Aikido Italia Network – Perché? Obiettivi Strategici 2011-2012

Dove va l’Aikido in Italia?

A fronte di una situazione nella quale lo sviluppo dell’Aikido in Italia da tempo ormai pluridecennale è ingessato come piu’ non si potrebbe, quale è il dovere del serio ricercatore?

Quando ciò che una volta ne costituiva la plusvalenza (gli insegnanti delegati dall’Hombu Dojo o auto-delegatisi per privilegio di casta), da un pezzo si è trasformato in una zavorra inamovibile, impermeabile, interessata a nulla se non ad auto-conservarsi, è moralmente accettabile che un ricercatore serio segga e guardi senza agire?
Essere nati, vissuti e cresciuti all’interno di questo sistema malato, e piu’ o meno consciamente supportarlo o sopportarlo, o dove lo si rifiuti, ricreare inconsciamente la stessa logica ingessata all’interno delle mura del proprio micro-castello, sono queste le risposte di chi 10/20/30/40 anni fa si avvicinava a questa disciplina con il sincero desiderio del neofita di partecipare a qualcosa di pulito e sincero?
Chi è scappato si è cercato nuovi padroni, magari meglio educati, ma sempre tali… sono costoro davvero in pace con la loro coscienza?
Che fare?
Quello che stiamo facendo in questo momento.
Parlare, con intelligenza, a chi ha orecchie per sentire.
Bastano pochi, maledetti e subito per ritrovare il gusto di lavorare e crescere, mentre si puo’ restare per 30 anni in un’associazione da 200 dojo senza imparare una cicca, finendo vecchi, imbranati e abbandonati…

Su Aikido Italia Network non ci sono nomi grandi o piccoli. E’ una comunità, dove ognuno deve entrare lasciando a casa la valigia dei ricordi di quello che ha fatto in passato, e portare il cestino della merenda di quello che vuole fare in futuro. Ogni testa un voto. Ogni persona sul tatami un contributo. Qui non ci sono senpai e kohai, ma solo adulti, con la loro esperienza, che si confrontano e scelgono di frequentarsi perché si piacciono come esseri umani. A noi piace così!

AIKIDO ITALIA NETWORK
Libera Comunita’ di Aikido Italiana

OBIETTIVI STRATEGICI 2011/12
1. Diffondere l’Aikido dove ce n’e’ poco o e’ assente, costruendo in santa pace ove ce n’e’ bisogno, senza creare conflitti.
2. Fornire guida e supporto tecnico-didattico alle realta’ isolate e/o non soddisfatte della propria condizione attuale.
3. Lavorare alla pari con gli altri soggetti dell’Aikido nazionale che si sono liberati dei vecchi schemi e puntano con fiducia ad una gestione armoniosa della nostra comunita’.

INTERESSATO? Contattami

Chi e’ Simone Chierchini

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23 thoughts on “Aikido Italia Network – Perché? Obiettivi Strategici 2011-2012

  1. mmm, penso che il problema non riguarda una sola organizzazione. Il fatto è che al piacere della pratica (che diffonde la disciplina all’esterno) si è sostituito il piacere del proprio ego (che castra le possibilità di sviluppo e toglie il piacere).

    L’unico modo per uscirne è , a mio parere, ritornare al piacere della pratica. Le cose si deve tornare a farle con le persone che si sente affini, senza cercare palcoscenici e innanzitutto senza costruirli con la logica di accontentare un po’ tutti.

    COn questo spirito si devono riformare le associazionim adeguando i regolamenti ad uno spirito più “laico” , permettendo di valorizzare le competenze di chi materialmente porta avanti lo studio della disciplina piuttosto che frustrarle (le competenze) imponendo processi di verifica della progressione che poco hanno a che vedere con le capacità ma piuttosto con le complicità.

    Ciao
    nino

  2. Fondamentalmente concordo con la replica di Nino ma vorrei aggiungere qualcosa alla “innovativa” visione che Simone Chierchini ha dell’attuale Aikido Italiano.
    Sono almeno 25 anni che assistiamo a scissioni o “fughe” da quella che ‘è stata’ la più importante organizzazione italiana di Aikido.
    Forse qualcuno si è cercato nuovi padroni, qualcun’altro ha voluto ‘mettersi in proprio’, altri, i più, hanno iniziato quel cammino di ricerca in altri ambiti proprio perchè stanchi di “quella inamovibile zavorra”, “impermeabile” ed in perenne stato di “autoconservazione”. In quegli anni,e in questi anni, ad ogni ricerca di dialogo corrispondevano ‘scomuniche’ ad ogni tentativo di confronto civile si rispondeva con sufficenza e spirito aristocratico.
    Ora, dopo 20,30,40 anni si scopre che questa ‘politica’ non ha ben prodotto, non ha ben costruito, neanche sul piano meramente tecnico che si pretendeva, in tal modo, di preservare.
    Di chi la responsabilità storica? Credo sia evidente.
    Quanti ricercatori seri ed intelligenti (e con orecchie buone) in questi anni sono stati visti come ‘eretici’?
    Tempo di bilanci, dunque tempo di ‘coscienze’, la mia è a posto e ne conosco tante altre così.
    Il dialogo, benvenga, ma quello vero, non quello annunciato e mai praticato, quello per tacitare la propria coscienza e tutelare la propria immagine.

    Un caro saluto
    Sandro Caccamo

    • Quello che vedo e’ nuovo per me, in quanto sono stato assente dalla scena aikidoistica italiana per 15 anni (ero in Irlanda) e quindi mi sono perso una delle fasi di crisi piu’ acute della storia dell’Aikido nel nostro paese. Concordo pienamente con Sandro che la storia non e’ nuova in generale, ma lo e’ sicuramente per me. Il ritorno a casa dopo l’esperienza irlandese e’ stato un mezzo shock. Le mie critiche, garbate, civili, sulla gestione di un seminario nazionale, apparse su un blog, sono state ricevute con una minaccia di vie legali da parte dell’Associazione di Cultura Tradizionale Giapponese – Aikikai d’Italia. Il mio tentativo di gettare un ponte in direzione della Takemusu Aikido Association, organizzando un seminario co-diretto con Francesco Corallini e rivolto a praticanti Aikikai d’Italia-TAAI e’stato oscurato sul sito aikikai.it in compagnia di tutta la mia attivita’ didattica. Le mie conclusioni? Ognuno si sceglie la compagnia che crede, e io ho deciso di unirmi alla fitta schiera di eretici e scomunicati e cercare buon kokyu altrove. Da qui nasce Aikido Italia Network, il cui compito nell’immediato sara’ di gestire le mie attivita’ di diffusione dell’Aikido in Abruzzo e Molise, ove di Aikido ce n’e’ poco e nulla e quindi si puo’ costruire in santa pace, come ho fatto con ottimi risultati in Irlanda. Dopo di che ci collegheremo ai gruppi che abbiano sentire vicino al nostro, fornendo supporto tecnico a chi ce lo chiedera’ e lavorando alla pari con gli altri soggetti dell’Aikido nazionale che si sono liberati dei vecchi schemi e puntano con fiducia ad una gestione armoniosa della nostra comunita’.

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  10. ho avuto l’onore anche se purtroppo per breve tempo di essere allievo del maestro tada nel dojo di via eleniana in roma.purtroppo ,anche se fisicamente mi tengo in forma con frequenza in una palestra di fitness una grave carenza nelle cartilaginin di entrambe le ginocchia mi impedisce di poter riavvicinarmi all’ aikido.ricordo pero’ ancora quel periodo come uno dei migliori della mia vita.

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  12. Mi sono imbattuto solo oggi in questo sito. Beh, sono rimasto molto sorpeso, il buon vecchio Simone Chierchini… Che dire, buon lavoro Simone, credo avrai da lavorare. Per il KSR, se sei ancora interessato, io ti consiglierei di ricontattare Luisa Raini. A presto Simone, spero d’incontrarti da qualche parte. Ciao

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  15. caro simone,
    una volta, eravamo a cena, con tuo padre danilo, il m. tada e il . hosokawa, io e franco cianci alcuni giorni prima avevamo accompagnato il maestro hosokawa ad incontrarsi in un albergo romano, con il m. gozo shoda, domandai al m. tada ingenuamente perche’ non avevamo invitato questo maestro, all’epoca ignoravo del tutto chi fosse, solo che hosokawa ci aveva detto che era decimo dan e che era terribile, a dare classe al dojo centrale, e sai quale fu la risposta, e’ un’altra cosa, cosi sono state negli anni a venire le risposte a quando si domandava per questo o quel maestro di passaggio, sempre la risposta fu
    “sono un’altra cosa”.
    cosi’ capisco il tuo stupore dopo che sei tornato dall’irlanda.
    quello che dico e’ che bisogna cercare quell’altra cosa, se si e’ un vero ricercatore dell’aikido bisogna cercare quell’altra cosa, e’ l’unico cammino per seguire progredendo.

    ciao simone

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