Il Cammino della Citta’ Perduta – Parte 1

Il Cammino della Citta' Perduta

Il Cammino della Città Perduta

Meglio partire spingendo a tutta. Quale miglior inizio di una serie sul viaggio che il miglior travel che ho mai fatto? Gennaio 2010, un anno appena da un’operazione al crociato anteriore e con pervicacia al limite del masochismo mi cimento con quella che per molti neo-soldati israeliani e’ una dura prova di iniziazione prima di entrare in servizio nei territori occupati in Palestina

di SIMONE CHIERCHINI

Sto parlando del Camino de la Ciudad Perdida, il Cammino della Citta’ Perduta, un’esilarante massacro di 6 giorni in immersione totale nella giungla colombiana,  all’interno del massiccio della Sierra Nevada de Santa Marta, un enorme massiccio roccioso delle dimensioni del Veneto che si affaccia sul meraviglioso Atlantico della Colombia.
Durante questi 6 giorni di giungla colombiana ne ho viste e sentite di tutti i colori, sia intorno a me che dentro di me. Le mie esperienze durante The Lost City Trek vi terranno compagnia per buona parte del mese di Dicembre.
Oggi partiamo con un po’ di storia e geografia. Cerchiamo di capire dove siamo e cosa capita da quelle parti e inquadriamo El Camino della Ciudad Perdida (spagnolo per Lost City) nel suo mondo.
La Citta’ Perduta è il sito archeologico di un’antica città nella Sierra Nevada di Santa Marta, in Colombia, fondata intorno al X sec dC, ossia oltre 5 secoli prima della peruviana Machu Picchu,  cui buona parte dei viaggiatori a torto o a ragione attribuisce il titolo di citta’ perduta. Il sito e’ noto come Buritaca, ma i nativi americani chiamano le rovine della citta’ nella giungla Teyuna.  I Kogi e gli Aruachi che abitano a tuttora la zona raccontano che Teyuna fosse il cuore di una grande e potente citta’ ragnatela, un centro politico ed economico abitato da diverse migliaia di indigeni Tayrona, arroccato su serie di 169 terrazze scavate nella montagna fino ad un’altezza di 1300 metri. Una rete di strade pavimentate in pietra e varie piazzette circolari e un labirinto di scale collegava le varie terrazze scavate nella roccia, ma alla citta’ era possibile accedere solamente attraverso una ripida ascesa su circa 1.500 gradini di pietra attraverso una fitta giungla.
La Ciudad Perdida e’ stata abbandonata ed e’ divenuta tale ai tempi dell’invasione e conquista della zona da parte degli Spagnoli nel XVI sec. L’arrivo degli spagnoli ha prima messo in crisi l’economia della comunita’ Tayrona, bloccando la rotta commerciale con la costa, poi demograficamente, con il rapido diffondersi di nuove e letali malattie, come sifilide e vaiolo, per i quali gli indigeni erano sprovvisti di anticorpi. Nel breve volgere di qualche decennio la civilta’ che era fiorita sulla montagne di Santa Marta venne completamente spazzata via e dimenticata, mentre la giungla ne inghiottiva e iniziava a digerire i prodotti, obliterando abitazioni, strade e ricordi.

I Kogi hanno sempre segretamente visitato le rovine nella giungla

Anche se ufficialmente Ciudad Perdida è stata riscoperta nel 1972 da un gruppo di saccheggiatori di tesori locale,  i discendenti degli antichi abitanti, le odierne tribù locali degli Aruachi e dei Kogi, dichiarano di aver regolarmente visitato le rovine nella giungla prima che queste fossero riscoperte, ma di aver mantenuto il segreto per preservarne l’esistenza. Fatto sta che nel 1972 un tal Florentino Sepulveda e i suoi due figli, la cui professione principale era saccheggiatore di tesori, nel loro girovagare alla ricerca di manufatti preziosi si imbatterono in una serie di gradini in pietra che salivano sulla montagna e li seguirono fino alla cima, dove con loro enorme meraviglia trovarono una città abbandonata.  Da quel giorno inizio’ una guerra fra bande di saccheggiatori rivali che si contendevano gli oggetti in oro e ceramica che ancora arricchivano le rovine, al punto che il primo soprannome moderno di Teyuna divenne Infierno Verde.
Le autorità governative colombiane intervenirono per normalizzare la situazione e tentare una qualche sorta di protezione delle rovine della Ciudad Perdida a partire dal 1975, appena in tempo per vedere la zona coinvolta nella guerra civile che a tuttora insanguina la Colombia. Il 15 settembre 2003 il gruppo di guerriglia para-militare ELN (Esercito Nazionale di Liberazione) rapi’ 8 turisti stranieri che stavano effettuando il trek nella giungla verso la Ciudad Perdida. Gli ostaggi vennero liberati illesi tre mesi dopo, ma per tre anni il cammino verso la citta’ perduta usci’ dagli itinerari del turismo estremo. Dal 2008 l’esercito colombiano ha ripreso il controllo della zona e pattuglia attivamente l’area dalla piccola base in cima alla Ciudad Perdida, che ora è considerata perfettamente sicura per i trekkers.
Dal prossimo articolo entrero’ nel vivo del nostro viaggio di 6 giorni nella giungla, dove il fisico combatte con la fatica, la calura e l’altura su un terreno accidentato che rende l’andare una continua conquista, ma gli occhi e la mente volano e si espandono per le meraviglie del paese. Oltre a giungla, attraversamenti di fiume e ascese di montagna, incontri con gli indigeni Kogi, bevute di rhum e partite a scacchi a lume di candela e ululato di scimmia, leggerete del nostro imbatterci nel laboratorio dei locali narcotrafficanti di cocaina, dell’attacco di un serpente velenoso ad un compagno di viaggio e della sua odissea verso l’antidoto e la salvezza, e, infine della conquista meritata della cima della Ciudad Perdida.

Fine della Prima Parte

(Continua)

PARTE 2
PARTE 3
PARTE 4
PARTE 5
PARTE 6
PARTE 7
PARTE 8

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