Basta Sognare, E’ Ora di Andare in Giappone – Parte 1

Il Monte Fuji

Di questi tempi un gran numero di studenti di arti marziali si reca in  Giappone per allenarsi, al punto che è diventato quasi un luogo comune per ogni budoka che si rispetti di fare almeno una visita al paese del Sol Levante, a mo’ di mussulmano alla Mecca.

Dopo aver atteso almeno un decennio di troppo, io l’esperienza l’ho fatta, e mi e’ piaciuta così tanto da ripeterla per tre volte di fila nel breve arco di meno di due anni. Se siete tra i fortunati pronti a partire o state appena iniziando a pensarci, leggete le mie note, poi mettete in valigia dizionario, tenute da allenamento, bacchette per il riso e via… Basta sognare e’ ora di andare in Giappone!

Se non vi è possibile farlo ora, continuate a sognare e sperate in future opportunità.

Prima di andare

Prima di tutto vi consiglio vivamente di evitare di viaggiare in Giappone per allenarvi durante la stagione estiva, quando il clima è mortalmente caldo e umido – la stagione delle piogge va da metà giugno a metà luglio. Non fate come me, che la prima volta che andai a Tokyo lo feci a giugno del 2000 e quasi morii soffocato nel tentativo di praticare una timida parvenza di Aikido aerobico presso l’Hombu Dojo Aikikai a Shinjuku. Il colore purpureo del mio incarnato attrasse persino le attenzioni del Doshu (Guida) dell’Aikido mondiale, Moriteru Ueshiba, evidentemente preoccupato dall’idea di veder collassare il figlio di suo vecchio amico italiano sul glorioso tatami del fondatore dell’Aikido.

Se potete programmare liberamente il vostro viaggio, andate in primavera o in autunno, come io ho imparato a mie spese e messo in pratica con il mio secondo e terzo viaggio giapponese. E’ essenziale fermarsi in Giappone per almeno 3-4 settimane, meglio se più a lungo, per aver il tempo di abituarsi al nuovo ambiente e sfruttare al meglio l’esperienza, specie in termini di allenamento. Altrimenti fra sfasamento dovuto al fuso orario, 8 ore di differenza rispetto all’Italia, stanchezza generale e necessità di adattamento del fisico ai nuovi ritmi, appena sarete pronti a praticare a pieno regime sarete anche pronti a rifare le valigie e tornarvene a casa. Quindi pensateci bene, se non volete fare solo un turistico toccata e fuga con contorno di fotografie nei più famosi dojo della capitale, ma niente sostanza in termini di apprendimento, partite solo quando potete fermarvi per un periodo sufficientemente lungo.

Per accedere al Giappone, se si intende soggiornare per meno di tre mesi, gli italiani hanno solo bisogno di un passaporto valido e di un volo andata e ritorno. Per quel che riguarda i voli, state alla larga dalle agenzie di viaggio, quasi mai convenienti. E’ una buona idea di guardarsi intorno sul web, ove e’ possibile di tanto in tanto scovare voli ‘economici’ per Tokyo, a volte anche sotto i 500€. Il volo può durare tra 15 e 20 lunghe ore, a seconda della tratta, quindi equipaggiatevi di Ipod, buone letture e tanta pazienza.

Prima di partire, e’ consigliabile di acquistare il Japan Rail Pass dall’agente di viaggio del vostro quartiere. E’ garantito che vi guarderanno come se foste appena atterrati da Marte, ma vi garantisco che si può fare! Con il vostro JRP in tasca sarete in grado di viaggiare su tutto il sistema ferroviario giapponese senza limiti (ci sono versioni da 7, 14 o 21 giorni) e risparmiare un sacco di soldi. Il trasporto pubblico è essenziale, non potrete farne a meno sia durante il vostro soggiorno a Tokyo che per visitare città culturali come Nara e Kyoto. Da non dimenticare: senza JRP i trasporti sono estremamente costosi!

Questioni di denaro

La moneta ufficiale giapponese è lo yen. Al momento ¥ 1.000 corrispondono a circa 9 € o 12 $. Cambiate la vostra valuta in yen a casa, il cambio e’ sempre migliore. Se avete intenzione di portare contanti o travellers cheques, meglio che siano in dollari, e’ più facile cambiarli. A Tokyo praticamente ogni negozio e quasi tutti i ristoranti accettano carte di credito. Prima di partire assicuratevi di essere finanziariamente solidi: il vostro viaggio giapponese intaccherà il vostro gruzzoletto come nessun altro! Il costo della vita quotidiana in Giappone è molto alto, circa il doppio di quanto si è abituati a casa. D’altra parte le possibilità di spassarsela sono quasi infinite … e questo è il motivo per cui bisogna fare in modo di avere molto da spendere!

Arrivo a Tokyo

Non lasciate che la destinazione del vostro volo vi inganni: non è a Tokyo che atterrerete, ma a Narita, a 70 km dalla megalopoli giapponese. Dopo aver ritirato i bagagli ed aver espletato le formalità di frontiera, visto turistico nuovo fiammante alla mano, vi troverete ad affrontare il primo problema del vostro viaggio: raggiungere Tokyo.

Niente panico: quasi ogni insegna intorno a voi è bilingue, ideogrammi giapponesi e inglese. Fate come me, un bel respiro profondo e dirigetevi verso lo sportello informazioni turistiche dell’aeroporto. Qui fatevi dare la mappa gratuita di Tokyo, sulla quale le reti di metropolitana e JR sono bene evidenziate, e fatevi spiegare come arrivare al vostro alloggio. Avrete la prima bella sorpresa, le addette parlano un ottimo inglese! Voi non capite l’inglese? Allora fatevi marcare sulla mappa dove cambiare stazione nel vostro percorso verso l’albergo.

Per andare da Narita a Tokyo ci sono tre possibilità. È possibile prendere un taxi (e spendere immediatamente la metà del vostro intero budget di viaggio), o l’autobus (che è il sistema più pratico), o il treno espresso Keisei Skyliner fino alla Stazione di Ueno e quindi continuare verso la destinazione finale con metropolitana o JR (il modo più economico). Io, ovviamente, ho deciso per l’ultima opzione e tutto ha funzionato perfettamente. Tra l’altro è così che la gente del posto viaggia da Narita a Tokyo: vi potrebbe accadere di essere l’unico occidentale sull’intero treno! Io l’ho sperimentato in prima persona, ed una esperienza che consiglio a chiunque sia malato di razzismo, in modo da sentire sulla propria pelle, anche se per pochi insignificanti e tranquilli minuti, cosa significa essere diversi.

Alloggio

Insieme con i trasporti, è qui che scomparirà la maggior parte dei vostri soldi, perché rispetto ai nostri standards non esiste alloggio economico. Le diverse categorie di alloggio disponibili includono alberghi, Ryokan, ostelli e Gaijin Houses. È possibile trovare una varietà di alberghi di differente livello, ma poco cambia perché sono tutti fuori dalla vostra portata, soprattutto se avete intenzione di soggiornare per un lungo periodo, a meno che non abbiate vinto al lotto. Una categoria speciale di alloggio sono i Love Hotels. Per decenni gli alberghi dell’amore hanno fornito alle coppie giapponesi un posto dove poter fare l’amore in pace, cosa che a casa non e’ possibile, essendo le abitazioni piccolissime e completamente prive di ogni forma di privacy. Mi dicono i bene informati che i Love hotels sono arredati a tema e che ce n’e’ per tutti i gusti, dal romantico al kitsch al sadomaso… ma forse non sono esattamente il tipo di alloggio ideale per chi va in Giappone a fare sport!

Contrariamente al precedente, ho esperienza diretta e consiglio vivamente di provare almeno una notte in un Ryokan, il meraviglioso albergo in stile giapponese. Il posto è concepito e arredato in modo tradizionale: qui potrete dormire su un comodo futon, indossare una ampia yukata di cotone nel tempo libero, fare un bagno nella tipica vasca a livello del pavimento (acqua bollente, attenzione!), gustare le specialità della cucina giapponese, camminare a piedi nudi sutatami di paglia di riso. I Ryokan sono cari, ma vale assolutamente la pena di andarci per un paio di notti per gustare l’atmosfera tradizionale che ancora conservano.

Gli ostelli della gioventù sono sicuramente una scelta più economica, ma se si sta cercando di spendere il meno possibile, allora cercate una Gaijin House, una casa per stranieri, o per barbari, come la parola simpaticamente può essere tradotta, dato che la lingua giapponese non fa differenza. Alcune di esse sono una mezza schifezza, quindi informatevi presso chi c’e’ già stato e soprattutto controllate il bugigattolo che vi verrà assegnato prima di pagare. La mia Gaijin House era decorosa, la mia stanza microscopica (4 tatami, ossia 8 metri quadrati) ma perfettamente pulita. Ho dormito sul mio bel futon che ogni mattino ho arrotolato e riposto nel suo apposito sportello, e come ogni abitante di Tokyo ho maledetto le pareti di cartone e la mancanza di spazio. D’altra parte ho rapidamente fatto amicizia con altri viaggiatori provenienti da tutto il mondo e ho così trovato compagnia per i miei viaggi esplorativi, diurni e notturni, di Tokyo e dintorni. Ma di questo e di altre interessanti avventure, marziali o meno, parleremo prossimamente.

Copyright Simone Chierchini ©1988-2011

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