Esami Si, Esami No

Lorena Chierchini & Ubaldo Chiossi Sensei

Il Programma di Esami di ogni organizzazione di arti marziali è un nudo elenco di gradi e tecniche. Ogni programma indica anche i tempi di allenamento minimi richiesti tra una prova e la successiva, ma non viene fornita nessuna ulteriore spiegazione. Questo non è un grande aiuto, soprattutto se si considera quanto delicata sia la questione.

di SIMONE CHIERCHINI

Sognatori e Pigri
Alcuni allievi leggono il programma di esami quasi ogni giorno e la loro attenzione si concentra soprattutto sui tempi di allenamento minimi richiesti tra i test. Essi sono innamorati di se stessi e di solito sognano di mettersi la cintura nera dopo poche settimane di pratica – e in realtà rinunciano all’allenamento dopo pochi mesi, quando gettano le loro uniformi nella soffitta di casa.
Altri studenti di arti marziali ignorano del tutto il programma d’esame. Essi considerano il libretto d’esame come un groviglio oscuro di difficili parole straniere e sono rassegnati a non essere in grado di impararne l’imbarazzante  pronuncia – neppure dopo dieci anni di pratica.

L’Esaminatore
Il programma di esami non vincola l’esaminatore nel suo lavoro. Egli non è obbligato a seguirlo tecnica per tecnica, se ritiene che sia giusto fare altrimenti. Quando l’esaminatore viene nominato, egli riceve il programma di esami come guida. La funzione di questo programma è quella di creare uno standard di base comune in tutti i dojo dell’organizzazione. Gli esaminatori sono tenuti ad attenersi il più possibile al programma; tuttavia, l’unico obbligo per l’esaminatore è quello di assicurarsi che gli studenti rispettino i tempi di allenamento specifici richiesti per il loro grado.

Tempi di Allenamento
Se si aggiungono i tempi di allenamento minimo richiesti per tutti i gradi fino a cintura nera, nella maggior parte delle migliori organizzazioni di Budo è possibile raggiungere lo Shodan dopo circa 3-4 anni e 700-800 ore di allenamento continuo. Questo è meno di due ore di pratica al giorno, ogni giorno dell’anno, Natale e Santo Stefano inclusi. I corsi universitari sono decisamente più impegnativi.
E’ ovvio tuttavia che i tempi minimi sono adatti per ben pochi. A voler essere realistici, andrebbe aggiunto circa il 50% di tempo in più; in questo modo è possibile raggiungere il grado di cintura nera nel giro di circa cinque o sei anni di pratica costante.

Devo presentare la domanda?
Se ci si impegna seriamente a praticare Aikido, se ci si è allenati regolarmente e si sente che si stanno facendo progressi, una volta che si sono superati i tempi allenamento minimi richiesti, non ha senso non presentare la domanda per l’esame di grado successivo.
Il Comitato Tecnico di ogni organizzazione stabilisce i tempi di attesa necessari tra un test e l’altro. Questi tempi non vanno moltiplicati per dieci in nome di una piena padronanza tecnica che un Mudansha (un non-cintura nera) non potrà ovviamente mai avere.

Che cosa è un grado Kyu?
Nella lingua giapponese l’espressione “cintura nera” non esiste. Nei vecchi stili marziali esisteva un sistema di gradi del tutto diverso da quello odierno. In poche parole, ottenere il Menkyo Kaiden, il certificato finale di una scuola (Ryu), significava aver conseguito la padronanza completa dell’Arte. Certificati di livello inferiore erano Shoden, Okuden e Chuden, ossia conoscenza iniziale, media e profonda dell’Arte. Quando un allievo di una scuola otteneva il certificato finale di un Ryu, egli diveniva una sorta di iniziato di tale scuola. Il sistema di classificazione tradizionale può essere collegato al sistema di gradi Dan, avviato dal fondatore del Judo, Jigoro Kano, all’inizio del XX secolo. Nei vecchi stili marziali non esisteva nulla che corrispondesse ai moderni gradi Kyu e alle cinture colorate. I gradi Kyu sono un’invenzione del XX secolo, quando, con l’enorme diffusione di alcune di queste arti, in Giappone e poi altrove, si sentì il bisogno di avere gradi per i non esperti. Come mai questa necessità non è stata sentita prima? Dobbiamo ricordare che nel Giappone feudale un nuovo seguace di una scuola guerriera sarebbe già stato un iniziato. Fin da bambino il Samurai veniva istruito per questo scopo. In questo modo l’intera nazione giapponese per molti secoli rimase nelle mani della casta dei guerrieri, vale a dire i Samurai, una casta chiusa e non così numerosa. Alla fine del XIX secolo scorso il Giappone feudale crollò e i Samurai uscirono dalla storia. I giapponesi persero la condizione di “iniziati”, diventando simili a quegli occidentali cui nel giro di pochi decenni le Arti marziali stavano per essere insegnate.

L’obiettivo: diventare un ‘iniziato’
Tornando al nostro tema, potremmo dire che i gradi Kyu sono quelli dei non iniziati, coloro che stanno imparando le sette note in previsione, un giorno, di comporre la propria musica. Da questo punto di vista, il livello Kyu è l’equivalente della scuola elementare e secondaria per coloro che aspirano alla laurea, alla specializzazione e alla professione. Sarà meglio ricordare che una persona che avesse bisogno di dodici anni per coprire i sei anni della scuola elementare verrebbe universalmente considerata come un mezzo rimbambito. Fate quindi attenzione a non consumarvi in attesa di lasciare la condizione del ‘non iniziato’, condizione dalla quale la maggior parte degli studenti di Aikido non esce mai. Questo è molto triste, perché normalmente, se ci si impegna in una qualsiasi attività, non lo si dovrebbe fare solo per sfiorarne la superficie, ma per catturarne l’essenza. Bisogna praticare con moderazione, mantenendo una ininterrotta continuità d’allenamento, sviluppare un animo sincero, apprendendo l’ortografia, la grammatica e la sintassi dell’arte marziale preferita, superando nel contempo i relativi test. Questo è il lavoro che ognuno deve affrontare durante il periodo Kyu e gli esami saranno tanto piu’ frequenti e continui quanto il desiderio di apprendere aumenta. Quando questa fase è finita, si padroneggiano le basi e si diviene “iniziati”. Finalmente in grado di camminare da soli, è possibile ripartire per un nuovo percorso. In questo senso, la pratica vera e propria di un’arte marziale è quella che parte quando si ottiene lo Shodan, da non tradurre come “Cintura Nera”, ma come il “Grado dell’Inizio”.

Copyright Simone Chierchini © 2011Simone Chierchini
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3 thoughts on “Esami Si, Esami No

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