Giorgio Veneri: Il Mio Punto di Vista sull’Aikido Tradizionale (1998)

Giorgio Veneri a Sligo (IRL), 2000

Quella che segue è la trascrizione di una intervista di Simone Chierchini con uno dei più grandi maestri di Aikido europei di tutti i tempi, Giorgio Veneri, intervista registrata dopo il suo seminario a Enniskillen, Irlanda del Nord, nel 1998. Come sempre Veneri esprime senza paura le sue opinioni su un soggetto assai delicato

di SIMONE CHIERCHINI

Chierchini:
Due parole, Aikido Tradizionale. Parole che sono stati utilizzate e sfruttate sia dagli ignoranti che dagli iniziati. Qual è il tuo punto di vista?

Veneri:
Se si utilizza la parola tradizionale, si vuole stimolare la riverenza ad un modo di pensare in cui il passato è sempre migliore del presente. Per quanto riguarda l’Aikido, io non so davvero cosa significa l’Aikido tradizionale. Potrei ripetere le parole del Doshu Kisshomaru Ueshiba, “L’Aikido è un organismo vivente e per questo motivo si trasforma e migliora”. Gli allievi diretti di O’Sensei sono pochi e hanno tutti la loro personale interpretazione dei suoi insegnamenti, ma nessuno di loro può dire di praticare il ‘vero’ Aikido, dato che sarebbe impossibile copiare le gesta di un altro uomo. Se avessi dovuto scegliere qualcuno da seguire, esso sarebbe il Doshu, dal momento che lui è un diretto discendente di O’Sensei; tuttavia anche il suo Aikido è diverso da quello di suo padre. Quello che sto per dire adesso potrebbe creare un po’ di scandalo, ma se si guarda ai nastri registrati nel 1930 e si confronta ciò che si vede con l’Aikido di oggi, si possono facilmente vedere i cambiamenti apportati nel corso degli anni. Devo dire che è migliorato in meglio.

Chierchini:
Mi sembra difficile usare il termine tradizionale quando niente è ‘fisso’. Non ci sono kata (forme fisse) e O’Sensei si rifiutò di vedere le sue tecniche come finite, migliorando sé’ stesso costantemente. Penso che fosse un desiderio di O’Sensei che l’Aikido continuasse ad essere sviluppato, in modo da tenerlo ‘moderno’, così evitando che divenisse ‘stantio’ o ‘rigido’.

Veneri:
La maggior parte dei veri ‘Maestri’ non ha messo per iscritto i propri insegnamenti; questo è stato fatto principalmente dai loro discepoli, per studiarli successivamente o per pura riverenza. Per esempio, Gesù Cristo non ha messo niente per iscritto, quello che sappiamo di lui e dei suoi insegnamenti proviene dal Nuovo Testamento, che è stato scritto anni dopo la sua morte. Questi scritti sono poi stati interpretati e modificati da varie religioni, distorcendo le sue parole e insegnamenti al punto che è difficile capire quello che Gesù era veramente. Se l’arte dell’Aikido vuole rimanere vitale deve cambiare. Io ho l’impressione che le tecniche di Aikido praticate oggi sono più sofisticate, eleganti e armoniose. Io non uso la parola ‘efficace’, dal momento che per me è di poca importanza, ma l’Aikido oggi è certamente più efficace di quando ho iniziato la mia pratica.

Il primo Doshu, Kisshomaru Ueshiba (1921-1999)

Chierchini:
In sintesi, potremmo dire che l’Aikido che si pratica ora è radicato negli insegnamenti di O’Sensei, ma si è evoluto nel corso del tempo grazie al duro lavoro di tre generazioni di professionisti.

Veneri:
Questo è vero. Ci sono state tre generazioni di aikidoka, la prima delle quali quella degli studenti del periodo pre-guerra, molti dei quali ora non ci sono più. La seconda generazione è quella degli studenti del dopoguerra. La maggior parte di questi insegnanti sono ora fra i sessanta e i settanta anni (nel 1998 NDR). A proposito della terza generazione, dobbiamo fare una distinzione tra i giapponesi, che sono sul far dei loro cinquanta anni, e i sensei stranieri, come me, che sono verso la fine dei sessanta anni. Questa generazione sarà cruciale per l’Aikido nei prossimi anni.

Chierchini:
Ci stai dicendo che coloro che parlano di Aikido tradizionale  stanno commettendo un errore fondamentale nel credere che l’Aikido è un prodotto finito? Le idee di armonia e di pace nell’Aikido sono state effettivamente sviluppate abbastanza tardi da O’Sensei e sono state portate avanti con forza dal Doshu Kisshomaru Ueshiba.

Veneri:
In realtà, lo sviluppatore principale dell’Aikido è stato Doshu Kisshomaru Ueshiba, come il creatore del cristianesimo non fu Gesù, ma San Paolo. Doshu Kisshomaru Ueshiba è stato l’organizzatore, colui che ha canonizzato i moduli e ha dato senso e direzione all’Aikido.

Chierchini:
Dovremmo anche ricordare che il Doshu Kisshomaru è stato responsabile della diffusione dell’Aikido nel mondo. Noi probabilmente non saremmo qui a parlare di Aikido se non fosse stato per lui.

Veneri:
Per capire veramente gli insegnamenti di O’Sensei, avremmo dovuto trasferirci in Giappone, il che non ci sarebbe servito a molto, perché ai suoi tempi i dojo avevano regole molto severe sulla ammissione degli studenti giapponesi. Per gli studenti stranieri entrare in qualsiasi dojo di arti marziali era quasi impossibile.

Chierchini:
Quando sento parlare di Aikido, ci si riferisce sempre a O’Sensei come alla figura principale nel suo sviluppo, con il Doshu come motore secondario, quasi una figura oscura. Alcuni parlano anche male di lui, come di un Sensei non della statura di suo padre. Come ti rapporti a questo?

Veneri:
O’Sensei ha creato l’Aikido, e come creatore ci ha lasciato un’idea. Egli non ha spiegato molto e, mentre ha lasciato degli scritti di carattere spirituale, non ha messo giù molto sulle tecniche di Aikido. Il compito del Doshu Kisshomaru Ueshiba è stato quello di spiegare questa idea. Per fare ciò, la sua vita è stata dedicata al lavoro di suo padre, rendendolo incapace di uscire all’ombra di quel gigante. Egli è stato anche il destinatario di critiche da parte di persone che non avevano osato rivolgerle a suo padre. Tornando alla tradizione, in circa dieci anni non ci sarà alcuno degli allievi diretti di O’Sensei rimasti in questo mondo. Sto parlando di suoi allievi reali, non quelli che hanno seguito tre o quattro lezioni. Quando tutti saranno andati, chiunque sarà in grado di far finta di istruire ‘tradizionali’ lezioni di Aikido, poiché non ci sarà più nessuno in grado di smentire una tale affermazione scandalosa.

GIORGIO VENERI
Nato nel 1937 a Mantova (Italia), Giorgio Veneri inizio’ la sua carriera nelle Arti Marziali  studiando Judo, in cui ottenne lo Shodan da Koike Sensei. Nel ’63 si laureo’ in Matematica. L’anno seguente  incontro’ Kawamukai Sensei, 3 ° Dan di Aikido  e  decise di iniziare la pratica dell’Aikido. Nel ’65 incontro’ il Maestro Hiroshi Tada e si innamoro’ della sua visione dell’ Aikido. Veneri divenne uno dei primi allievi del maestro Tada in Italia e condivise con il suo Maestro l’era dei pionieri dell’Aikido italiano. Nel ’67  Veneri organizzo’  il primo stage estivo europeo per Tada Sensei , e ha continuato a farlo fino al ’95. Nidan nel ’70, Sandan nel ’74 , Yondan nel ’79 e nel ’86 Godan, Giorgio Veneri è stato nominato nel ’94  Rokudan da Kisshomaru Ueshiba Aikido Doshu, primo italiano di sempre. E’ stato socio fondatore della Aikikai d’Italia (1965), della Federazione Europea di Aikido (1976), e della Federazione Internazionale di Aikido (1977). E’ stato presidente del EAF (79-84) e della IAF (84-94). Veneri è stato membro del Consiglio Superiore della IAF. Nel ’84 fu incaricato dalla EAF  della diffusione dell’Aikido in Europa orientale e si impegnò per l’insegnamento in Ungheria, Romania, Bulgaria, Polonia, Cecoslovacchia, Turchia, Unione Sovietica (oggi Russia, Bielorussia, Ucraina, ecc), Sud Africa, Irlanda e Giordania. Giorgio Veneri e’ venuto a mancare nel marzo 2005.

Copyright Simone Chierchini © 1998-2011Simone Chierchini
Per le norme relative alla riproduzione consultare
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Tratto da: Irish Aikido Journal, No. 4, Apr-Jul 1998

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