Difesa Personale Nell’Aikido

Claudio Pipitone e Morihiro Saito Sensei a Iwama

Claudio Pipitone e Morihiro Saito Sensei a Iwama (1974)

Questo articolo di Claudio Pipitone, che presentiamo diviso in tre parti, vuole sfatare il concetto spesso sbandierato dai praticanti di altre arti marziali, secondo cui “la miglior difesa è l’attacco, per poter colpire per primi”; essi sono convinti che la difesa della persona si realizzi esclusivamente attraverso l’offesa fisica dell’altra persona, al fine di ridurla all’impotenza fisica di agire, e ritengono che questa sia la condizione necessaria alla vittoria nella risoluzione di un conflitto fisico. Queste persone non riescono a concepire l’impostazione aikidoistica secondo cui vincere significa invece “non prenderle anche a costo di rinunciare a darle”, e non riescono quindi a capacitarsi come l’Aikido abbia come priorità pratica e concreta quella di evitare i colpi eventualmente indirizzati verso l’aikidoista, piuttosto che infliggere prioritariamente dei colpi all’avversario.

di CLAUDIO PIPITONE

La difesa personale e l’arte marziale nell’Aikido
L’Aikido non è una disciplina finalizzata al combattimento nel senso della ricerca dell’attacco risolutivo e del colpo offensivo definitivo, ma si fonda invece sulla ricerca del migliore comportamento difensivo atto ad evitare la contrapposizione e favorire il disimpegno dal combattimento, con la finalità di rimanere incolumi da danni ed offese: occorre quindi tener ben conto di questa sua peculiare caratteristica quando si voglia parlare dell’Aikido nei termini di Arte marziale e/o strumento di difesa personale.
Quando le tecniche di Aikido venissero usate per attaccare per primi allo scopo di portare un’offesa anziché usare queste tecniche per la difesa, esse verrebbero di fatto private del fulcro portante su cui si basa e si fonda la loro efficacia, cioè lo sfruttamento della dinamica e dell’energia dell’avversario a proprio vantaggio.
La difesa perseguita nell’Aikido diventa perfetta quando realizza quel comportamento che ottiene la perfetta immunità dell’aikidoista da danni ed offese: pertanto questo obiettivo viene sicuramente raggiunto innanzi tutto quando l’aikidoista riesce a non farsi coinvolgere in un combattimento oppure, in subordine a ciò, quando riesce a vanificare l’attacco dell’avversario ed a farlo desistere dai suoi propositi aggressivi ed offensivi.

L’efficacia delle tecniche di Aikido
Nell’Aikido si opera una distinzione preliminare per definire cosa s’intenda specificamente per “efficacia”.
Se s’intende l’efficacia sotto il profilo prioritario ed esclusivo della difesa in quanto tale, allora l’Aikido può considerarsi idoneo ed efficace nel raggiungere lo scopo della difesa personale, mentre se si intende invece l’efficacia seguendo il principio assai diffuso secondo cui il concetto di difesa è visto sotto il profilo prioritario di riuscire ad arrecare all’avversario un’offesa risolutiva del conflitto prima che l’avversario sia riuscito a portare il proprio attacco risolutivo, allora la risposta non è più certa, poiché non è questa la finalità dell’Aikido dichiarata dal suo Fondatore, Morihei Ueshiba.
Infatti secondo i principi dell’Aikido la difesa che consente la risoluzione del conflitto non si ottiene nel momento in cui si è causato all’avversario un’offesa od un danno risolutivo, poiché in questo caso si devono porre in essere strategie e tattiche volte all’offesa e non alla difesa e non si deve più quindi parlare di tecniche di difesa personale ma di offesa personale, raggiunta attaccando possibilmente l’avversario prima che sia lui ad attaccare.
In quest’ultimo caso, poiché le tecniche di difesa personale impiegate nell’Aikido sono invece, secondo i principi di questa disciplina, estremamente specifiche nel prevedere il compito della difesa, al punto che nella pratica dello studio dell’Aikido sono prefissati i ruoli di attacco e di difesa, difficilmente esse manterrebbero la loro piena efficacia nel momento in cui fossero stravolte nella loro naturale e nativa impostazione, cioè nel fine e nello scopo specifico per cui esse sono concepite, il quale non è quello di arrecare un’offesa attaccando per primi, ma quello della realizzazione di un’efficace risposta di difesa basata sul contrattacco.
Perciò quando si affronta la questione dell’efficacia delle tecniche di Aikido è bene tener sempre presente che l’arte strategica e la specialità tecnica distintiva di questa disciplina è quella di perseguire un’azione tattica mirata ad evitare la contrapposizione fin dal suo possibile insorgere, attraverso uno specifico comportamento di disimpegno difensivo, non finalizzato all’attacco né tanto meno all’offesa.
La priorità strategica dell’aikidoista nella scelta della sua azione tattica difensiva è quindi quella di arrivare alla risoluzione del conflitto senza subire offesa, impiegando le tecniche dell’Aikido non nella ricerca di riuscire ad infliggere dei danni risolutivi all’avversario, ma essenzialmente al fine di disimpegnarsi da lui e dal combattimento stesso.
Nel contesto aikidoistico non si prende ovviamente in considerazione l’uso a distanza delle armi da fuoco, ma esclusivamente le possibilità di offesa e di difesa offerte dal corpo umano a mani nude e consentite dal corpo a corpo, anche eventualmente con l’impiego delle tradizionali armi bianche; i criteri di difesa su cui si fonda l’Aikido mantengono però tutta la loro valenza strategica, etica e morale, anche nel caso di conflitti che vedano la contrapposizione di armi differenti, cambiando naturalmente la parte tattica in modo opportuno ed adeguato secondo l’esigenza d’uso e di impiego richiesto dai sistemi d’arma utilizzati.

Fine della Prima Parte

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Ogni riproduzione non espressamente autorizzata dall’autore e’ proibita
Il sito di Claudio Pipitone e’ www.endogenesi.it

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One thought on “Difesa Personale Nell’Aikido

  1. Ho trovato alcuni tratti di questo articolo di una limpidezza cristallina, spunti davvero centrati e analisi importanti per tutti, anche se dopo un po’ di tempo la “menata” della difesa dovrebbe un po’ dissolversi lasciando spazio al piacere della pratica, è bene ricordarsi che più o meno proveniamo tutti da una situazione iniziale nella quale l’obiettivo di imparare a difendersi era prioritario, e quindi anche quando ci si relaziona con chi inizia è utile avere argomenti chiari e disinnescanti come quelli ben enunciati da Claudio. Grazie.
    MAx

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