivoluzioni, quelle di cui leggiamo nei libri di storia, mi pare che alla fine non siano andate cosi’ bene. Non si puo’ cambiare la gente a frustate.

ARMANO
Nemmeno con i sistemi pianificati. Io credo ad una cosa, e l’ho scritto anche nel mio libro: nel mondo non cambiera’ mai nulla se prima non cambieremo noi stessi.

AIELLO
Non e’ possibile calmare una persona che e’ agitata se il primo ad essere agitato sei tu.
Ultimamente ho lasciato l’insegnamento dell’Aikido per i bambini a Maurizio. Ormai non sono piu’ giovane, i bambini hanno bisogno di energia, cadute e sessioni atletiche e Maurizio e’ molto bravo. Quando pero’ ho visto la prima sessione di esami ci sono rimasto un po’ male, ho dovuto chiamare il mio insegnante e spiegargli alcune cose che ho appreso dal Seitai ma che sono fondamentali in ogni aspetto della vita. Durante la sesione di esami, se il bambino non sa eseguire una tecnica a lui richiesta, non va mandato a posto immediatamente, con la sensazione del fallimento addosso. Mai fare una cosa del genere, questo nel Seitai e’ uno sbaglio assoluto: mai dire ad un bambino che non e’ stato capace di fare una cosa. Non sa fare ikkyo? qualcosa sapra’ anche fare, gli si chieda prima irimi-tenkan, poi lo si puo’ mandare a posto. Non si sa cosa questi piccoli fallimenti, queste bocciature possono causare, e’ possibile anche procurare un trauma profondo al bambino senza neppure rendersene conto. E’ un po’ come mettere dei bottoni ad una camicia, tu mettili tutti meno l’ultimo, quello va lasciato al bambino, che poi immaginera’ di aver sistemato tutta la camicia. Questo sviluppera’ la sua autoconsiderazione e il suo desiderio di fare.
Queste finezze io le ho ho imparate dal Seitai e attraverso il solo Aikido non le avevo capite, quindi tornando a quello che si diceva prima, non posso che ripetere quanto sia importante lavorare sulla propria formazione in piu’ campi.

CHIERCHINI
Quali sono i concetti fondanti del Seitai?

AIELLO
Il mio maestro, Yoshida Sensei, non scrisse nulla durante la sua intera vita, ma prima di morire lascio’ a tutti gli allievi un opuscolo intitolato Vita Sana: vai a letto quando ti si chiudono gli occhi, mangia quando hai fame, bevi quando hai sete, riposa quando sei stanco, cammina con passi lenti e misurati, non mangiare quello che non ti piace, e cose di simile tono. Sotto ci mise la sua firma. Niente di nuovo, mi direte? Eppure…
I vecchi pescatori, che hanno la mia eta’ e vanno in mare da quando avevano sei anni, da una parte non sanno neppure nuotare, perche’ non sono mai entrati in mare in vita loro, dall’altra hanno sviluppato con il mare un rapporto tale che travalica il razionale. Loro non amano parlare di queste cose, perche’ la gente altrimenti li prende per pazzi, ma io ho la loro confidenza e mi hanno raccontato che quando vanno a pescare sentono come una sorta di forza che li dirige in un particolare specchio di mare e li fa fermare in un posto preciso. Qui buttano e prendono pesce. Li sta aiutando la natura, o dio, io non lo so, ma loro dicono che sentono la barca che si ferma esattamente dove si deve fermare, e il pesce viene da loro.

Il Maestro Aiello in azione a Sant'Agnello (NA) (Giugno 2011)

ARMANO
Lo Zen non abita solo in oriente…

AIELLO
Ad uno di questi pescatori, 82 anni di eta’, forte, sano, ancora in mare tutti i giorni, un giorno chiesi: “Ma come fai? Mi puoi dire un po’ della tua vita?” e lui sapete come mi rispose? “La vita mia e’ questa: mangio quando voglio, dormo quando voglio, faccio quello che faccio”. In parole povere e’ libero.

CHIERCHINI
Ma come si fa a spiegare questo a gente che da quando e’ nata non ha avuto esperienza diretta di nulla? Questi pescatori a sei anni gia’ uscivano in mare aperto; adesso a sei anni i bambini stanno chiusi tutto il giorno dentro casa. Niente natura, solo apparati elettronici e simili, quindi conoscenza diretta delle cose zero. L’educazione, quella scolastica, e’ una barzelletta.

ARMANO
Non hanno memoria dei sensi, che diventa il pensiero del cuore. Mi direte: ma che il cuore pensa? No, e’ il cervello pensa. Dal punto di vista scientifico e’ ovvio che sia cosi’, ma se non siamo centrati nel cuore non c’e’ gusto, non c’e’ sapore, non c’e’ esperienza, non c’e’ vissuto… Il sentimento, cioe’ il giudizio di valore sensoriale che ognuno da’ alle cose e’ estremamente piu’ complesso ed elevato del giudizio di tipo razionale. Razionalmente posso dire fa caldo, fa freddo; con il cuore posso dire questo caldo pazzesco mi ha fatto sudare, ma sono felice.

AIELLO
Gli errori sono i nostri maestri. Non c’e’ successo senza errori. Bisogna sbagliare e pagare sulla propria pelle e quell’insegnamento non ci lascera’ mai.

ARMANO
La via dell’uomo profondo e’ la via del cavaliere “errante”, perche’ questo cavaliere non sa la strada e continua a sbagliarla. Non esiste una strada giusta, e il cavaliere va alla ventura. La via del cavaliere errante occidentale, e quella del Bushi sono essenzialmente le stesse.

AIELLO
Noi che pratichiamo Aikido abbiamo imparato a sentire il nostro corpo; in relazione al cibo, se sentiamo quello che il nostro corpo ci dice, senza lasciarci condizionare da quello che abbiamo letto nei libri o che ci dice la gente, questo fa male, questo fa bene, qui c’e’ vitamina C, qui no, allora la nostra macchina funziona bene.
Il guaio e’ quando ci facciamo condizionare: usiamo l’esempio dei bambini, loro stanno bene, sono sani; ci sono tipi di cibo che i bambini non vogliono mangiare. Noi possiamo anche forzarli a farlo, ma poi spesso e volentieri il loro fisico li rifiuta. Piu’ un bambino e’ sensibile rispetto a certi cibi, piu’ ne vuole stare alla larga, e’ molto semplice. Di solito noi adulti di fronte al rifiuto a priori del cibo da parte di un bambino siamo soliti dire: “Come fai a dire che non ti piace? Almeno assaggialo”. Quasi sempre i bambini rispondono di no, perche’ sono ancora guidati dall’istinto, ossia da madre natura. Se un bambino rifiuta la carne, significa che naturalmente il suo sistema ha bisogno di poche proteine, perche’ ne e’ gia’ ricco. Noi adulti dobbiamo imparare ad ascoltarli, senza generalizzare: “I bambini devono mangiare la carne, perche’ hanno bisogno di proteine”. Quello che fa bene a te puo’ fare male a me, perche’ noi siamo di dodici tipi, come i mesi dell’anno.

Il maestro Masatomi Ikeda

CHIERCHINI
Mi piacerebbe ora che parlassimo di un argomento che sicuramente interessa a tanti: ci racconti del Maestro Masatomi Ikeda, un uomo che ovunque ha lasciato un ricordo colmo di affetto e gratitudine.

AIELLO
Il rapporto con il Maestro Ikeda e’ stato per me fondamentale, perche’ e’ il maestro che mi ha forgiato. E’ vero che ho praticato tanto anche con il Maestro Tada, ma lui lo vedevo un paio di volte al mese, invece il Maestro Ikeda a volte stava un mese intero qui a Praiano: oltre a vederlo nel dojo, viveva a casa mia e lavoravamo spesso insieme in forma privata, perche’ anche lui voleva praticare per poter sperimentare e avanzare e aveva bisogno di un partner per il suo lavoro. Quello che io ho imparato da lui non e’ dovuto solamente a quello che ho visto in palestra, questo e’ poco ma sicuro, ho veramente avuto una grande fortuna.
Il Maestro Ikeda, un uomo che mi e’ rimasto sempre nel cuore, era solito dire che in Italia aveva imparato a vivere. Lui era un vero uomo e un vero guerriero, che veniva dal Sumo, dai combattimenti e gli piaceva la realta’. La sua attenzione ai dettagli nella pratica era prodigiosa: quando studiavamo insieme non diceva “Un attaccante ti puo’ fare questo o quello”, ma con precisione e conoscenza mi spiegava che un judoka mi avrebbe potuto attaccare in un certo modo, un sumotori mi avrebbe afferrato in un altro modo, e cosi’ via. Ikeda Sensei aveva sviluppato il suo sistema di Aikido, ma piu’ di una volta mi raccomando’ che in presenza del Maestro Tada non lo usassi, facendo invece le cose che proponeva lui. La sua modestia era senza pari.

ARMANO
Il Maestro Ikeda era leale politicamente al Maestro Tada, per cui nutriva un rispetto personale che rasentava la venerazione, ma la sua visione dell’Aikido era spesso profondamente diversa da quella del suo maestro e non aveva paura a dirlo a noi allievi.

AIELLO
Mi ricordo di quando Ikeda Sensei diceva: “Che peccato che io fisicamente sono cosi’ grosso! Io lavoro notte e giorno per sviluppare un Aikido che sia fattibile dai malati, dalle persone anziane, di modo che con poca forza possano eseguire le tecniche… e devo sentire la gente che critica il mio lavoro dicendo: “Ah, questa e’ una tecnica di Ikeda? Tanto funziona solo a lui, perche’ e’ forte. Che peccato!”. Il Maestro ci rimaneva malissimo, perche’ il suo lavoro era genuino e onesto esattamente come lui.

ARMANO
E’ ora di andare, vi lasciamo tranquilli, ma vi lasciamo anche la nostra gratitudine e i nostri migliori sentimenti di amicizia. Qui su con voi si sta come a casa. Voi avete tutto e ve lo siete creato con le vostre mani. Vi assicuro che non c’e’ posto migliore che potreste desiderare.

AIELLO
Ora conoscete la strada e la mia porta per voi sara’ sempre aperta.

Leggi la Prima Parte dell’Intervista a P. Aiello
Guarda la Foto-Cronaca del Seminario di P. Aiello Sensei a Sant’Agnello


Copyright Simone Chierchini © 2011Simone Chierchini

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3 thoughts on “Il Mondo di Pasquale Aiello – Parte II

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