Autunno in Irlanda

Abbazia di ClonmacnoiseUna settimana d’autunno a spasso per l’Irlanda scuote la tipica immagine ormai luogo comune del verde paese celtico e consegna al visitatore europeo, nutrito di stereotipi e preconcetti, un paese complesso in pieno sviluppo economico e sociale

L’Irlanda non e’ solo verde, come tutti la vediamo nel nostro immaginario: questo e’ un paese ricco in colore – oltre ai tradizionali verdi, in autunno gli occhi del viaggiatore vengono deliziati da un’infinita gamma di arancione, oro e ocra che si illuminano come fuoco liquido quando sfiorati dai rari squarci di sole che il piovoso clima locale concede ai turisti. La Repubblica di Irlanda e’ anche una nazione ricca in denaro, con tutti i chiaro-scuri delle società consumistiche occidentali in piena azione. Gli ultimi due  anni hanno visto il paese piombare in una crisi economica degna dei tempi bui del paese sotto gli inglesi, ma il tutto e’ arrivato dopo dieci anni di assoluta prosperità che avevano proiettato il paese ai vertici di tutte le classifiche di consumo in Europa.

Viaggiare in Irlanda oggi significa apprezzare ampi spazi ove la natura la fa ancora da padrona e la vista si estende su morbide colline, laghi cristallini e aspre scogliere. La mente si rilassa e vaga, lasciandosi contagiare da un’atmosfera quasi magica e ricca di sogno, specie agli occhi di un continentale urbanizzato.

Per quanto ricchissimo delle testimonianze artistiche del glorioso passato celtico, e come tale meta di primissimo richiamo per gli appassionati di archeologia e tradizioni nordiche, l’Irlanda del XXI secolo e’ anche un paese moderno, disperatamente in cerca di una collocazione in Europa come tale. La tradizionale immagine della verde Irlanda con contorno di cottages, pecore e pinte di Guinness e’ oggi profondamente detestata dai locali, che giustamente rivendicano la loro crescita economica e culturale, che negli ultimi dieci anni ha stravolto e reso obsoleta quell’immagine così cara ai turisti. Centri commerciali e sviluppo edilizio sono la vera storia dell’Irlanda di questi giorni – anche se, per tranquillizzare gli amanti di questo straordinario paese, gli spazi a disposizione sono tali e il numero degli abitanti così limitato da lasciare ben sperare per la sopravvivenza della magia che pervade l’isola di smeraldo.

Per noi italiani, abituati a vivere in spazi ristretti e congestionati, dove il grigio del cemento e’ spesso la nota più evidente, una semplice gita in automobile in qualsiasi meta irlandese al di fuori di Dublino e’ fonte di piacere e meraviglia. Tra le numerose chicche paesistiche e monumentali, imbattibili in quanto a fascino, in cima al mia personale lista di posti del cuore irlandesi pongo una visita a Newgrange e a Dun Aengus.

A Newgrange, ad un’ora scarsa di macchina da Dublino, durante il solstizio di inverno, quando, unica volta all’anno, un raggio di sole penetra all’interno del complesso funerario megalitico forando un buio color carbone, e come un rivolo d’oro scorre sul pavimento fino ad illuminare la lastra sacrificale posta nel ventre dell’edificio, regalando ai fortunati presenti un brivido di emozione lungo la schiena.

Altro contatto con l’infinito ve lo darà una passeggiata nel tardo pomeriggio su Inis Mór, la maggiore delle Isole Aran, al largo delle coste occidentali irlandesi, meta il forte celtico di Dun Aengus. Si tratta di un semicerchio megalitico a picco sull’Atlantico, che si nasconde all’estremità occidentale dell’isola, in fondo al sentiero, gemma di pietra su uno sfondo di azzurro capace di regalare l’esplosione di un tramonto a 180 gradi e un milione di colori che rimangono negli occhi. Chi vede questa meravigliosa isola ancora lontana dal mondo non potrà, come me, fare a meno di tornarci.

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